Con l'arrivo del 2003, Planet Manga dimostrerà
ai suoi lettori che la collana "Manga 2000" non concentrerà
il suo interesse solo sulla fantascienza sperimentale e innovativa.
Uno dei titoli di prossima pubblicazione, infatti, è più
vicino alle tematiche della Science Fiction classiche alla Asimov,
piuttosto che alle dimensioni oniriche di "Blame!!". "Planetes"
è una recente serie pubblicata in Giappone da Kodansha, scritta
e disegnata da Makoto Yukimura. Dopo un buon successo in patria, il
manga è già comparso in Francia per "Generation
Comics" e in Germania proprio con il marchio "Planet Manga".
Nell'anno 2070 la razza umana ha costruito una base mineraria sulla
Luna e ha spedito uomini ad esplorare Marte. Sono stati inviati
anche i primi esploratori verso Giove e stanno raggiungere la loro
destinazione. Nel frattempo, sulla Terra, i rifiuti spaziali o "Deburis
" aumentano sempre più e la loro raccolta è ormai
divenuta una professione. Questo manga narra le storie di Hachimaki,
Yuri e Fee, "Raccoglitori di Deburis" dello spazio. Il
sogno di Hachimaki è di comprarsi una nave spaziale. Pensa
di poter guadagnare bene raggiungendo l'equipaggio della prima spedizione
su Giove. Yuri ha perso sua moglie in un incidente aerospaziale.
È diventato un raccoglitore di deburis solo per ritrovare
un suo ricordo. Fee è orgogliosa di essere una raccoglitrice
di rifiuti e lavora duramente, lasciandosi alle spalle il marito
e un giovane figlio. Lavorano come "Raccoglitori di Deburis",
in un universo oscuro e crudele, ognuno con i propri problemi personali.
Da www.kodanclub.com
A differenza di altri manga di fantascienza nipponici, in "Planetes"
non troviamo grandi eroi e nemici implacabili e crudeli, né
robot giganti o entità aliene misteriose. Ma solo persone
comuni, impegnate nel loro lavoro e nella vita quotidiana, influenzate
profondamente dalla permanenza più o meno forzata nello spazio.
La storia è molto verosimile e l'autore si impegna a fondo
nel garantire la plausibilità delle situazioni descritte,
basandosi su presupposti scientifici veri e comunque coerenti con
la visione d'insieme. Questa scelta implica l'inclusione di tematiche
e di una terminologia specifica non sempre di immediata comprensione,
che richiederanno un buon impegno da parte dei traduttori e l'utilizzo
di un apparato di note esaustivo e ben strutturato. Inoltre, seguendo
una delle tradizioni della fantascienza "classica", la
vita nello spazio porta con sé grandi interrogativi e non
è raro vedere i personaggi porsi domande sulla propria esistenza
e sul significato della vita umana.
Lo stile della narrazione è lento, l'azione è posta
in secondo piano, per dare risalto appunto alla riflessione e alle
profonde tematiche affrontata. Pur essendo un'opera recente (2001),
questo manga potrebbe quindi non soddisfare le aspettative di coloro
che prediligono il lato più "dinamico" del fumetto
giapponese.
Anche dal punto di vista grafico "Planetes" mostra le
stesse caratteristiche accennate poco sopra: i disegni sono molto
particolareggiati e realistici, ben lontani dagli estremismi rappresentativi
di "Blame!" o di "Maken X". I personaggi sono
caratterizzati con cura e non vengono sfruttati, se non in rari
casi, gli stereotipi tipici di alcuni manga. Particolare attenzione
è posta sul mecha design, che d'altronde svolge un ruolo
di primo piano nell'opera, ed è accurato e perfettamente
plausibile.
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