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Rurouni Kenshin: Kenshin samurai vagabondo
 
Sei tu Battosai?
A chi non è capitato di vedere su qualche TV locale i vecchi film giapponesi anni 60' di samurai?Oppure quelli più riusciti e recenti di Akira Kurosawa?
Questi lungometraggi davano una visione eccessivamente distorta di questi personaggi che hanno per molti anni dominato la scena storica del Giappone. Lo stereotipo più comune del samurai è sicuramente quello di una macchina perfetta da combattimento, che vive secondo una rigida disciplina e senso dell'onore. Una figura e un'atmosfera che si può rivivere grazie al manga di cui stimo per parlare.

Rurouni Kenshin, (Kenshin, samurai vagabondo) ripropone la scena storica del Giappone alla fine del 1800, subito dopo le grandi guerre che hanno portato poi allo stato moderno.
Kenshin Himura è un ex samurai che dopo l'instaurazione Meiji ha deciso di vivere come un vagabondo. Senza casa, nè ricchezze materiali conduce un' esistenza, per scelta, più isolata possibile.
Kenshin ha un fisico snello e minuto e porta sempre al fianco una katana (spada giapponese), senza preoccuparsi del fatto che è contro la legge. Il suo segno di riconoscimento più visibile è una cicatrice a forma di "x" sulla guancia.
Ha un carattere apparentemente mite, imperturbabile ma dimostra nei momenti topici una determinazione disarmante.
Chi erano i samurai?
Il samurai erano membri della casta militare, i guerrieri giapponesi. La loro importanza ed influenza si sono sviluppate durante il periodo di Heian (794-1185) quando i potenti latifondisti  li hanno impiegati per la protezione delle loro proprietà. Nella fase posteriore all periodo di Heian, le famiglie militari più potenti, i Minamoto e Taira, avevano assunto la direzione del controllo politico del Giappone e combattuto guerre per la supremazia. Quando lo shogun Minamoto Yoritomo ha stabilito un nuovo governo in Kamakura in 1192, lo shogun (il più alto ufficiale militare) si è trasformato in nel capo del Giappone.
Il samurai dopo questo evento si è elevato sulla scala della gerarchia sociale ed ha avuto molti privilegi. D' altra parte, doveva essere un buono esempio alle categoria più bassi, in quanto seguiva i principi di Bushido (la via del guerriero). Per i samurai i principi importanti erano la lealtà al suo superiore, disciplina di autocontrollo, comportamento rispettoso e etico.
Dopo una sconfitta o un' altro evento disonorabile, molti samurai hanno scelto di commettere il suicidio tagliandosi il loro addome con una spada per conservare il proprio onore. Tale rituale è chiamato seppuku (o harakiri).
Durante il periodo di Edo, un' era di pace, la maggior parte dei samurai non ha avuto più niente da combattere e si dedicarono anche agli studi intellettuali quali letteratura, storia o la cerimonia del tè. Ma alcuni no e particolarmente durante il diciassettesimo secolo, i samurai ambiziosi -e disoccupati- i "ronin" hanno causato alcuni problemi al governo.
Dopo il ripristino dell'impero Meiji (1868), il codice e la categoria di samurai sparì. Molti samurai (non più tali) entrarono nella nuova classe politica, raggiungendo posti anche di governo.
La spada (katana) è il contrassegno di distinzione del samurai.
La sua vita fatta non è fatta che di strade polverose fino quando arriva a Tokyo, appena diventata capitale del Giappone. Di tanti nemici che nella sua carriera di spadaccino ha incontrato, Kenshin rimane stupito quando per strada viene attaccato da una ragazzina appena diciottenne.
Kaoru Kamiya è una maestra di scherma. Ha ereditato dal padre ucciso la palestra Kamiya Kasshin che  gestisce con le proprie forze. Una scuola di scherma perennemente deserta a causa delle voci che la accomunano al famigerato assassino Battosai.
Battosai era il soprannome di uno spietato sicario al servizio di quello che sarebbe stato il nuovo governo del Giappone. Dieci anni prima aveva combattuto in prima linea nelle guerre che fecero cadere lo Shogunato, agendo nell'ombra aveva eliminato un numero indefinito di avversari politici, dopodiché sparì misteriosamente nel nulla.
Kaoru decide così di trovare e punire questo personaggio scomodo che spacciandosi come appartenente alla sua scuola, infanga e disonora lei e la sua palestra compiendo uccisioni.
E' così che inizia la storia: Kaoru vedendo Kenshin in giro per la città con una spada lo crede Battosai e lo attacca. L' ex-samurai risponde con un sorriso pacato all'accusa, mostrando la sua katana dalla lama invertita (la lama al posto del dorso e viceversa) che non taglierebbe in due neanche un'arancia...
Ben presto viene scoperto che Battosai non era altro che un criminale qualsiasi che aveva deciso di vantarsi del nome del temuto assassino. Il personaggio non ha una lunga apparizione perchè viene subito fatto arrestare da Kenshin e dalla stessa Kaoru.
Nel momento in cui l'impostore viene smascherato però si scatena una lotta e Kenshin, dopo averlo sconfitto reclama come suo il nome del terribile assassino. Nonostante avesse abbandonato quella vita e avesse fatto il giuramento di un uccidere più, Kenshin non poteva permettere che uno stupido qualsiasi potesse foggiarsi di quel nome.
Battosai è un nome che Kenshin porta come una colpa, un fardello di vite spezzate e le mani sporche del sangue di tante persone. Il vagabondare per lui è un' autopunizione per le uccisioni commesse fino a dieci anni prima.
A Kaoru Kamiya però sembra non importare il pesante passato dell'uomo e gli offre di rimanere con lei a gestire la palestra. Stupito da tanta gentilezza e anche dall'ingenua fiducia verso il prossimo della ragazza, Kenshin accetta.
Il vagabondo termina il suo vagabondare e da questo punto prenderanno il via tutta una serie di avventure appassionanti.
Un manga storico

