Rimini Economia/ Gli irriconoscenti beneficati dal Palas (ovvero dell'ingratitudine umana...)

barbone_panchinaPoichè gli avvenimenti internazionali e nazionali sono così drammatici da lasciare sbigottiti, le uniche condizioni per ridere (amaro) almeno un po', possiamo trovarle solo a casa nostra. E nel paesello adriatico il posto d'onore nella commedia lo recitano comunque il Palas e il magnifico Cagnoni nonostante qualche altro attore (ad esempio Masini col suo aeroporto da 9 milioncini di deficit) cerchi di rubare la scena.

Da ieri, non bastando le polemiche, sulla famosa (o famigerata) card "ammazzanemici" si è cominciato a discutere perchè e percome altre categorie "beneficate" dal tempio di via della Fiera non debbano "contribuire" a far quadrare i bilanci della "creatura". I più indiziati sono i ristoranti. Gli alberghi (quelli ovviamente "consorziati") sostengono che, nel periodo dei congressi, guadagnano più di loro e non è giusto che se la cavino senza sborsare l'obolo.

Così dovrebbero fare tutti coloro, che, più o meno, godono delle ricadute benefiche del Palacongressi. In pratica, stando agli albergatori al management e ai giuristi del circolo cagnoniano, tutti i riminesi. Infatti il mostruoso giro di affari "indotto", calcolato per il Palas dallo stesso Cagnoni in svariate centinaia di milioni di euro, fa sì che, papale papale, ogni riminese dovrebbe, con animo grato, versare qualcosa all' "Astronave". Qualche maligno potrebbe sostenere che i riminesi (e non solo) garantendo attraverso i loro enti pubblici la mostruosa massa debitoria di Palas (e Fiera) qualcosa già fanno per Cagnoni &Co.

Ma si tratta appunto di maligni e ci vuole ben altro per smuovere l'inflessibile volontà del Duce supremo e dei suoi fedeli assistenti. Quindi giù tutti a pensare come ristoratori, bagnini, negozianti,musicanti,saltimbanchi, portieri d'albergo, ragazzi e ragazze di vita ecc.ecc. cioè tutti i suddetti beneficati dalla pioggia di benessere proveniente dai congressi possano essere convinti a versare parte dei loro guadagni al nume che li onora di tanta attenzione e benevolenza.

Quindi è tutto un fiorire di idee in proposito, ostacolate però dalla pervicace mancanza di collaboratività dei fortunati che non vogliono riconoscere i meriti del benefattore e anzi osano criticarne i modi i metodi e i debiti. "Sic transit gloria mundi" come ha detto il nostro premio nobel e presidente del Consiglio riguardo alla sorte di un suo (ex) intimo amico in Libia.

E' certo che la mancanza di gratitudine è senza limiti. Da noi specialmente. Detto questo, bisogna ammettere però che almeno un briciolo di ricchezza arriva a tutti i cittadini riminesi (e non solo). Chi scrive è stato testimone oculare di un episodio che, da solo, dovrebbe far tacere ogni dubbio e/o malalingua. Due/tre settimane fa, proprio in Piazza Tre Martiri, abbiamo potuto personalmente constatare con piacere quanto segue: tre signori congressisti (riconoscibili dal "tagliandino" che ogni buon congressista si applica alla giacca per essere rintracciabile in caso di smarrimento) hanno fatto l'elemosina ai due poveri (sventurati) barboni che da mesi stazionano nella piazza.

Quello "storico" (Franco) ha ricevuto due oboli da un euro l'uno, l'altro (quello messo peggio e senza nome) qualcosa che non siamo riusciti a quantificare, ma qualcosa ha preso. Sono anch'essi dei piccoli beneficati del Palas e come tali dovrebbero anche loro una "royalty" all'Astronave. Idem i numerosi suonatori ambulanti serali del Corso d'Augusto che, pur mancando al momento  una prova certa, sicuramente anche loro avranno ricevuto e riceveranno monetine dai congressisti (almeno di quei pochi che la sera hanno il coraggio di inoltrarsi nello squallore della ex strada principale). Quindi perchè diamine, nel loro piccolo, non dovrebbero contribuire? Già perchè no? (Nella foto: anche lui riceve l'indotto del Palas:quanto dovrà pagare di royalties?)

Woland

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