Il crescente
successo del fumetto giapponese ha fatto sorgere negli ultimi anni molte nuove case editrici,
ha moltiplicato l'offerta e ha permesso di diversificare enormemente le diverse categorie
di prodotti. Gli appassionati di manga, solitamente non si accontentano di acquistare pochi
volumi, ma sono sempre affamati di nuove letture, e sono tentati di comprare tutto ciò
che vedono: la grande offerta e l'aumento dei prezzi concomitante con l'arrivo dell'euro non
lo permettono, tuttavia, se non per pochi fortunati.
Chi ha una buona dimestichezza con Internet, avrà già notato da qualche anno
un particolare fenomeno che sembra poter ovviare a questo problema
Manga-Scans:
risorsa o minaccia?
Il massiccio sviluppo del Web in tempi recenti ha reso il reperimento e lo scambio d'informazioni
una questione di pochi istanti, alla portata di chiunque. La conoscenza della lingua giapponese,
ai più ostica e incomprensibile, non è più appannaggio di pochi e fortunati
addetti ai lavori, ma si è diffusa in modo ampio anche tra molti giovani appassionati.
Questi due elementi, uniti all'ingente spesa cui costringe la passione per i manga, e talvolta
la difficile reperibilità di alcuni titoli, ha dato vita al fenomeno che generalmente
prende il nome di "Manga-Scans".
Sorto principalmente negli Stati Uniti, ma diffusosi presto anche in Europa (in particolare
in Francia), è il frutto del lavoro appassionato di molti otaku, decisi a sopperire
in prima persona alle lacune del mercato dei manga nel proprio paese. Chi gestisce i molti
siti di Manga-Scans si preoccupa di procurarsi i volumi originali, scansionarli, tradurli
dal giapponese, editarli e infine metterli in rete, disponibili a chiunque. Il tutto a proprie
spese e senza chiedere naturalmente alcun pagamento a chi ne usufruisce.
Pur essendo in sostanza dei prodotti amatoriali, i gestori che se ne occupano sono qualcosa
di molto simile a dei professionisti, sia per quanto riguarda la scelta dei prodotti sia
per la cura posta nella realizzazione. Lavorando indipendentemente dalle case editrici,
è possibile occuparsi di opere che non potrebbero mai avere spazio nel mercato occidentale,
sia per il tipo di storie affrontate sia per lo scarso interesse commerciale che susciterebbero;
inoltre, la possibilità di non doversi raffrontare con i dati di vendita, permette
in molti casi adattamenti molto fedeli, soprattutto per quanto riguarda le onomatopee e
l'inserimento di note esplicative, e molto curati, anche più delle edizioni ufficiali.
È ovvio che un fenomeno come
questo possa suscitare alcuni dubbi, in quando facilmente accostabile alla pirateria. Tuttavia,
a differenza di quanto avviene per esempio con la proposta di film in DivX, i gruppi di
Manga-Scans hanno da sempre rispettato una filosofia personale rigorosa e positiva: le traduzioni
possono riguardare solo manga che non siano pubblicati ufficialmente da qualche casa editrice
e, nel caso ciò avvenga dopo la creazione di un progetto di scansione, quest'ultimo
viene ritirato e non più reso disponibile.
Sebbene queste regole vengano rispettate dalla grande maggioranza dei gruppi, la questione
non si esaurisce qui: il criterio di occuparsi solo di opere non "licenziate",
come si dice in gergo, riguarda naturalmente il paese dove il gruppo è attivo. Per
essere più chiari: negli Stati Uniti "Rurouni Kenshin" non è pubblicato
da nessun editore; molti gruppi si occupano quindi della sua traduzione e lo rendono disponibile
a tutti. Il problema è che in Italia (e in molti altri paesi), questo stesso manga
è invece pubblicato ufficialmente
Come comportarsi, quindi? Una buona regola
sarebbe quella di adottare la stessa filosofia di chi propone gli scans: sfruttare solo
le opere non disponibili in forma cartacea oppure, come dicono le leggi sul copyright, limitarsi
ad usare gli scans come copie di backup.
Con poco sforzo si può immaginare
la posizione delle case editrici, che considerano negativamente questo fenomeno, probabile
causa di mancate vendite. In realtà, questa idea è vera solo in parte: effettivamente,
facendo un uso inappropriato (e contrario alla filosofia del "Manga-Scans") di
questa risorsa, si può compiere un danno se il download di un manga evita l'acquisto
di un volume cartaceo; tuttavia, se usato in maniera corretta questo mezzo può essere
un incentivo per i lettori (che possono orientare meglio i propri acquisti) e per gli editori
(che possono ampliare o modificare la propria proposta). Senza contare che generalmente
il lettore di manga è un lettore esigente, che apprezza le edizioni di pregio e non
si accontenta sicuramente di visionare le immagini sullo schermo del proprio computer. Come
ogni questione legata alla vera o presunta pirateria, anche questa ha i suoi aspetti positivi
e negativi, fortemente legati alla libertà individuale e alla possibilità
di scelta: è compito di chi legge, più di chi propone le scansioni, utilizzare
questo modo in maniera corretta ed onesta.
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