Questione "Skema"/ Piccioni parla da gentiluomo. Altri no

PiccioniOggi su “La Voce”, è apparso un articolo del presidente dell’Ordine dei commercialisti di Rimini, Bruno Piccioni il quale, in evidente connessione alla questione dello “Studio Skema”, di cui molto si è parlato in questi giorni, ricordava i corretti sistemi di distribuzione degli incarichi che, per opportunità e trasparenza, dovrebbero essere rispettati, specie quando si tratti di incarichi pubblici. Poichè si tratta di concetti provenienti da una persona fornita tanto di spessore umano quanto professionale, c’è poco da commentare. Si tratterebbe solo di mettere in pratica i principi da lui enunciati.

Peccato che, appena due giorni fa, in un certo bar di una certa piazza, davanti ad un certo “Palazzo” di Rimini, chi scrive abbia sentito con le sue orecchie un paio di attuali e noti esponenti della “nouvelle vague” politica, esprimere proprio sulla vicenda “Skema” concetti del tutto opposti a quelli oggi espressi dal presidente Piccioni. Segno che dei “buoni comportamenti”, o “buone pratiche”, che dir si voglia (di cui si è tanto blaterato...) ormai il nostro “sistema” se ne frega e ognuno va tranquillamente per la propria strada. Forte del rapporto (biunivoco), tra il politico e il consulente, ormai divenuto l’unica misura del successo, ad onta delle sagge parole spese dai gentiluomini.

Spese, ovviamente, per nulla e a malapena sopportate dai maldestri, ma oltremodo supponenti, detentori del potere. (nella foto: Bruno Piccioni)

Woland

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