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NASCE ALIEUTICA!
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Pensieri buoni e cattivi, divagazioni e proposte
a cura della redazione.
Perchè le cose da dire e da discutere tra pescatori, le informazioni
da far circolare, le idee, sono non poche.
INDICE DEGLI ARTICOLI
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G.Boschetti
M.Marziani
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EDITORIALE
I "miracoli" (?) della natura
Anche i miracoli a volte si ripetono. Mi era gia' capitato vent'anni fa, ma le
condizioni allora erano decisamente migliori. Domenica pomeriggio ho mezz'ora
di tempo. Passeggiata sul fiume Marecchia, a Rimini, nel tratto di fume alla periferia
cittadina, poche centinaia di metri di distanza dal mare. Sulle rive nonostante
i cartelli della derattizzazione si vedono passare qua e la dei topastri evidentemente
analfabeti. L'acqua e' brutta come e' ormai da anni, puzza leggermente. Sotto
al ponte pedonale del parco c'e' un salto d'acqua - per i riminesi "la diga"
- con schiumoni dovuti alla caduta dell'acqua e altri, piu' persistenti e bianchicci,
dovuti alla qualita' del fiume. Insomma, il Marecchia in zona foce assomiglia
piu' a una fogna che ad un fiume. Eppure c'e' pesce, eccome. Carpe, carassi, cavedani...
Un'infinita'. Poi, a seconda delle stagioni, cefali di risalita. Una volta, quando
il fiume era un po' piu' ospitale, c'erano pure le passere, le anguille (quante
anguille), qualche ghiozzo. Un anno ci catturammo anche qualche cheppia e un mio
amico giuro' di aver preso una spigola. Oggi il fiume che oltre ad essere sporco
e degradato ha subito anche rettifiche e lavori in alveo, dovrebbe essere morto.
Ma, come tante acque italiane, di morire non ci pensa affatto. E a volte regala
sorprese. Gia', dimenticavo la mia mezz'ora domenicale. Eccomi di fronte alla
cascata a lanciare svogliatamente un Martin da 6 gr. alla ricerca di qualche altrettanto
svogliato cavedano. Ne prendo uno che sara' si e no 25 cm. Continuo a lanciare.
Il sole si abbassa sulla linea della cascata e la luce, complici le nuvole, si
fa irreale. Vedo la sagoma di un pesce saltare davanti a dove cade l'acqua. Penso
"carpa", ma piu' intimamente penso "trota!?". Lancio d'istinto,
pure male, cado rumoroso ma l'acqua fa piu' chiasso, giro la manovella... Presa:
salta un paio di volte, viene a riva e la guardo incredulo, stupito, stranito...
E' una trota di una trentina di centimetri, color bianco candeggiato tendente
- volendo essere benefici - all'argentato.
E' una fario perche' ha qualche puntino sbiadito. E' un miracolo perche' vive
qui. La prendo in mano (a bagnarmi la mano ci penso un po', la leptospirosi vorrei
evitarla), la guardo, la slamo, la riossigeno (che parola inadeguata per acque
di questa qualita') e la lascio andare.
Incredibile. Mi era accaduto anche vent'anni fa, dopo una piena, pescando a fondo
le anguille. Ma allora il Marecchia, per quanto poco bello, almeno non puzzava.
Chissa' se la mia quasi fario sbiadita e' arrivata a Rimini in vacanza dal no-kill
di Molino di Bascio o dal tratto a salmonidi una cinquantina di chilometri a monte.
Chissa' cosa ha pensato passando dalla canalizzazione (per fortuna bloccata) di
Ponte Santa Maria Maddalena, dalla foce del torrente Mazzocco che scarica la mondezza
di San Marino alla faccia degli accordi bilaterali tra stati, chissa' se si e'
accorta - passando per Santarcengelo - che ci sono chilometri che per lunghi mesi
all'anno non hanno piu' una goccia d'acqua. Chissa' se ha creduto di arrivare
all'inferno incrociando la foce dell'Ausa, autentica fogna a cielo aperto. Chissa'
perche' e' arrivata quaggiu' a due passi dal mare per decidere di campare tra
schiume puzzolenti e acqua salmastra... Non lo so, mi piace pensarla come un piccolo
miracolo, un'ambasciatrice della natura che viene a dirci che i fiumi non muoiono
mai... A riportarmi alla realta' sono le pinne "smozzicate", non e'
un'ambasciatrice della natura: e' l'ennesima fregatura dell'uomo che pensa di
non aver tempo di aspettare che i pesci nascano e crescano. Li mettiamo gia' pronti
per essere pescati e ci commuoviamo pure quando rotolano a valle perche' non sanno
neppure nuotare. Michele Marziani
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