Rimini/ Non è solo Minetti. Anche la Carim fa soffrire.

SpazzacaminiDopo le prodezze della Minetti, venendo a cose più serie, apprendiamo dai nostri giornali che la "cordata industriale" per salvare la Carim, sta incontrando serie difficoltà o come si dice pudicamente non è "pronta".

I lettori di buona memoria ricorderanno sicuramente un articolo non troppo vecchio (Ndr: quello del 31 luglio 2011: "Il braccio lungo degli imprenditori riminesi") in cui esprimevamo seri dubbi sull'allora sbandierata cordata targata Confindustria promossa in particolar modo dalla "Voce" con grande sfoggio di ottimismo.

Dubbi fondati su due motivi: il primo per la disastrosa situazione finanziaria di molte delle (poche) industrie riminesi; il secondo perchè non capivamo per quale motivo chi è già messo male dovrebbe impiccarsi definitivamente, indebitandosi ancora per consentire all'attuale proprietà della Banca  (la famosa Fondazione e cioè Pasquinelli e Co.) di continuare a governare come ha fatto finora con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Questo con il pretesto di mantenere la "riminesità" dell'istituto di credito. E' inutile dire che, se la cordata confindustriale è ferma, si sono addirittura perse le tracce dell'altro manipolo, all'epoca evocato dalla "Voce". Parliamo dei "cavalieri bianchi" autodenominatisi "Amici della Carim" che al tempo, fine luglio, si diceva avessero già pronti 10/15 milioni per il salvataggio. Di questa schiera e del suo capo (Mauro Gardenghi, Confartigianato) si attendono notizie. (Nella foto: forse i "cavalieri" non erano bianchi, ma erano solo spazzacamini.)

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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