Rimini/ Il blocco antismog non serve a niente e a nessuno. Tranne che agli Iper

Il nuovo provvedimento che il Comune di Rimini attuerà dal primo ottobre in materia di blocco del traffico, minaccia di essere inutile per la salute dei cittadini e dannoso per le loro tasche. Cerchiamo di capire. L'amministrazione impone il blocco delle auto pre-euro (immatricolate prima del 1993), tutti i giorni dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Dal 7 gennaio, blocco totale il giovedì, giorno in cui neanche auto più recenti potranno circolare. Si salvano le auto a metano. Non risultano esenti categorie che fino l'anno scorso lo erano: artigiani, avvocati, preti e giornalisti. Dunque, il centro città sarà interdetto a molti. Roberto Biagini, assessore alla Polizia municipale, promette rigore (e multe, tanto per cambiare…).

Serviranno queste misure? No. In primis, perchè sono diversi anni che il blocco del traffico viene attuato a Rimini e, dati alla mano, è capitato che nei giorni di blocco le polluzioni nocive aumentassero. E allora perchè continuare ad insistere su una strada che non ha portato frutti? Perchè adesso dovrebbero esserci dei risultati? Poi, va detto che la vita di una città come Rimini (oltre che la sua economia), si basa tutta sulla mobilità: ci si sposta per andare al lavoro, per fare spesa, per tenere rapporti sociali, per fare sport. Nel momento in cui gli stessi amministratori comunali dicono, a più riprese, che l'economia cittadina deve crescere, cosa fanno? Impongono una misura restrittiva e, lo ripetiamo, inutile dal punto di vista ambientale. Inutile anche perchè il blocco dal lunedì al venerdì riguarda auto piuttosto vecchie che dovrebbero essere proprietà di una fascia marginale di popolazione.

Se questo fosse vero, risulterebbero danneggiate proprio quelle persone che più hanno bisogno dell'auto per essere indipendenti: anziani e persone dal basso reddito primi fra tutti. Il pensionato che vorrà raggiungere il negozio del centro storico, come potrà farlo? Chi si deve spostare da Riccione, Bellaria o dall'entroterra, come potrà riuscirci se non potrà rispettare gli orari, rigidi, che vengono imposti per entrare e uscire da Rimini? E cosa succederà in quella fascia oraria in cui sarà possibile raggiungere il centro a bordo della propria auto? Succederà questo: intasamenti, traffico a rilento e aumento dello smog. Con tanti saluti alla salute dell'aria.

Che dire poi della dichiarazione rilasciata dall'assessore Andrea Zanzini al Carlino del 26 settembre? "Occorre che chi ha determinate necessità - dice Zanzini - valuti la possibilità di adeguare la propria auto, magari cambiando il sistema di alimentazione con l'utilizzo degli incentivi pubblici". Tutto giusto. Peccato che gli incentivi pubblici non coprano per intero la cifra necessaria per mettere la propria auto a (poniamo), metano. E che in un clima economico così depresso non sia facile per i meno abbienti spendere la cifra necessaria.

Innanzitutto l'incentivo viene dato solo a chi risiede nel Comune di Rimini (e chi viene a Rimini per lavorare?) e possiede un'auto pre-euro oppure euro 1 o 2. La cifra ammonta a euro 400 su 1300 (circa), per un'auto pre-euro nel caso si sia in possesso di un'auto a carburatori o a iniezione. Gli euro sono 350 se si passa alle categorie euro 1 o euro 2. Lo sconto lo si riceve al momento della trasformazione, e deve risultare nella fattura che il meccanico è obbligato a rilasciare. Insomma, l'impressione che si ha è di una grande schizofrenica confusione che non aumenta la vivibilità della città e scontenta tutti. Tutti tranne i due centri commerciali riminesi: Le Befane e I Malatesta che, guarda caso, si trovano fuori dalla zona chiusa al traffico. Sarà un regalo non voluto, ma è un bel regalo.

Davide Bianchini

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   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
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