Quando Kazuhiro Fugita nel '92 pubblicava il primo capitolo di Ushio e Tora
forse non si rendeva conto di aver dato vita ad una vera rarità. Un manga unico
in molti versi: dalla storia, ai personaggi, al tratto del disegno.
Fujita adopera un tratto tagliente, deciso,
con poco uso di retinature (soprattutto nei primi volumi) prediligendo il pennino
e le campiture nere. Un tratto inconfondibile che caratterizza ancora di più l'opera.
L'intimidatoria figura di Tora non perde mai la sua forza: una demoniaca creatura
antropomorfa, padrona del fulmine, dalle orribili fauci e dalle "mani" lei
cui dita si prolungano naturalmente in aguzzi artigli.
La chioma leonina e le striature nere sul folto pelo arancione colpiscono Ushio
al loro primo incontro, tanto da valergli il nome Tora: tigre nella lingua
giapponese.
Ushio Aotzuki è un ragazzo che frequenta le scuole medie colpevole, forse,
solo di vivere all'interno del tempio shintoista di famiglia con un padre sacerdote
ossessionato dai mostri. Certo Ushio non credeva che nel sotterraneo del tempio
ci fosse un vero mostro imprigionato come vaneggiava il bonzo; eppure inciampando
e cadendo in quella cantina si trovò faccia a faccia con il destino. Un enorme mostro
inchiodato al muro da una magica lancia da 500 anni ,annoiato e desideroso di riempirsi
la pancia con qualche essere umano. Richiamati dall'aura malefica di Tora, cominciano
a materializzarsi mostriciattoli contro cui Ushio non può fare nulla. L'avventura
inizia qui, con la sconsiderata scelta di liberare quell' essere malvagio (per sbarazzarsi
dei mostriciattoli) il cui primo obiettivo è divorare il proprio liberatore, e per
il ragazzo l'assumersi la responsabilità del mostro tenendolo sotto controllo con
la lancia che lo imprigionava: la Lancia della Bestia.
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Ecco
stretto il legame tra i due protagonisti: la preda e il predatore fianco a fianco
e nel mezzo un'arma millenaria creata dall'uomo per combattere i mostri. Un odio
che sfuma in amicizia nel momento in cui i ruoli quasi si invertono, il mostro
che sembra trovare l'umanità e l'uomo che sfiora la folle sete di distruzione.
Ma come spesso accade in molte storie, l'amore e l'affetto sono intorno ai protagonisti
sempre pronto a guarire ferite e difetti dell'uno e dell'altro.
Le ragazze presenti nel manga sono molteplici, ma in particolare due: la testarda
e la dolce. La prima per scuotere un cuore umano troppo gentile e l'altra per
far intenerire un cuore nero e sanguinolento.
La semplicità con cui l'innocenza
diventa forza e riesce a conquistare a poco a poco la malvagità, è quasi un
classico nei manga.
Anche Rumiko Takahashi ha costruito su questo valore la sua eroina in
Inu Yasha: Kagome. Una ragazza che come Ushio vive in un
tempio scintoista (insieme al nonno e a un fratellino) dal viso dolce come
Kyoko (Maison Ikkoku) e dal temperamento di Akane (Ranma 1/2).
Il tratto del fumetto qui è dolce e pulito nella più pura tradizione manga:
vignette ben tagliate e retini usati quanto basta.
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Dalle
prime pagine del manga si nota subito una similitudine con l'opera di Fujita:
Kagome si imbatte in una botola del tempio che altro non è che una pozzo/porta
sul Giappone del medioevo.
Qui i mostri sono presenze comuni nella vita quotidiana e i sacerdoti sono una
specie di maghi/esorcisti che proteggono le popolazioni. Kagome si imbatte
subito in mostro imprigionato ad un albero: un mezzo spettro premuto sul tronco
da una freccia scagliata da una sacerdotessa.
Minacciata anch'essa dai mostri come Ushio, Kagome libera il mezzo-spettro
Inu Yasha. Un demone dall'aspetto di un ragazzo dal viso di Ranma (Ranma1/2)
ma con una lunga chioma camuna e dei pronunciati canini che fanno capolino su
una bocca sottile e tagliente. Anch'essi verranno uniti nel destino da una reliquia
millenaria, la sfera degli Shikon (Sfrera dei quattro spirti). La
sfera è in grado di aumentare il potere dei demoni, ma anche di avverare desideri.
Inuyasha la desidera ardentemente per poter diverantare un vero demone
e cancellare quella metà di sangue umano che considera un peso e una debolezza.
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Durante il secondo episodio però al
reliquia viene ridotta in pezzi e Kagome, responsabile di questa disgrazia
viene praticamente costretta a recuperarne tutti i pezzi...con l'aiuto di un seccatissimo
InuYasha. L'avventura però non è solo nel recuperare i frammenti della sfera
distrutta, ma anche la stessa convivenza dei due personaggi, testardi e intransigenti,
sempre pronti a litigare. Ma nella piena regola del detto "chi dispezza, ama"
,a quanto pare conosciuta bene anche in Giappone, lo scontro è anche attrazione. Kogome
stessa è la reincarnazione della donna di cui Inuyasha era innamorato e
che l'ha imprigionato nella foresta.
L'amore tra due creature così diverse però difficile, quasi per un fatto di razza.
Un sentimento simile succede in Ushio e Tora tra Mayuko e Tora,
un amore che è quasi un'adorazione disperata per qualcosa che non si avrà mai, non
dimenticando che il tormento è una costante nelle storie d'amore raccontate
nei manga, enfatizzato da equivoci e cose dette e non dette.
Questi amori possibili/impossibili che vanno a pescare in quei sogni dove si cerca
la diversità e l'oscurità
che attraggono come una calamita sono forse la nuova "linea" del manga in
Giappone.
Storie che intrecciano umani con demoni, angeli, fantasmi, mostri, macchine etc.
Questo tipo di racconti sono tantissimi e qui ne abbiamo solo citati due che partono
dallo stesso punto ma che sono molto diversi nelle atmosfere e negli argomenti trattati.
Ushio e Tora sviluppa con molte sfaccettature il tema dell'amicizia,
del dovere, della responsabilità della dedizione. Un fumetto che è difficile da dimenticare
anche per la sceneggiatura ben costruita e avvincente.
Inuyasha è forse più leggero e scanzonato puntando su situazioni assurde che
solo la Takahashi sa creare e sul tormento amoroso combattuto tra l'orgoglio,
la voglia di indipendenza e il silenzioso bisogno della persona amata.
Due manga che vale sicuramente la pena di leggere e magari uno dei due si meriterà
un posto d'onore sulla mensola dei preferiti.
-Kotay-
INFO:
Inuyasha è edito da Edizioni
Star Comics 13x18 cm, 128 pp, b/n. La serie è tuttora in corso.
Ushio e Tora è edito da
Edizioni Star Comics 12x18cm,192 pp, b/n. La serie è già conclusa, ma facilmente
reperibile in qualsiasi fumetteria o dal servizio arretrati della stessa casa editrice.
La Star Comics ha appena finito di pubblicare in volumetti "delux" i primi
albi della serie saltati nella prima stampa.
Il manga di Ushio e Tora è stato distribuito in Italia per la prima volta dalla Granata
Press, poi fallita interrompendo la pubblicazione al volume 15. Quando Star Comics
rilevò i diritti, riprese la pubblicazione dal punto in cui si era fermata la precedente
casa editrice. Quasi in contemporanea con la conclusione della serie al volume 33,
prese a ripubblicare sotto il proprio marchio quei 15 volumetti "persi".
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