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Majin Devil 


Tetsu, conosciuto anche come Devil, divide le proprie giornate tra la sua banda di motociclisti2, e il lavoro part-time, che svolge per mantenere la famiglia. Il tutto in sella alla sua amata Kawasaki, invidia della sorella Satomi. Dominatore incontrastato della città, Tetsu, come tutti i suoi compagni, non si è mai curato della serie di orribili omicidi che riempie le notti dei cittadini comuni: fino a quando una notte, al ritorno a casa, non si trova di fronte proprio al responsabili di quelle orribili e sanguinarie uccisioni. Un demone orribile, velocissimo, cambiare di mutare la propria forma e attaccare selvaggiamente gli esseri umani senza alcun'esitazione… Tetsu, temprato da decine di scontri notturni con gli altri teppisti, non è il tipo da farsi uccidere senza reagire e prima di finire sanguinante sull'asfalto, riesce a ferire il bestiale avversario, bevendone il sangue. Nella luce del mattino, il corpo orrendamente massacrato del ragazzo giace in una pozza di sangue, capace di far piombare la sorellina in una terribile disperazione.
Il giorno successivo, durante la cerimonia di cremazione, il sangue del demone inizia mostrare i suoi effetti, risvegliando Tetsu, parecchio innervosito per il "dolce" abbraccio delle fiamme!!! Da quest'antefatto, in un crescendo di sangue e mostruosità, scontri furiosi e belle studentesse, il tutto racchiuso da un tratto moderno e "schizzato", prende il via la miniserie "Majin Devil", scritta e disegnata da Oh! Great2, e pubblicata in Italia da Star Comics nella collana Point Break.

Arriviamo subito al giudizio finale: "Majin Devil" è un buon prodotto, ben disegnato, dalla trama divertente e piacevole alla lettura. Certo non è un manga impegnato, ma non è questo il suo obiettivo. In tempi di ampia scelta come questi, ha il non secondario pregio di essere composto da due soli numeri.
Peccato che i suoi pregi siano anche i suoi difetti…
Andiamo con ordine: lo stile di disegno di Oh! Great è evidentemente ispirato a quello di Kazushi Hagiwara (Bastard!!). Questo non sarebbe un problema se la qualità del tratto si mantenesse uniforme in tutte le tavole, ma purtroppo non è così: se da un lato ci troviamo di fronte ad anatomie ben studiate, sfondi dettagliati e in definitiva ad un Character Design molto convincente, d'altra parte non si fatica molto a trovare controparti esattamente all'opposto, con disegni approssimativi o troppo esasperati. La somiglianza con Hagiwara, poi, si fa particolarmente marcata in alcuni punti fondamentali (scene di lotta tra i demoni): in ogni caso, Oh! Great esce sconfitto dal confronto, considerata anche la minore esperienza.
Per quanto riguarda la trama, è palese l'ispirazione ad opere di altri mangaka: l'idea di uomini che si uniscono o diventano essi stessi demoni richiama subito alla mente il grande "Devilman" di Go Nagai, qui parzialmente filtrato attraverso l'esperienza, ancora una volta, di Hagiwara, già fin troppo ispirato al Maestro negli ultimi episodi di "Bastard!!". E l'unione di questi elementi con l'ambiente scolastico giapponese è un espediente fin troppo abusato in molti manga, pur costituendo una sorta di "marchio di fabbrica" per Oh! Great3. È fin troppo evidente, infine, che in due soli volumetti non è mai possibile sviluppare una storia di questo genere, che lascia molti spunti, in modo compiuto.

Per concludere, l'uscita di questo manga per Star Comics induce ad una riflessione sui rapporti tra le due principali case editrici italiane nel campo del fumetto giapponese: la pubblicazione di "Majin Devil" segue, a distanza di più di un anno, il successo di "Inferno & Paradiso" (Tenjoh Tenge), pubblicato non dalla casa della stella ma da Planet Manga. In questo caso la strategia è parzialmente giustificata dal fatto che la miniserie oggetto di questo articolo è stata pubblicata in Giappone da Kodansha, storicamente più vicina ai Kappa Boys, e non da Shueisha come l'opera precedente. È innegabile però che negli ultimi tempi i due editori si siano impegnati direttamente l'uno contro l'altro, "rubandosi" onestamente serie ed autori.
L'esempio forse più lampante è "Noise", di Tsutomu Nihei: questo manga, formato da un solo volume autoconclusivo, è una sorta di prologo di "Blame" e dopo il successo di quest'ultimo è stato giustamente pubblicato anche in Italia. Non da Planet Manga, come tutti si aspettavano, ma da Star Comics, serializzato su Kappa Magazine. Questo rientrerebbe perfettamente nel discorso accennato sopra, se non fosse che pochi mesi fa, la Planet ha annunciato l'uscita di un volume unico e autoconclusivo contenente proprio "Noise"!! Sembra che in questo caso ci sia stata addirittura una spartizione dei diritti. Una situazione quantomeno particolare…

NOTE:
1. In giapponese "Bosozoku", letteralmente "gente impazzita".

2. "Oh! Great", pseudonimo dell'autore, non è altro che una particolare trascrizione del vero nome Ito Ogure.

3. Ancora una volta, una delle possibili ispirazioni è un'opera di K. Hagiwara, "Guardress". Assolutamente inedito in Italia e all'estero, è un progetto multimediale che interessa animazione, manga e videogiochi, in cui la trama è centrata su studenti liceali e, guarda un po', demoni…

 
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Jacopo
 
 
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