Inuyasha
di Rumiko Takahashi
Star Comis
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VOTO |
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| DISEGNI |
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Il tratto della Takahashi è migliorato con il
passare degli anni, ma il disegno non è mai stato il vero punto di
forze dei suoi manga. |
STORIA |
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Che fine ha fatto la buona, vecchia Takahashi? Per
Inuyasha è stato volutamente abbandonato il tono umoristico
delle opere precedenti – fanno eccezione alcune brevi gag –
per assumere toni più seri: l'autrice aveva già fatto un esperimento
in tal senso con la Saga delle Sirene, riuscendo a creare un ottimo
fumetto dai toni horror, con protagonisti ben caratterizzati e una storia
non banale.
Con Inuyasha la Takahashi ha fatto un deciso passo indietro, cadendo
con troppa facilità nella ripetitività delle situazioni (Oh,
che sorpresa! Un nuovo nemico che è sfruttato/alleato/parte di Naraku!!)
e nell'eccessivo sfruttamento dei più inflazionati luoghi comuni
degli shonen manga (Accidenti! Sesshomaru, da sempre deciso ad uccidere
Inuyasha, decide per il momento (?) di collaborare con lui. Una situazione
mai vista!). |
ADATTAMENTO
GRAFICO |
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Nulla da eccepire. D'altronde i manga della Takahashi
non hanno mai presentato particolarità grafiche tali da rendere difficoltoso
l'adattamento. |
ADATTAMENTO
TESTI |
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Nessun rilievo in particolare per quanto riguarda le
scelte di traduzione. Peccato per l'eccessivo numero di errori grammaticali
e sintattici presenti nel testo italiano! |
CONFEZIONE |
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Inizialmente la serializzazione di Inuyasha è
avvenuta con volumi dimezzati, per non raggiungere le uscite giapponesi
troppo rapidamente (nonostante a febbraio 2001, data della prima uscita
italiana, in Giappone fossero già disponibili 21 volumi). Ciò
nonostante, formato e periodicità sono cambiati a partire dal numero
36, diventando rispettivamente identico ai tankobon giapponesi e bimestrale.
Fin dal principio l'edizione ha seguito il pessimo trend delle edizioni
Star Comics con carta semitrasparente e non in grado di trattenere la stampa. |
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| Morwen
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