Tecnica, tattica & C.
Il battitore designato nella Mlb
di Stefano Quaino
Una delle differenze principali tra la National League e la American
League è la regola del battitore designato (DH - Designated Hitter), applicata
solamente nello Junior Circuit. Come tutti sanno, il DH è quel giocatore che,
pur non essendo impiegato in difesa, è designato a battere in sostituzione dei
lanciatore partente e degli altri lanciatori.
Prendiamo il regolamento del baseball e leggiamo alcune norme
a riguardo (ho scelto le più comuni, evitando quelle che si applicano in casi
particolari).
- Un Battitore Designato per il lanciatore deve essere indicato
prima dell’inizio della partita e deve essere incluso nell’ordine di battuta
presentato all’arbitro capo
- Non è obbligatorio per una squadra designare un battitore
per il lanciatore, ma la mancata indicazione prima dell’inizio della partita
preclude la possibilità di usare il Battitore Designato.
- E’ possibile usare un sostituto battitore per il Battitore
Designato: il sostituto del Battitore Designato diventa il Battitore Designato.
Un Battitore Designato che sia stato sostituito non può rientrare in gioco
- Il Battitore Designato può essere utilizzato in posizione
difensiva continuando a battere nello stesso ordine di battuta, ma il lanciatore
deve prendere in battuta il posto del difensore rimpiazzato
- Un corridore di rilievo può sostituire il Battitore Designato:
nel qual caso tale corridore assume il ruolo di Battitore Designato
- Se il lanciatore batte per il Battitore Designato questo determinerà
la cessazione del Battitore Designato per il resto della partita
- Se un Battitore Designato assume una posizione difensiva,
questo spostamento farà cessare il suo ruolo di Battitore Designato per il resto
della partita.
Come possiamo rilevare ci sono delle regole sulla sostituzione
che, se non applicate, portano alla cessazione del Battitore Designato, obbligando
il lanciatore ad andare alla battuta. Fino al 1972, nessuna delle due major
league applicava la regola del DH, ma l’anno successivo qualcosa cambiò: i dirigenti
dell’American League si accorsero che il junior circuit stava attraversando
un periodo di crisi e di scarso interesse da parte degli spettatori; con l’introduzione
del DH speravano di accendere l’interesse da parte dei tifosi. (La National
League, fondata nel 1876 è chiamata Senior League o Circuit; la American League,
fondata nel 1901, è chiamata Junior League o Circuit)
In effetti furono necessarie un paio di stagioni per la completa
“assimilazione” del DH, infatti i tecnici ebbero bisogno di qualche anno per
poter utilizzare al meglio questo giocatore particolare. Nel 1976 il DH fece
il suo debutto alle World Series ma, probabilmente, pochi sanno il sistema utilizzato
in quegli anni; innanzi tutto, va ricordato che nella grande finale il fattore
campo viene assegnato con il sistema della rotazione, indipendentemente dal
bilancio in regular season: fino al 1993 la squadra della National League aveva
il fattore campo negli anni pari, mentre la formazione della AL poteva usufruire
di questo vantaggio negli anni dispari. (Lo sciopero del 1994 ha sfalsato la
rotazione: nelle World Series di quest’anno, 2002 - pari, il fattore del campo
è stato assegnato alla squadra della American League).
Nelle World Series degli anni pari (quelle favorevoli alla NL)
tutte le eventuali sette partite si sarebbero giocate con la regola del DH,
mentre in quelle degli anni dispari (favorevoli alla AL) il lanciatore sarebbe
stato obbligato a presentarsi in battuta. (Avete letto bene: non ho fatto confusione!)
Questo sistema fu applicato fino al 1985: gara 7 tra Kansas City Royals e St.
Louis Cardinals fu l’ultima gara disputata in uno stadio AL, senza la regola
del battitore designato. L’anno successivo fu istituita la regola che vige ancora
oggi: il DH può essere utilizzato soltanto nelle partite giocate negli stadi
AL; nelle World Series di quest’anno, abbiamo visto il DH in gara 1, 2, 6, 7.
Sul Battitore Designato ci sono tantissimi dibattiti e polemiche:
alcuni critici sono favorevoli poiché è il lanciatore in battuta è un out automatico;
i pitcher sono spesso dei battitori mediocri e tolgono interesse alla contesa.
I detrattori (che forse sono in numero superiore) sono invece convinti che l’assenza
del DH obblighi il manager a ragionare di più, obbligandolo a pensare alla strategia
più efficace: in quelle situazioni, si può intuire la bravura tecnica e tattica
degli allenatori.
Stefano Quaino
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