Itinerari : L'Alpe Devero

cartina Come arrivarci : Da Milano si prende l'autostrada A8 per il lago Maggiore e si prosegue sulla A26 verso Gravellona Toce - Domodossola. A Domodossola si imbocca la statale n. 659 per la Val Formazza attraverso la quale si raggiunge Baceno. Chi volesse fermarsi nel basso corso del torrente Devero puo' parcheggiare l'auto nei pressi del campo sportivo e da li' scendere o risalire il corso d'acqua. Per arrivare all'Alpe Devero invece occorre, sempre da Baceno, seguire le indicazioni fino a dove e' possibile salire con la macchina e quindi proseguire a piedi o fino all'Alpe Devero (dove si puo' pescare nel torrente) o ancora piu' in su fino a Crampiolo e al lago di Codelago. A Crampiolo si puo' arrivare anche in auto (fuoristrada) chiedendo un passaggio ai mezzi autorizzati (per informazioni rivolgersi ai ristoranti).

Descrizione del luogo : Ecco un posto dove si puo' anche non prendere niente. E nonostante questo tornarsene a casa felici. O piu' semplicemente scendere a valle dove qualche trota e' piu' facile da cestinare. Stiamo parlando dell'Alpe Devero, piccolo paradiso dell'Ossola nel Piemonte orientale, assunto a parco naturale regionale nel 1990 ad integrazione di quello del Veglia. Laghi e acque correnti si intersecano in una conca alpina dove colori e profumi sono ineguagliabili, dove si produce uno dei piu' buoni formaggi alpini (l'ormai introvabile fontina del Devero) e si puo' godere appieno di una natura che in estate si mostra generosa piu' che mai. Quanto ai pesci, dicevamo, si puo' prendere poco. Ma al Devero vale comunque la pena di andarci. E anche di pescare. Si prendera' forse poco, si sudera' molto, ma si ritrovano quella pace e quella armonia che solo la pesca in montagna sanno infondere. Per questo l'Alpe Devero e' un itinerario che merita. Fosse solo per i colori accesi delle fario che ospita il torrente Devero. Ed e' proprio questo corso d'acqua, chiamato in zona Deverino, ad essere l'ossatura della conca alpina del Devero che si adagia tra i monti a 1640 m. Il torrente scende dallo sbarramento artificiale del bacino di Codelago (chiamato anche lago del Devero) per gettarsi 11 chilometri piu' a valle nel fiume Toce. Del tratto basso, quello in prossimita' di Baceno, vale la pena di ricordare la presenza di trote marmorate ed ibridi e il tortuoso percorso attraverso splendide erosioni naturali che formano orridi di incomparabile suggestione. Proprio nel paese di Baceno, per chi ama la pesca comoda, va invece segnalata la zona nei pressi del campo sportivo: e' facile da risalire e vi si svolgono anche gare e sagre di pesca alla trota con relativi ripopolamenti con pesci adulti.
Ma torniamo al tratto alto, ai confini del parco naturale, dove il torrente e' di una bellezza prorompente. Qui in mezzo alle casine dell'Alpe Devero, a monte di una poco naturale presa dell'Enel, il torrente sbuca da pareti rocciose tra larici, abeti, rododendri e mirtilli, in un susseguirsi di vasconi di acqua cristallina con massi e pietrisco sul fondo che lo rendono a tratti luccicante. La risalita non e' molto difficoltosa. Le trote sono si' poche, ma dai colori incantevoli e dalla rusticita' indiscussa (immissioni pirata a parte...). L'aria e' quella frizzante degli oltre 1.600 m. di quota e le fario, se risaliamo silenziosi, escono rapide dalle tane per ghermire le nostre esche. Non e' un luogo da tanti tecnicismi, ma da una buona tecnica si'. Non servono neppure gli stivali in estate: meglio un paio di comode scarpe da trekking. Indispensabile invece un impermeabile pronto all'uso perche' i sonori acquazzoni estivi arrivano in un battibaleno. La risalita, dicevamo, e' agevole. E anche piacevole. Si prova in una buca, sotto a un masso, in una correntina insignificante (per noi...) e si vede la trota uscire per ghermire l'esca. Ferratela subito e, se potete, lasciatela andare.
Risalendo il torrente, o meglio ancora percorrendo a piedi la strada che parte dall'Alpe Devero si giunge al piccolo nucleo di case di Crampiolo, dove il torrente ha l'aspetto tipico del riale d'alta quota e le trote che ospita sono ormai ben poche. A pochi minuti da Crampiolo si trova un laghetto, il lago delle Streghe, un tempo ricco di trote e oggi quasi spopolato (ma qualche piccola fario dai colori vivacissimi c'e' ancora). L'invaso merita comunque di essere visto per la limpidezza delle sue acque cristalline nelle quali si riflettono larici e rododendri creando un delizioso quadretto montano. Sempre da Crampiolo, con una passeggiata un po' piu' lunga, si raggiunge il bacino di Codelago o lago del Devero a quota 1856 m. Si tratta di un invaso artificiale realizzato a scopi idroelettrici entrato in funzione nel 1910 e caratterizzato da un'isoletta ricoperta di larici. Ha una superficie di circa 1 kmq., una profondita' massima di una quarantina di metri e una capacita' di 17 milioni di metri cubi d'acqua. Come tutti i laghi formati da una diga ha una popolazione di trote fario e iridee prevalentemente di immissione. Il problema sta nel fatto che dal 1994, anno in cui l'invaso e' stato portato a livello bassissimo a causa di alcuni lavori dell'Enel, non risulta siano piu' state fatte semine (ma e' un'informazione da prendere con beneficio di inventario...). Ne consegue, vista anche la scarsa produttivita' naturale delle dighe alpine che il rischio di far girare l'esca a vuoto sia notevole. Ma anche qui bisogna stare attenti a non drammatizzare: chi ha pazienza e senso dell'acqua potrebbe anche incontrare qualche sorpresa gradita. Magari di buona taglia. A quota superiore al lago del Devero si trova il piccolo lago di Piamboglio (2305 m. s.l.m.) che puo' essere una meta molto interessante per il pescatore escursionista che abbia voglia di andare a caccia di emozioni e di paesaggi da sogno.

Pesci presenti : Trote fario e iridee

Permessi : E' sufficiente la licenza di pesca. Si possono prendere al massimo 10 trote di almeno 20 cm. (per le marmorate e gli ibridi la misura e' 35 e la quota 3 capi).

 

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