L' autore di questo fumetto, Nobuhiro Watzuki, si dimostra un vero appassionato della storia del Giappone moderno. Una delle prime cose che colpiscono di questa opera è l'attenzione e la pazienza con cui Watzuki spiega cartiglio dopo cartiglio al lettore il contesto storico della vicenda. Quanto basta per non annoiare il lettore e mirato a chiarire la difficile epoca di transizione della fine dello Shogunato. Queste note sono necessarie, specialmente a noi occidentali, per capire molti comportamenti e le mentalità dei personaggi. La cultura giapponese è molto diversa dal modo europeo di concepire molti aspetti della vita e dare uno sguardo al passato di questo paese aiuta anche a capire da dove nascono molti dei luoghi comuni sull' oriente.
Storicamente il personaggio di Kenshin riprende una figura realmente esistita, Genzai Kawakami, uno dei quattro più terribili samurai assassini della fine dello Shogunato dotato di straordinaria intelligenza e acume. Era un uomo dall' animo freddo, di piccola corporatura, magro ed effeminato.
Kenshin incarna anche una figura molto spesso al centro di leggende e favole nel paese del sol levante. La figura del samurai pronto con la sua spada a difendere i deboli, gentile e dalla linea morale ineccepibile è forse il corrispettivo del nostro "principe azzurro". Ma le figure troppo perfette non intrigano mai e l'oscuro passato di questa figura è ciò che da sapore alla storia.
L'assassino, il sicario è una presenza inquietante dall'animo freddo e senza cuore:  Watzuki ha voluto immaginare una figura che cercasse la redenzione e la fuga dall'inferno del suo stesso cuore. Kenshin è padrone di una tranquillità disarmante e ha sempre dipinto sul viso un sorriso quasi infantile, ma questa facciata serve a reprimere il terribile assassino che è stato.
Nella prima parte del manga questa bivalenza è solo accennata e "Battosai" si intravede appena, solo più avanti nella storia questa "doppia personalità" diventerà il vero e proprio perno della storia, quando le ombre del passato cominceranno a tormentare Kenshin e i suoi nuovi amici.

