home page
 
ultimi aggiornamenti
 
anteprime
 
edicola
i raccomandati
DVD
news
news case editrici
approfondimenti
manga in corso
manga interrotti
novità 2006
novità 2007
anime in corso
letti da noi
archivio
-manga
-anime
inediti
cinema-tv
galleria
eventi
link us
 
contatti
collabora con noi



Questo sito e i suoi contenuti sono sotto Licenza Common Creatives
   

Fum.Ante! è tutto nuovo ...e ha cambiato indirizzo!

http://www.manganews.it

Aggiornate i preferiti!!!




 



......

InuYasha e...Tora?


Spettri e mostri sono sempre stati una fonte inesauribile per il mondo dei fumetti. La bellezza e la quantità delle leggende popolari combinate alla fantasia dell'autore hanno regalato in molti casi delle storie indimenticabili.
E in questi ultimi anni in Giappone, scemata l'era delle "maghette" e dei "robot" in televisione e sulla carta, si sono affacciate sempre più creature a metà tra il sogno e l'incubo o più frequentemente un misto di entrambe le componenti.
Il sottile confine tra il bene e il male in questi casi è sottile e produce sfumature molteplici, da un senso e dall'altro.

Quando Kazuhiro Fugita nel '92 pubblicava il primo capitolo di Ushio e Tora forse non si rendeva conto di aver dato vita ad una vera rarità. Un manga unico in molti versi: dalla storia, ai personaggi, al tratto del disegno.

Fujita adopera un tratto tagliente, deciso, con poco uso di retinature (soprattutto nei primi volumi) prediligendo il pennino e le campiture nere. Un tratto inconfondibile che caratterizza ancora di più l'opera. L'intimidatoria figura di Tora non perde mai la sua forza: una demoniaca creatura antropomorfa, padrona del fulmine, dalle orribili fauci e dalle "mani" lei cui dita si prolungano naturalmente in aguzzi artigli.
La chioma leonina e le striature nere sul folto pelo arancione colpiscono Ushio al loro primo incontro, tanto da valergli il nome Tora: tigre nella lingua giapponese.
Ushio Aotzuki è un ragazzo che frequenta le scuole medie colpevole, forse, solo di vivere all'interno del tempio shintoista di famiglia con un padre sacerdote ossessionato dai mostri. Certo Ushio non credeva che nel sotterraneo del tempio ci fosse un vero mostro imprigionato come vaneggiava il bonzo; eppure inciampando e cadendo in quella cantina si trovò faccia a faccia con il destino. Un enorme mostro inchiodato al muro da una magica lancia da 500 anni ,annoiato e desideroso di riempirsi la pancia con qualche essere umano. Richiamati dall'aura malefica di Tora, cominciano a materializzarsi mostriciattoli contro cui Ushio non può fare nulla. L'avventura inizia qui, con la sconsiderata scelta di liberare quell' essere malvagio (per sbarazzarsi dei mostriciattoli) il cui primo obiettivo è divorare il proprio liberatore, e per il ragazzo l'assumersi la responsabilità del mostro tenendolo sotto controllo con la lancia che lo imprigionava: la Lancia della Bestia.

Ecco stretto il legame tra i due protagonisti: la preda e il predatore fianco a fianco e nel mezzo un'arma millenaria creata dall'uomo per combattere i mostri. Un odio che sfuma in amicizia nel momento in cui i ruoli quasi si invertono, il mostro che sembra trovare l'umanità e l'uomo che sfiora la folle sete di distruzione. Ma come spesso accade in molte storie, l'amore e l'affetto sono intorno ai protagonisti sempre pronto a guarire ferite e difetti dell'uno e dell'altro.
Le ragazze presenti nel manga sono molteplici, ma in particolare due: la testarda e la dolce. La prima per scuotere un cuore umano troppo gentile e l'altra per far intenerire un cuore nero e sanguinolento.

La semplicità con cui l'innocenza diventa forza e riesce a conquistare a poco a poco la malvagità, è quasi un classico nei manga.
Anche Rumiko Takahashi ha costruito su questo valore la sua eroina in Inu Yasha: Kagome. Una ragazza che come Ushio vive in un tempio scintoista (insieme al nonno e a un fratellino) dal viso dolce come Kyoko (Maison Ikkoku) e dal temperamento di Akane (Ranma 1/2).
Il tratto del fumetto qui è dolce e pulito nella più pura tradizione manga: vignette ben tagliate e retini usati quanto basta.

