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Luoghi del cibo

PAOLO TEVERINI

Uno dei piu' noti ristoranti d'Italia se ne sta nascosto in quel di Bagno di Romagna.

Uno dei più noti ristoranti d'Italia se ne sta nascosto in quel di Bagno di Romagna, località che si incontra lungo la superstrada E45 che conduce da Cesena a Roma. Piccolo paese noto, a seconda degli interessi di chi lo frequenta, per le terme, la tranquillità o i funghi porcini che si trovano alle pendici del monte Comero. Il ristorante, in un angolo dell'Hotel Tosco Romagnolo, si chiama Paolo Teverini (tel. 0543 911260) come lo chef-patròn che lo gestisce coadiuvato dalla cordialissima consorte. La figlia, Gaia, si occupa, nella stessa struttura, di una beauty-farm (adattissima per chi come noi frequenta un po' troppo la buona tavola).
Il ristorante è una vera oasi di piacevolezza ed eleganza caratterizzata da una sala intima e accogliente, resa ancor più invitante dal servizio attento, professionale e gentile. Insomma, un'atmosfera da grande ristorazione. E anche la cucina è grande, negli intenti, nella scelta delle materie prime di qualità e nella passione. E potrebbe essere ancora più grande se lasciasse più spazio ai sapori, se fosse, in alcuni piatti, meno ricercata e barocca. Meno protesa a stupire e più attenta alle piccole cose. Ma pure in un vortice di colori e sapori divisi tra preparazioni che affondano le loro radici nel territorio e quelle che - sul menu - vengono definite "le creazioni" del ristorante, Paolo Teverini riesce a offrire momenti gioiosi al palato. Mentre sfogliate i quattro menu degustazione, o ordinate alla carta (che, visto il livello del ristorante, potrebbe essere più curata evitando i fogli incollati sul cartoncino), vi vengono proposti otto diversi tipi di pane, tutti fatti in casa. Sulla tavola arriva un fiore di zucchina ripieno di funghi porcini che sarebbe ottimo se non fosse freddo. A seguire delle cappesante freschissime servite in insalata con meno affascinanti fagiolini. Non stupiscono i passatelli in brodo con formaggio di fossa, mentre piacciono, eccome, le lasagnette ai funghi di bosco e ancor più gli gnocchi con mazzancolle e piselli. Tra i secondi abbiamo gustato degli ottimi gamberi di fiume - che Teverini lascia crescere liberamente in un piccolo laghetto di acqua purissima - con zucchine alla menta. Subito dopo un trancio di rombo in casseruola con verdure di stagione: ottimo il pesce, ma la preparazione è complessa, brodosa, inutilmente arricchita di olio d'oliva crudo e da un crostino con pasta d'olive. Da segnalare invece un meraviglioso lombo di vitello lardellato ai tartufi neri e funghi porcini. Nella semplicità di esecuzione e nella bontà degli ingredienti sta, in questo caso, il segreto della felicità. Un piatto che da solo merita il viaggio. Come, per pura curiosità, potrebbero meritarlo la stravagante proposta del filetto di bisonte rigorosamente importato dagli Usa.
Dopo i secondo lasciatevi sedurre dal carrello dei formaggi, ampio e competente, con uno sguardo attento al territorio.
Sono curati dal giovane chef pasticcere Massimo Bardi i piacevoli dolci al cucchiaio e la stupenda piccola pasticceria di una finezza davvero rara. La carta dei vini - un librone che vale la pena di farsi portare anche se si decide di affidarsi ai suggerimenti del menu - è vasta e di ampio respiro, ma con una preferenza per annate lontane che la rende un po' datata. Ci sono poi numerose bottiglie importanti e da collezione il cui acquisto potrebbe rivelarsi incauto: c'è scritto chiaro e tondo che se il vino non risponde alle attese, dovrete pagarne comunque la metà (che per certe bottiglie è davvero un pozzo di quattrini...). Prima di andarvene fate una visita ai bagni: immensi, puliti, accoglienti, unici. Altro che mangiarci dentro come diceva la nota réclame, qui potreste anche viverci da signori.
Alla carta spenderete sulle 120-130.000 lire con una bottiglia da dividere in due. Soldi ben spesi per regalarsi una serata speciale.

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