logo e-dicol@

Il "Ghiottone Viaggiatore" si e' stato spostato al seguente indirizzo www.michelemarziani.org
Si prega gentilmente di aggiornare i bookmark. Grazie

Luoghi del cibo

LOCANDA AL GAMBERO ROSSO A BAGNO DI ROMAGNA

Chi si ricorda dell'omonima locanda nella fiaba di Pinocchio non e' poi cosi' distante dalla realta'.

La Locanda al Gambero Rosso (tel. 0543 903405) si trova nel cuore della fresca e accogliente cittadina di San Piero in Bagno, nell'Appenino tra Cesena e la Toscana. Chi si ricorda dell'omonima locanda nella fiaba di Pinocchio non è poi così distante dalla realtà. Il locale è lindo, accogliente, fresco, solare, arredato con un garbo da casina delle bambole. Sembra una sorta di bomboniera rurale con fiori secchi, piantine sui tavoli, curiose suppellettili - là un ferro da stiro, qui una macchina da cucire d'antiquariato - graziosi paralume lavorati all'uncinetto, centrini, mobili antichi, piatti decorati, tovaglie verdi su coprimacchia bianchi che profumano di bucato. Ecco, i profumi, incantevoli, accompagneranno la vostra sosta in questo ristorante. Gli aromi della montagna, della terra, delle verdure, dei vini: l'olfatto sarà colpito in continuazione da piacevoli e volte dimenticate sensazioni.
Il servizio - tutto in famiglia - è di quelli che coccolano l'ospite con attenzione, premure femminili e professionalità. Al "sesso forte" spetta il compito di guidare alla scelta dei vini da una piccola carta impreziosita dal meglio della Romagna e da alcune buone bottiglie dal resto d'Italia. Se poi concedete un po' di corda al vostro interlocutore vi racconterà la storia di questa osteria di paese vecchia di almeno un secolo e della scelta di offrire una curata - in alcuni piatti curatissima - cucina del territorio che parte dalle antiche ricette popolari e dai prodotti freschi della zona. Certo, vi confesseranno che per far fronte ai clienti che "vogliono i porcini anche a Natale" li acquistano anche da altre zone e li congelano o che i gamberi di fiume vengono da un allevamento toscano alle pendici del Monte Amiata e non dai torrenti tributari del Savio (dove sarebbe comunque vietato pescarli). Ma i profumi e i sapori delle carote lessate che troverete nel contorno di verdure miste parlano di un mondo che ormai abbiamo dimenticato. No, non è per le carote che dovete venire quassù, ma per cominciare con gli antipasti offerti dalla casa: freschissima panzanella, un'indimenticabile tortello di patate alla lastra (una sorta di cassoncino che è un po' il simbolo di queste zone), una fetta di morbido e saporito prosciutto crudo con il formaggio di fossa di Sogliano.
Se poi volete divertirvi davvero fatevi preparare una serie di assaggini di primi. Forse non troverete più le meravigliose tagliatelle ai prugnoli dal caratteristico profumo di muschio e farina, ma potrete comunque gustare i fini tortelli di patate con un grasso (non unto, piacevolmente grasso) ragù, gli imperdibili bassotti (tagliolini cotti nel brodo e poi gratinati in forno: un piatto dal sapore angelico), il migliaccio con il formaggio di fossa, i manfrigoli (farinata di mais con fagioli e soffritto di pancetta) con lo squacquerone (o, in altre stagioni, il più tipico raviggiolo).
Tra i secondi appassiona la frittata con fiori di acacia, mentre i piacevoli gamberi d'acqua dolce, l'ottimo castrato e la ricca e pepata salsiccia, hanno un fascino inferiore a quello delle cose assaggiate in precedenza. Così come le verdure miste di contorno e le patate arrosto per quanto godibili hanno un difetto (di forma più che di sostanza): sono un po' grossolane, non trasmettono la stessa cura per i particolari, la stessa armonia di antipasti e primi. Hanno però i grandi profumi che caratterizzano tutto quello che passa nei piatti dei Gambero Rosso, compreso l'umile pane toscano.
Deludono un poco invece i dolci: c'è un eccesso di semplicità nel lattaiolo con l'alchermes e nella torta di ricotta. Ma alla fine che importa? Su questo tavolo abbiamo riscoperto sapori perduti, pensato a lungo (fino a metà della cena) di aver trovato un piccolo paradiso sconosciuto della ristorazione, chiacchierato amabilmente e incontrato una delle osterie più accoglienti dell'Appennino romagnolo. Il tutto con una spesa media inferiore alle 50.000 lire compresa una buona bottiglia di vino da dividere in due.

Home page Pensieri sul vino Taccuino dei Sapori Ricette Luoghi del Cibo
Appunti di Viaggio Indirizzi Golosi Torna ad E-dicol@

© Anteprima.net
Dati Anteprima.net