L'orrore
di Junji Ito con Tomie!!

@ degli aventi diritto
Tomie è una donna-mostro che non può morire ed è
destinata a tornare tra noi, uccidendo gli uomini che provano interesse
per lei. I racconti brevi e frammentari che l’hanno resa celebre
vedono le sue diverse personificazioni apparire in varie epoche, e sono
illustrati con lo stile sporco, essenziale ma tremendamente efficace del
suo autore, uno dei più acclamati autori di manga horror.
Attravero questa struttura episodica, Junji Ito è
riuscito a creare una vera e propria “mitologia” di Tomie,
divenuta presto una nuova popolare “eroina”. Nel 1998 la Daiei
Studios affidò ad Ataru Oikawa la traduzione di Tomie
sul grande schermo, dando inizio a una saga cinematografica giunta oggi
al suo terzo episodio.
L'autore
Junji Ito, classe 1963, originario di Gifu, dopo aver conseguito la laurea
in odontoiatria lavora come dentista fino ai primi anni Novanta, quando,
dopo essere stato insignito del prestigioso premio Kazuo Umezu (dedicato
al manga horror e indetto dalla rivista horror per ragazze “Nemuki”),
decide di trasformare il suo hobby di fumettista nella sua occupazione
principale.
Junji Ito costruisce vicende intorno alle ossessioni e fobie dell'uomo,
l’invidia, la gelosia, la paura dell’ignoto. Il suo stile
inconfondibilmente realistico e fresco è molto distante dal caramelloso:
i lunghi capelli neri, gli sguardi vitrei, le anatomie perfette, gli splendidi
e terrificanti volti femminili, la costante simbiosi tra bellezza e morte
caratterizzano inconfondibilmente le sue opere.
Nei suoi innumerevoli lavori (tra i quali si possono ricordare Uzumaki
e Gyo, Ugomeku Bukimi e Gyo, il Sinistro Strisciare),
la peculiarità della narrazione è di mostrare eventi imprevedibili
e sconcertanti che scaturiscono da situazioni “normali” e
al di là di ogni sospetto, “deviazioni” che si manifestano
in forme inconcepibili e traumatizzanti. Per Junji Ito, infatti, l’orrore
si manifesta imprevedibilmente e ogni tentativo di dargli un senso non
fa che accelerare il passo dell’incauto raziocinatore verso la follia;
l’orrore non può avere spiegazione logica esso può
tutt'al più essere rappresentato.
|