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Luoghi del cibo

VEGLIE IN VOLO

Il nuovo intrigante rifugio di Ivan Fantini, cuoco senza padroni

A volte anche il critico si scopre militante, schierato. E non puo' farci nulla. Se ci si innamora di un'idea, di un personaggio, di una cucina, non si puo' far finta di essere equidistanti. E quindi e' meglio dichiararsi. Subito. Seppur a distanza (non ci siamo mai parlati per piu' di un paio di minuti...) di Ivan Fantini, cuoco di grande talento e vitalita' intellettuale, condivido molte passioni ed idee e, soprattutto, il modo di interpretare il cibo e la vita. Per questo di fronte all'apertura del suo locale - Veglie in volo - non ho resistito e sono venuto meno ad una regola ferrea della mia attivita'. Di solito non visito mai un ristorante aperto da poco, attendo almeno sei mesi perche' si assesti, abbia una linea, cominci ad avere una storia. Per Veglie in volo non ho resistito che un paio di mesi, tanta era la voglia di rincontrare la cucina che nel 1998 mi ha aveva stupito e affascinato nella Stalla di Pegaso, il luogo di ristoro che Ivan Fantini aveva creato all'interno di Quadrare il circolo, sorta di brutto "centro sociale" alla periferia di Rimini. Dalla Stalla di Pegaso di strada Fantini ne ha fatta, passando per tante vie, da Circo Inferno Cabaret a Santarcangelo dei Teatri fino alla Stanza a Domicilio di Morciano. Credo che Ivan Fantini cerchi in qualche modo di coniugare l'arte con la vita, la cucina con la passione, l'impegno sociale con i piatti che propone. E' un animo inquieto, oggi con un approdo nuovo in questo locale nelle campagne attorno a Morciano. Veglie in Volo (tel. 0541 857953, aperto dal venerdi' al lunedi') si trova in un bel casale ristrutturato (in parte da finire), lungo la strada del Conca, in piena campagna, la stessa campagna da dove provengono le materie prime che sono l'ossatura della proposta gastronomica. Quando si arriva vi accoglie direttamente Ivan Fantini che esce dalla cucina - a vista - e si presenta. Il locale e' rusticamente nuovo, intrigante in alcuni particolari d'arredo, sobrio, senza tovaglie (da osteria, come si definisce), con forse un po' troppi coperti per un'unica sala. Si puo', volendo, degustare salumi e altri spizzichi da osteria, ma soprattutto, ci si puo' far convincere dal menu' del giorno, quotidiano, sempre diverso, stampato con grande attenzione. Sette o otto portate, proposte anche in degustazione a 35 euro, vini esclusi (altrimenti, alla carta, ce la si cava con meno). Non si paga il coperto, il servizio e' cortese. Purtroppo si puo' fumare, cosa di per se' non grave se non fosse un locale cosi' piccino dove un solo avventore senza moderazione mette in serio pericolo la cena di tutti gli altri. Nella cucina c'e' di tutto, o meglio ci sono tante delle cose che ci affascinano da sempre: materie prime locali, sguardo ad altre culture, fantasia... Non manca qualche strizzatina d'occhio alle mode del momento come nella proposta di benvenuto, la freschissima consistenza di pisellini dolci e fiori di zucca con guanciale croccante. Non e' pero' una cucina ruffiana quella di Ivan Fantini, anzi sa essere rude - di un rude di gran fascino - come nella terrina di "quinto quarto" d'agnello, se non addirittura violento quando sposa il cioccolato amaro con i fagiolini a far da contorno al pollo nostrano - che pollo! - marinato alla senape. Una violenza di sapori equilibrata dalla carezza della vellutata di carote. Conquista l'antipasto di ricotta di pecora con cannella e zenzero, miele d'acacia e fresca misticanza dell'orto. Avvolgono i profumi dell'olio al basilico che accompagna gnocchetti di patate su una foglia di parmigiano con pomodori acerbi e buccia fritta di melanzane (frittura peraltro migliorabile). Ammalia, letteralmente, il ragout di coniglio e zucchine delle lasagnette al tartufo estivo. Chiudono splendidamente il latteruolo con una superba crema al caffe' e il tortino di cioccolato con quenelle di melanzane (in perfetta tradizione mediterranea) e spuma di Campari. Cestino del pane profumato da una foglia di menta, piccola ma bella carta dei vini (con un po' troppi toscani), ottimi distillati e caffe' fatto con la moka, completano il quadro di un locale destinato a fare tanta strada (sempre che l'irrequieto Ivan Fantini non cambi percorso...).

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