Tecnica, tattica & C.
24 giugno 2004 - "Team chemistry"? Sembra facile...
di Christina Lipp
"La chimica della squadra" è un’espressione con la qual,e in generale,
si definisce l’insieme della squadra, il rapporto dei giocatori tra loro e il
rapporto dei giocatori con l’idea di squadra.
Naturalmente tutti sanno che un buon tessuto di squadra è importante
per aver successo ed è anche indispensabile se ci si vuole divertire giocando.
La domanda che si sono posti sicuramente in tanti è: "Come si genera una
buona chimica di squadra ?". Non c’è una risposta sempre chiara. Un suggerimento
da giocatrice posso comunque darlo dalla mia esperienza: non si dovrebbe aspettare
che l’allenatore si occupi del problema
L’allenatore di una squadra ha molte cose da fare: Deve preparare
tutte le singole posizioni, occuparsi dei lanciatori, lavorare su temi specifici
con i ricevitori, preparare la partita a livello tattico, ecc... Il nostro sport
è così complicato e multiforme che non rimane molto tempo per il lato mentale.
Ma, allora, cosa si può fare da soli come squadra?
Prima della stagione di gare o anche già prima dell’allenamento
invernale bisognerebbe organizzare una riunione di squadra senza l’allenatore.
Non si tratta certo di parlare di nascosto, bensì di tirar fuori come squadra
cosa si vuol fare veramente. Spesso sembra che si ritrovino in una squadra persone
che non c’entrano niente una con l’altra, che hanno caratteri completamente
diversi e non vogliono aver niente a che fare l’una con l’altra. Forse è così
nella maggior parte dei casi. Dovete chiarire parlando che siete legati da una
cosa molto importante : il softball. La squadra deve semplicemente capire che
questo è tutto ciò che conta nell’ambito della squadra stessa.
Altre cose da chiarire: trovate obiettivi comuni per la stagione
, ad esempio raggiungere il terzo posto in classifica o non essere ultimi. In
ogni caso deve essere un obiettivo sul quale TUTTI si trovano d’accordo. Poi
pensate insieme a cosa deve fare ogni singolo per poter realizzare questo obiettivo
di squadra. Ognuno deve dunque dichiararsi "pubblicamente" disposto
a fare particolari cose. Può essere allenamento fisico due volte la settimana
o frequenza costante agli allenamenti, niente feste la sera prima della partita,
tutto quello che vi viene in mente. Però dovrebbe essere realistico e fattibile
e condiviso da tutti.
Poi bisognerebbe discutere se tutti sono pronti a tenere fuori
dal campo le eventuali contese private. Non è necessario avere un rapporto idilliaco
per giocare bene insieme. E’ sufficiente se vi rispettate sul campo come giocatori
e lo mostrate chiaramente. Se privatamente non volete aver niente a che fare
con la persona in questione è davvero secondario.
Al massimo grado di importanza è per me la sincerità tra le persone.
Questo vale per tutto, soprattutto per le promesse che avete dichiarato di fare
rispetto al vostro impegno per mantenere l’obiettivo di squadra prefissato.
Cercate di non imbrogliare, siate onesti e ammettete i vostri errori. Se veramente
mantenete ciò che avete promesso, le altre giocatrici lo vedranno e vi daranno
fiducia. Questa sincerità di fronte ai vostri compagni di squadra è possibile
solo quando siete onesti con voi stessi. Bisogna saper ammettere quando non
si riesce a far bene qualcosa, quando si ha sbagliato o ci si è comportati male
nei confronti della squadra. Chi ammette i suoi errori verrà sempre rispettato.
Naturalmente potete organizzare la vostra riunione come volete.
Tuttavia dovreste ripetere questo meeting almeno una volta durante la stagione
per vedere se gli obiettivi sono ancora validi, se sono raggiungibili, o chi
non si è comportato secondo i patti. Anche in questo caso vale lo stesso principio:
i contrasti devono essere tirati fuori e risolti , non come spesso capita rivangati
con l’amica a casa dietro le spalle di altri, il che non aiuta nessuno e non
cambia nulla. In un certo modo gli obiettivi devono essere riformulati in questo
secondo meeting. NON DIMENTICATE: solo obiettivi realistici hanno prospettive
di successo!
Christina Lipp
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