Caso Penati/ Mani libere e primato della politica

Filippo_Penati_1Come sempre, è questione di punti di vista. Per l’ex sindaco Gabriele Albertini la sospensione da parte della commissione di garanzia di Filippo Penati, già autosospeso dal PD fino alla sentenza che non si sa se e quando arriverà, dato che la prescrizione sta provvidenzialmente intervenendo (anche se l’interessato ha dichiarato in extremis che non se ne avvarrà), è una decisione “coraggiosa”, che nessuno nel Pdl si è mai sognato di prendere. E d’altronde ci vuole poca fantasia per immaginare a cosa si ridurrebbe “il partito degli onesti” del neo-segretario Alfano se nel Pdl si applicasse un codice deontologico che prevede la sospensione per chi è indagato di concussione, corruzione e reati connessi: a Gianfranco Fini è bastato evocare la parola legalità per diventare “incompatibile” con i noti principi fondanti del partito.

Per Antonio Di Pietro, impegnato a raccogliere le firme per il referendum anti porcellum in beata solitudine insieme alla società civile, la sospensione, a seguito di un’inchiesta da cui sta emergendo una trama decennale di traffici impressionanti sempre più documentati, non è poi così risolutiva e “l’interessato faceva meglio a dargli un taglio netto”.

Qualche giorno fa in un’intervista a Il Fatto, Giorgio Bocca senza perifrasi aveva detto a chi gli chiedeva cosa rappresentasse “il caso Penati” che “non c’è nulla di nuovo rispetto a Craxi” e che “tutti i politici hanno lo stesso interesse: avere il potere e fare i soldi” ora come allora. E a proposito della posizione assunta da Bersani ha risposto testualmente: “altro che fare un passo indietro, dovrebbe fare un tuffo nel mare…”.

D’altronde, come risulta dalle telefonate un po’ concitate del già direttore de L’Avanti Walter Lavitola che smistava la beneficenza di Berlusconi verso il bisognoso Tarantini, anche lui aveva piena percezione della nuova Tangentopoli in corso ed era molto allarmato per il timore fondato di esserne travolto. La “nuova” Tangentopoli che, dopo quasi un ventennio di transizione permanente verso il peggio della cosiddetta Prima Repubblica, sembra più squallida e laida della precedente è stata accuratamente coltivata ed alimentata con la cultura diffusa e spesso bipartisan del malinteso “primato della politica” da riaffermare con ogni mezzo dopo Mani Pulite, che a ben vedere era solo la rivendicazione da parte della casta politica delle “mani libere”.

Adesso, meglio tardi che mai, da parte di esponenti ex Ds, parlamentari o ex parlamentari, a proposito del “caso Penati” si sente dire che “non è stata capita la lezione di Tangentopoli”! Viene solo da domandarsi dove erano e cosa facevano questi signori dal ’94 in poi, e cioè da quando si è cominciato a mettere sul banco degli imputati i magistrati di Mani Pulite, a denunciare “i crimini” o “gli eccessi” del pool di Milano, ad invocare commissioni di inchiesta su Tangentopoli (e cioè sui magistrati), a varare bicamerali modellate sul progetto di Licio Gelli, ad approvare trasversalmente la depenalizzazione del falso in bilancio ed una serie di leggi per rendere più accidentato ed impraticabile il processo penale.

Dopo 19 anni da Tangentopoli la grande novità in termini di trasparenza e pratica dei valori della legalità e del buon governo che viene dal maggiore partito di opposizione, è la sospensione di un suo esponente politico di primissimo piano, con la precisazione che “l’espulsione non sarebbe stata possibile in base allo statuto”. Incontestabilmente più di quanto avvenga nel partito del presidente del Consiglio, se il Pdl può essere definito un partito.

Spetterà in primis agli elettori del Pd valutare se si tratta di una risposta adeguata e soprattutto se è sufficiente in un momento più che drammatico, in cui la politica è percepita come una truffa dai cittadini, a segnare un nuovo corso rispetto ad un passato di pesudo-garantismo strumentale agli interessi di bottega, sul modello berlusconiano. (nella foto: Filippo Penati)

Daniela Gaudenzi 

Articoli Correlati

   Copyright © Riminipolitica.com - Testata giornalistica - aut. trib. di Rimini n° 12/2007 del 26 aprile 2007
Dati Anteprima.net