Archivio 2003 |
| Majin
Devil |
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Tetsu,
conosciuto anche come Devil, divide le proprie giornate tra la sua
banda di motociclisti2, e il lavoro part-time, che svolge per mantenere
la famiglia. Il tutto in sella alla sua amata Kawasaki, invidia della
sorella Satomi. Dominatore incontrastato della città, Tetsu,
come tutti i suoi compagni, non si è mai curato della serie
di orribili omicidi che riempie le notti dei cittadini comuni: fino
a quando una notte, al ritorno a casa, non si trova di fronte proprio
al responsabili di quelle orribili e sanguinarie uccisioni. Un demone
orribile, velocissimo, cambiare di mutare la propria forma e attaccare
selvaggiamente gli esseri umani senza alcun'esitazione
Tetsu,
temprato da decine di scontri notturni con gli altri teppisti, non
è il tipo da farsi uccidere senza reagire e prima di finire
sanguinante sull'asfalto, riesce a ferire il bestiale avversario,
bevendone il sangue. Nella luce del mattino, il corpo orrendamente
massacrato del ragazzo giace in una pozza di sangue, capace di far
piombare la sorellina in una terribile disperazione.
Il giorno successivo, durante la cerimonia di cremazione, il sangue
del demone inizia mostrare i suoi effetti, risvegliando Tetsu, parecchio
innervosito per il "dolce" abbraccio delle fiamme!!! Da
quest'antefatto, in un crescendo di sangue e mostruosità, scontri
furiosi e belle studentesse, il tutto racchiuso da un tratto moderno
e "schizzato", prende il via la miniserie "Majin Devil",
scritta e disegnata da Oh! Great2, e pubblicata in Italia da Star
Comics nella collana Point Break.
Arriviamo
subito al giudizio finale: "Majin Devil" è un buon
prodotto, ben disegnato, dalla trama divertente e piacevole alla
lettura. Certo non è un manga impegnato, ma non è
questo il suo obiettivo. In tempi di ampia scelta come questi, ha
il non secondario pregio di essere composto da due soli numeri.
Peccato che i suoi pregi siano anche i suoi difetti
Andiamo con ordine: lo stile di disegno di Oh! Great è evidentemente
ispirato a quello di Kazushi Hagiwara (Bastard!!). Questo non sarebbe
un problema se la qualità del tratto si mantenesse uniforme
in tutte le tavole, ma purtroppo non è così: se da
un lato ci troviamo di fronte ad anatomie ben studiate, sfondi dettagliati
e in definitiva ad un Character Design molto convincente, d'altra
parte non si fatica molto a trovare controparti esattamente all'opposto,
con disegni approssimativi o troppo esasperati. La somiglianza con
Hagiwara, poi, si fa particolarmente marcata in alcuni punti fondamentali
(scene di lotta tra i demoni): in ogni caso, Oh! Great esce sconfitto
dal confronto, considerata anche la minore esperienza.
Per quanto riguarda la trama, è palese l'ispirazione ad opere
di altri mangaka: l'idea di uomini che si uniscono o diventano essi
stessi demoni richiama subito alla mente il grande "Devilman"
di Go Nagai, qui parzialmente filtrato attraverso l'esperienza,
ancora una volta, di Hagiwara, già fin troppo ispirato al
Maestro negli ultimi episodi di "Bastard!!". E l'unione
di questi elementi con l'ambiente scolastico giapponese è
un espediente fin troppo abusato in molti manga, pur costituendo
una sorta di "marchio di fabbrica" per Oh! Great3. È
fin troppo evidente, infine, che in due soli volumetti non è
mai possibile sviluppare una storia di questo genere, che lascia
molti spunti, in modo compiuto. |
| Per
concludere, l'uscita di questo manga per Star Comics induce ad una
riflessione sui rapporti tra le due principali case editrici italiane
nel campo del fumetto giapponese: la pubblicazione di "Majin
Devil" segue, a distanza di più di un anno, il successo
di "Inferno & Paradiso" (Tenjoh Tenge), pubblicato
non dalla casa della stella ma da Planet Manga. In questo caso la
strategia è parzialmente giustificata dal fatto che la miniserie
oggetto di questo articolo è stata pubblicata in Giappone
da Kodansha, storicamente più vicina ai Kappa Boys, e non
da Shueisha come l'opera precedente. È innegabile però
che negli ultimi tempi i due editori si siano impegnati direttamente
l'uno contro l'altro, "rubandosi" onestamente serie ed
autori.
L'esempio forse più lampante è "Noise",
di Tsutomu Nihei: questo manga, formato da un solo volume autoconclusivo,
è una sorta di prologo di "Blame" e dopo il successo
di quest'ultimo è stato giustamente pubblicato anche in Italia.
Non da Planet Manga, come tutti si aspettavano, ma da Star Comics,
serializzato su Kappa Magazine. Questo rientrerebbe perfettamente
nel discorso accennato sopra, se non fosse che pochi mesi fa, la
Planet ha annunciato l'uscita di un volume unico e autoconclusivo
contenente proprio "Noise"!! Sembra che in questo caso
ci sia stata addirittura una spartizione dei diritti. Una situazione
quantomeno particolare
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| NOTE:
1. In giapponese "Bosozoku", letteralmente "gente
impazzita".
2.
"Oh! Great", pseudonimo dell'autore, non è altro
che una particolare trascrizione del vero nome Ito Ogure.
3.
Ancora una volta, una delle possibili ispirazioni è un'opera
di K. Hagiwara, "Guardress". Assolutamente inedito in
Italia e all'estero, è un progetto multimediale che interessa
animazione, manga e videogiochi, in cui la trama è centrata
su studenti liceali e, guarda un po', demoni
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