Tecnica, tattica & C.

La tensione della partita: come gestirla?

di Lilly Rossetti

Quali sono le diverse implicazioni della parola "tensione" riferita allo sport agonistico? Innanzitutto tentiamo una definizione in parole semplici di alcuni termini-chiave del nostro argomento

- TENSIONE: con questo termine intendiamo ogni forma di eccitazione a livello intellettuale o emotivo che metta un individuo in uno stato di attivita' intellettuale o fisica non ordinario.

- TENSIONE POSITIVA: con cio' intendiamo qui uno stato di alterazione emotiva o intellettuale, di eccitazione, che si avverte prima della prestazione.

- TENSIONE NEGATIVA: con cio' intendiamo invece una tensione eccessiva che porta all'irrigidimento fisico e mentale.

Tutti gli atleti a tutti i livelli hanno a che fare con queste diverse forme di tensione. Cio' che pero' contraddistingue gli atleti ad alto livello e' una forma di "tutoring" psicologico che li aiuta a riconoscere e ad affrontare correttamente queste diverse fasi. Cio' che possiamo fare in questa sede e' cercare di capire un po' meglio cosa possnoa comportare per noi e i nostri atleti queste differenze e come possiamo sfruttarle. Senza TENSIONE non c'e' agonismo, ovvio. Il corpo e la mente si devono attivare in un modo tale da profondere il massimo sforzo per raggiungere l'obbiettivo prefissato. Questo comporta un aumento della capacita' di concentrazione e della prestazione fisica, che permetteranno all'individuo di competere con altri individui o con se stesso e i propri limiti.

In se' la tensione non e' ne' positiva ne' negativa per l'atleta: come sempre tutto dipende da come la si utilizza e per cosa. Il fine dello sportivo agonista e' raggiungere uno stato di TENSIONE POSITIVA che lo metta nella migliore condizione per raggiungere e superare il proprio limite. Dopo tutto l'allenamento, le ripetizioni, l'automatizzazione della tecnica, le istruzioni dei tecnici e tutti i possibili suggerimenti, l'atleta ha bisogno di una interiorizzazione del suo obbiettivo che e' raggiungibile solo attraverso tecniche di visualizzazione, concentrazione, persino di meditazione per alcuni. In uno stato di TENSIONE POSITIVA l'atleta sente si' la tensione prima della gara ma essa si trasforma per lo piu' nella voglia di confrontarsi con l'avversario e di sfidarlo, nel vero e proprio desiderio di entrare in campo e di giocare la piu' bella partita proprio contro quell'avversario. Solo uno stato mentale simile permettera' all'atleta di concentrarsi sulle sue forze e sui suoi obiettivi anziche' di tentennare, di dubitare o addirittura di avere paura.

Ma fin troppo spesso la tensione diventa NEGATIVA. Proprio al contrario della situazione descritta sopra, l'atleta ora sente il suo compito come una pressione, una costrizione, una situazione difficile, un ostacolo che vorrebbe evitare il piu' velocemente possibile. Sintomi di tensione negativa sono irrigidimento, rallentamento dei movimenti e dei pensieri, eccessiva sudorazione, mani fredde, respiro faticoso, senso di stanchezza, esitazione, dubbi, pensieri negativi, paura di sbagliare e di giocare male, mancanza di concentrazione, percezione del mondo esterno durante il riscaldamento e la partita.

Cosa si deve/si puo' fare allora ? Per prima cosa riconoscere il problema, i suoi sintomi, formulare delle autodiagnosi. Secondo: trovare antidoti alla tensione negativa. Principalmente usare parole-chiave positive ed esercitare un pensiero positivo. Terzo: LA COSA PIU' IMPORTANTE: Imparare a costruire tensione positiva in ALLENAMENTO. Cio' significa lavorare su situazioni di pressione in allenamento ed esercitare OGNI GIORNO come si possa sviluppare una mentalita' positiva e produttiva di fronte ad ogni possibile compito. Solo cosi' le diverse situazioni di gioco non appariranno piu' nuove e difficili e il divertimento di giocare non verra' meno.

Lilly Rossetti

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