Dalle prime pagine del manga si nota subito una similitudine con l'opera di Fujita: Kagome si imbatte in una botola del tempio che altro non è che una pozzo/porta sul Giappone del medioevo.
Qui i mostri sono presenze comuni nella vita quotidiana e i sacerdoti sono una specie di maghi/esorcisti che proteggono le popolazioni. Kagome si imbatte subito in mostro imprigionato ad un albero: un mezzo spettro premuto sul tronco da una freccia scagliata da una sacerdotessa.
Minacciata anch'essa dai mostri come Ushio, Kagome libera il mezzo-spettro Inu Yasha. Un demone dall'aspetto di un ragazzo dal viso di Ranma (Ranma1/2) ma con una lunga chioma camuna e dei pronunciati canini che fanno capolino su una bocca sottile e tagliente. Anch'essi verranno uniti nel destino da una reliquia millenaria, la sfera degli Shikon (Sfrera dei quattro spirti). La sfera è in grado di aumentare il potere dei demoni, ma anche di avverare desideri. Inuyasha la desidera ardentemente per poter diverantare un vero demone e cancellare quella metà di sangue umano che considera un peso e una debolezza.

Durante il secondo episodio però al reliquia viene ridotta in pezzi e Kagome, responsabile di questa disgrazia viene praticamente costretta a recuperarne tutti i pezzi...con l'aiuto di un seccatissimo InuYasha. L'avventura però non è solo nel recuperare i frammenti della sfera distrutta, ma anche la stessa convivenza dei due personaggi, testardi e intransigenti, sempre pronti a litigare. Ma nella piena regola del detto "chi dispezza, ama" ,a quanto pare conosciuta bene anche in Giappone, lo scontro è anche attrazione. Kogome stessa è la reincarnazione della donna di cui Inuyasha era innamorato e che l'ha imprigionato nella foresta.
L'amore tra due creature così diverse però difficile, quasi per un fatto di razza.
Un sentimento simile succede in Ushio e Tora tra Mayuko e Tora, un amore che è quasi un'adorazione disperata per qualcosa che non si avrà mai, non dimenticando che  il tormento è una costante nelle storie d'amore raccontate nei manga, enfatizzato da equivoci e cose dette e non dette.
Questi amori possibili/impossibili che vanno a pescare in quei sogni dove si cerca la diversità e l'oscurità
che attraggono come una calamita sono forse la nuova "linea" del manga in Giappone.
Storie che intrecciano umani con demoni, angeli, fantasmi, mostri, macchine etc.
Questo tipo di racconti sono tantissimi e qui ne abbiamo solo citati due che partono dallo stesso punto ma che sono molto diversi nelle atmosfere e negli argomenti trattati.
Ushio e Tora sviluppa con molte sfaccettature il tema dell'amicizia, del dovere, della responsabilità della dedizione. Un fumetto che è difficile da dimenticare anche per la sceneggiatura ben costruita e avvincente.
Inuyasha è forse più leggero e scanzonato puntando su situazioni assurde che solo la Takahashi sa creare e sul tormento amoroso combattuto tra l'orgoglio, la voglia di indipendenza e il silenzioso bisogno della persona amata.
Due manga che vale sicuramente la pena di leggere e magari uno dei due si meriterà un posto d'onore sulla mensola dei preferiti.

 

-Kotay-


INFO: 

Inuyasha
è edito da Edizioni Star Comics 13x18 cm, 128 pp, b/n. La serie è tuttora in corso.

Ushio e Tora è edito da Edizioni Star Comics 12x18cm,192 pp, b/n. La serie è già conclusa, ma facilmente reperibile in qualsiasi fumetteria o dal servizio arretrati della stessa casa editrice.
La Star Comics ha appena finito di pubblicare in volumetti "delux" i primi albi della serie saltati nella prima stampa.
Il manga di Ushio e Tora è stato distribuito in Italia per la prima volta dalla Granata Press, poi fallita interrompendo la pubblicazione al volume 15. Quando Star Comics rilevò i diritti, riprese la pubblicazione dal punto in cui si era fermata la precedente casa editrice. Quasi in contemporanea con la conclusione della serie al volume 33, prese a ripubblicare sotto il proprio marchio quei 15 volumetti "persi".