Itinerari : Il Lago Campliccioli

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Come arrivarci : Da Milano si prende l'autostrada A 8 per il lago Maggiore e la si lascia allo svincolo Villadossola.
Per chi invece vuole godersi il panorama del Lago Maggiore, da Milano si prende l'autostrada A 8 per il lago Maggiore e la si lascia allo svincolo di Arona dove si imbocca la statale 33 che costeggia il lago Maggiore. Quindi si prosegue per Gravellona Toce- Domodossola. Nei giorni festivi quando il traffico lungo il lago Maggiore è molto intenso è consigliabile non lasciare l'A8 ad Arona, ma proseguire sull'A26 fino a Borgomanero e da qui immettersi la statale 229 del lago d'Orta fino a Gravellona Toce. Comunque si arrivi a Gravellona occorre poi prendere la superstrada per Domodossola e lasciarla all'uscita di Villadossola.
Da qui ci si "arrampica" per 16 chilometri lungo la provinciale per Antronapiana e una volta raggiunto il paese si seguono le indicazioni per il lago di Antrona. Arrivati al bacino la carrozzabile diventa più stretta e comincia a salire con una serie di impervi tornati fino alla diga di Campliccioli dove c'è un piccolo parcheggio nel quale è necessario abbandonare l'auto.
Il lago di Campliccioli dista da Milano circa 125 chilometri.