Lo stile
Tutto il disegno del manga è sobrio, curato e non si lascia andare ad eccessive stravaganze grafiche.
Solo nei personaggi antagonisti troviamo dei look veramente eccentrici...
Uno di questi è sicuramente Makoto Shishio (a fianco), bendato come una mummia a causa delle tremende ustioni sul suo corpo e con l'inseparabile pipa giapponese. Shishio è comparso recentemente negli ultimi volumetti dell' edizione italiana (tutt'ora in edicola). Ma lui è solo l'ultimo, in ordine di tempo, dei personaggi che incrociano la vita di Kaoru e degli altri
.
Le scene di combattimento e le ambientazioni medievali sono sicuramente le vignette più curate.
I combattimenti sono veloci, quasi fulminei, e come vuole la tradizione, ogni personaggio ha il suo "colpo" preferito il cui nome viene urlato in battaglia. Per Kenshin ad esempio è la tecnica "Batto" o "Lampo dei due draghi" che gli ha valso il suo soprannome.
Watzuki poi si impegna molto a creare uno sfondo d'epoca realistico: le case ottocentesche, la vecchia Tokyo e i kimono femminili che riproducono i disegni tradizioni fanno assaggiare l'aria di quel periodo neanche tanto lontano.

Gli altri Personaggi
Anche se abbiamo finora parlato del protagonista principale non vuol dire che si sia solo lui all'interno della storia, tutt'altro, dato che sono molti i co-protagonisti che si dividono la scena.
Sicuramente i più importanti sono:
Kaoru Kamiya: è la diciottenne maestra di scherma la cui palestra diventa casa di Kenshin e degli altri amici che man mano incontrerà nella storia. Viene regolarmente presa in giro per la sua poca femminilitàe per il fatto che cucina in una maniera pessima. E' però una ragazza determinata a cui piace comandare a bacchetta, soprattuttoKenshin. Ha un carattere estroverso e semplice e l'unica persona con cui sembra frenarsi è proprio Kenshin. Che se ne innamori?
 
Myoujin Yahiko: è il bambino-landruncolo che viene praticamente tolto dalla strada da Kaoru e Kenshin. Si iscrive alla palestra con l'obiettivo di diventare forte come Kenshin.
Kaoru lo prende come suo allievo, permettendogli di vivere con loro e iniziandolo all'arte della spada.
Yahiko è orgoglioso, vivace e non perde occasione di chiamare "racchia" Kaoru!
 
Sagara Sanosuke: ex-gangster, dopo l' instaurazione Meiji, diventa "attaccabrighe" a pagamento. Si scontra nei primi episodi con Kenshin e dopo essere stato battuto, diventano amici. E' sostanzialmente un ragazzo arrogante e "scroccone" che si stabilisce alla palestra di Kaoru per mangiare gratis. Diventa però presto un amico e compagno fedele ed insostituibile.
 
 

Rurouni Kenshin è stato un grande successo in patria rendendo noto il suo autore che era passato fino ad allora inosservato. Anche qui in Italia sta raccogliendo un discreto pubblico soprattutto fra gli appassionati del genere "storico".
E' una serie che comunque è da consigliare a chi vuol metter da parte per un pò i supereroi dai poteri magici o di tornei di arti marziali per immergersi in questo appassionante scorcio di vita del Giappone ottocentesco.



INFO: 

Il manga di Kenshin Samurai vagabondo è edito da Star Comics 12x18, B/N, 192 pp.
Il manga di Kenshin Samurai vagabondo è pubblicato da Yamato Video. Gli OAV sono invece pubblicati da DyNit.

 
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