Politica&Economia/ In quanto a debiti, Rimini non è seconda a nessuno!

riminesedisperatoIl terribile “uno due” subito dall’Italia negli ultimi giorni, con il doppio declassamento del suo debito pubblico, non sembra aver scosso molto i cittadini della penisola. Il motivo c’è: i giornali a grande tiratura ne parlano poco e in modo oscuro, la televisione tace, e quindi i nostri compaesani sono più attenti alle vicende di Amanda Knox che a quello che è avvenuto nella finanza mondiale e del precipizio in cui ormai siamo piombati.

La realtà è che il ricordato doppio declassamento avrà in tempi brevissimi effetti mortiferi per il sistema. Specialmente per le banche, piene di titoli nostrani, ormai inutilizzabili nel circuito mondiale del credito interbancario. Già i paesi più forti (ad esempio la Svizzera) ,non accettavano più, da almeno due anni, titoli di Stato italiani in garanzia. Ora l’anatema si generalizzerà (in parte già lo era) su scala mondiale, come chiunque abbia un po’ di sale in zucca, può immaginare. In questo quadro sconfortante suona beffardo il messaggio, l’unico, che i nostri supremi governanti sono riusciti a mandare: “...tanto lo sapevamo già...”. Benissimo!

A questa “piece” tra il deprimente e il ridicolo va aggiunta una notiziola ancor meno pubblicizzata, ma ancor più preoccupante, se guardata obiettivamente. Solo nell’ultimo anno i famosi istituti di “rating” hanno capito a fondo quella che era, ed è, una peculiarità italiana che rende pericolosissimo il Belpaese: l’enorme propensione all’indebitamento, semiocculto, degli Enti Pubblici “minori” italiani.

In realtà tale indebitamento di “secondo livello”, rende ancor più vivo il “rosso” dei nostri conti. In effetti, non conoscendo a fondo il complicatissimo sistema italico fondato su almeno quattro grandi livelli di governo territoriale (Stato, Regioni, Provincie, Comuni) più alcuni semi-livelli (Unioni, Comunità Montane, ecc.) non era facile orizzontarsi per un “forestiero”. Ora però che i “valutatori” l’hanno capito, ci stanno guardando a fondo e emergono situazioni terrificanti. Un po’ dappertutto, bisogna ammettere. Più al Nord che al Sud.

E bisogna pur dire che, nel suo piccolo, anche la nostra modesta Rimini, quanto a debiti, ci dà da fare. Ci sono almeno tre grandi realtà da mettere sotto osservazione. Le conoscono tutti: Fiera, Palas, Trc: da sole valgono un buon trecentomilioni di euro di indebitamento. A tassi, orribilmente, sempre crescenti e con gestioni veramente da cardiopalmo (sia quelle in essere - Fiera - che quelle prevedibili - le altre -).

E’ ovvio che quando tutto questo andrà a finire, e accadrà presto, sotto la lente dei vari “rating”, ci sarà da star male, specie per gli Enti (Provincia, Comuni, Camera di Commercio, ecc.) che, in ultima analisi, garantiscono questa montagna di debiti ai finanziatori (Unicredit in primis) che già per conto loro viaggiano in acque agitate. La garantiscono con la pelle dei cittadini.

Bene, fra pochi giorni si inaugurerà il “Palas” dell’ex “magnifico” Cagnoni. Avverrà di sicuro fra rulli di tamburi e squilli di tromba. E in più discorsoni, incensamenti e autoincensamenti a non finire e auspici su auspici circa le nostre “magnifiche sorti e progressive...”. Tutto in perfetto “stile riminese”. Magniloquente e  provincialotto.

Eppure ci sarebbe poco da festeggiare. Fra poco ce ne accorgeremo. Tutti quanti. (nella foto: Rimini 2014, un cittadino ha appena fatto i conti su come stanno messi lui e la città).

Ercoli Bonatti

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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