Descrizione del luogo : Se ci si ferma a guardare l'invaso di Campliccioli in una tersa mattina d'estate, sembra quasi impossibile che un posto così bello sia nato dalla costruzione di una diga di cemento. E' invece è proprio così, il lago di Campliccioli è una delle innumerevoli perle dei monti dell'Ossola, create dallo sfruttamento intensivo della montagna a scopo idroelettrico. Siamo sulle Alpi piemontesi, nella neonata provincia di Verbania, in una stretta valle laterale del fiume Toce, la valle Antrona. Un angolo di pace e tranquillità fuori dai circuiti turistici ordinari eppure facile da raggiungere per un'escursione e una bella pescata. La valle Antrona è ricca di laghi alpini. I principali sono sette: due di orgine naturale (i laghetti del Trivera), uno nato da una frana nel XVII secolo e poi risistemato con un muraglione (il lago di Antrona) e ben quattro realizzati sbarrando riali e torrenti per produrre energia elettrica. Il piano di sfruttamento delle acque della valle ha inizio negli anni Venti con la costituzione da parte della Società Edison della Società Anonima Forze Idrauliche Valle Antrona. La diga di Campliccioli nasce in quegli anni sbarrando il torrente Troncone a 1352 m.. L'invaso formatosi, con una superficie di 30mila mq, è sicuramente uno dei più belli che si possono incontrare su queste montagne. E definirlo "uno dei più belli" non è facile, vista la concorrenza piuttosto agguerrita di tanti laghi e laghetti dell'Ossola.
Circondato da stupendi larici, rododendri e mirtilli l'invaso di Campliccioli ha un'acqua di una trasparenza impressionante nella quale trovano rifugio trote dai colori inenarrabili. Colpisce soprattutto l'azzurro intenso delle iridee cresciute nell'invaso di Campliccioli. Che trote stupende! E che lottatrici. Se si ha la fortuna di allamare un pesce che supera il mezzo chilo di peso ci si rende conto di cosa significhi un'iridea "selvaggia" attaccata all'amo. Altro che trote d'allevamento. A Campliccioli le tanto bistrattate "americane" vengono seminate quando sono lunghe pochi centimetri. Quando diventano grandi sono pesci decisamente ruspanti. Oltre alle iridee il lago ospita anche le fario, seppure in misura minore. Se si escludono certi esemplari di una certa stazza che si possono catturare pescando a fondo nei pressi della diga, la fario non è però interessante come l'iridea. Tira molto, ma molto meno. Nel lago le trote di entrambe le specie sono presenti a tutti gli stadi di crescita. Questo anche grazie alla costante opera di ripopolamento da parte della locale associazione di pescatori. L'unico neo è forse l'eccessiva densità delle trotelle di pochi centimetri che se non si fa attenzione si avventano sull'esca appena questa giunge in prossimità della riva. Le trote comunque hanno purtroppo poca possibilità di crescere perché sono molti i pescatori che le trattngono appena raggiungono la misura minima che, nel caso dell'iridea, è di soli 18 cm.. La scorsa stagione era facile fare la quota (10capi) di questi pesciolini di taglia "legale". Anche se molto più rare non mancano gli esemplari di stazza che superano il mezzo chilo di peso. E ogni anno o quasi qualche "colosso" esce dalle profondità lacustri per la gioia dei più fortunati e l'invidia di tutti gli altri. Tra le catture importanti di Campliccioli ne ricordo una effetuata da alcuni pescatori locali un paio di anni: una trota superiore ai 2 chili e mezzo dal corpo corto e tozzo, la mascella pronunciata come quella di un salmone e due o tre macchie nere a forma di rombo sui fianchi chiari. Un esemplare stupendo e inclassificabile. Uno dei maggiori vantaggi (e svantaggi...) del lago di Campliccioli è quello che si raggiunge in auto fino alla diga. Non occorrono quindi le classiche sgambate di qualche ora richieste per buona parte degli invasi alpini. Inoltre l'intero perimetro del lago è costeggiato da un sentiero che permette - dall'alto - di portarsi un po' ovunque. Attenzione però: in certi punti scendere a livello dell'acqua è molto rischioso, soprattutto sulla sponda idrografica destra in prossimità della diga. Inutile dire che uno dei punti più pescosi è proprio questo...
Vediamo quali sono gli altri, quelli accessibili senza rischiare l'osso del collo. Parcheggiata l'auto nei pressi della diga la si può attraversare a piedi e, dopo aver attraversato una corta gallegia, si comincia a costeggiare la riva sinistra. Quasi subito un impetuoso torrente - il rio Banella - si getta nel lago da un salto scosceso. Tutto fa pensare al luogo ideale dove immergere la lenza. In realtà la concetrazione di trotelle di piccolissima taglia impedisce letteralmente di pescare. Meglio sondare la sponda un po' più a monte, tra le grosse pietre che si intravedono in fondo all'invaso. In alternativa, con una camminata robusta si può arrivare ad un gruppo di baite in prossimità delle quali il torrente Troncone fa il suo ingresso nel lago. Non è probabilmente il posto capace di ragalare le catture più importanti, ma è senz'altro quello dove si prende di più. E le trote abboccano quasi sempre. Particolare questo da non sottovalutare visto che a Campliccioli, come in tutti i laghi alpini, è facile passare intere giornate nelle quali non si vede una tocca.
Molto buona è anche la sponda destra meno frequentata perché più selvaggia, scoscesa ricca di massi e pietre sommersi. Per raggiungerla dal parcheggio dell'auto occorre salire sulla sinistra fino a che non si trovano i binari della decauville, la piccola ferrovia a scartamente ridotto utilizzata per portare il materiale alla stazione della teleferica che conduce a Camposecco, un'altra diga a monte di Campliccioli. Seguendo i binari si costeggia dall'alto la riva destra: i difficili accessi al lago si individuano senza problemi.
Qualsiasi sia la zona prescelta per cercare di catturare davvero occorre essere sul posto alle prime luci dell'alba o in prossimità del tramonto. Le trote, specie quelle un po' più robuste, rimangono attive per poco. Con il sorgere del sole lasciano il campo libero alle sorelle più piccole.

Pesci presenti : trote iridee e fario.

Permessi : La pesca nel bacino di Campliccioli apre in giugno e si conclude la prima domenica di ottobre.
Per pescare è sufficiente il possesso della licenza. Per ogni giornata di pesca si possono catturare 10 trote. La misura minima è di 20 cm. per le fario e 18 per le iridee.

 

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