Storia & Storie.

L'incredibile Sandy Koufax : Storia e imprese di uno dei piu' grandi talenti mondiali

Stefano Quaino

Sanford "Sandy" Koufax, indimenticato pitcher mancino dei Brooklyn - Los Angeles Dodgers, e' stato uno dei piu' grandi fuoriclasse che abbiano mai calcato i diamanti del Major League Baseball: difficilmente nella storia del baseball un lanciatore ha dominato i battitori avversari cosi' come fece Koufax negli anni '60.

Il futuro campione dei Dodgers nacque a Brooklyn, NY il 30 dicembre 1935, da Jack ed Evelyn Braun, una famiglia appartenente alla comunita' ebraica della Grande Mela: all'eta' di tre anni, i suoi genitori divorziarono e quando la madre si sposo' con l'avvocato newyorchese Irving Koufax, il giovane Sandy cambio' il proprio cognome per onorare il patrigno.

Il primo amore sportivo di Koufax fu il basket, tanto che il sogno del giovane Sandy era poter giocare nella NBA con la maglia dei New York Knicks: nonostante alcune esibizioni come lanciatore in alcune squadre amatoriali, il baseball era un semplice passatempo, a differenza della pallacanestro, verso cui era riversata la propria completa passione; in verita', Koufax non ambiva ad una carriera da sportivo professionista, ritenendo molto piu' probabile e sicuro un futuro come architetto.

Nel 1953, Koufax ricevette dall'Universita' di Cincinnati una borsa di studio per giocare nella squadra di basket dell'istituto, ciononostante fu notato anche dai tecnici di baseball, che, visto il talento del giovane fuoriclasse, non esitarono ad inserirlo nelle proprie formazioni.

Le performance di Sandy sul monte di lancio attrassero l'interesse dei principali osservatori delle majors, che con sempre maggiore insistenza si recarono a Cincinnati per analizzare il giovane pitcher e valutare un suo possibile futuro tra i professionisti.

Nel 1954 la dirigenza dei Brooklyn Dodgers prese l'iniziativa e, dopo aver tagliato un mediocre pitcher di nome Tom Lasorda, offri' a Koufax un contratto da 20 mila dollari (6.000 di ingaggio annuale, piu' 14.000 come bonus per la firma), una somma ragguardevole per un lanciatore che non aveva ancora compiuto diciannove anni.

Il debutto nelle majors avvenne nel 1955, ma nonostante le premesse, gli inizi furono tutt'altro che soddisfacenti: Koufax era dotato di una ottima fast-ball e di una temibile curva, ma era privo di qualunque controllo, come dimostrato dai numerosi lanci pazzi e basi su ball, che portarono a dalle medie PGL (ERA) costantemente sopra il 4.00.

I Dodgers vinsero il pennant nel 1955, 1956 e nel 1959 (quest'ultimo a Los Angeles), conquistando il titolo mondiale nel 1955 e nel 1959, ma purtroppo Sandy non fu un protagonista di quei successi; il 1960 fu un anno davvero deludente per Koufax, che, dopo aver compilato un bilancio da 8-13, rischiava di essere ceduto ad un'altra squadra.

Eppure, nonostante il mediocre rendimento, Sandy sapeva talvolta strabiliare gli appassionati, dimostrando di possedere uno straordinario talento: nel 1959, ad esempio, contro i Giants, totalizzo' addirittura 18 K, stabilendo un record per la National League.

In verita', oltre ai problemi tecnici, Koufax incontro' numerose difficolta' di inserimento nel gruppo: essendo di religione ebrea, si senti' spesso emarginato dal resto della squadra e non e' un caso che le persone con cui lego' maggiormente furono alcuni giocatori di colore come Lou Johnson o Maury Wills; vista la complessa situazione, Koufax non aveva escluso l'ipotesi ritiro.
Fortunatamente, Koufax seppe resistere alle difficolta' e nel 1961 inizio' quella metamorfosi che lo trasformo' nel piu' dominante pitcher mancino della storia del baseball: grazie all'aiuto dei ricevitori John Roseboro e Norm Sherry, Koufax cambio' completamente l'approccio alla partita, smettendo di lanciare "per superare la barriera del suono" o "per rompere il guanto del catcher", e sviluppo' uno stile che si sarebbe rivelato devastante per i battitori avversari.

La nuova stagione presento' un Koufax totalmente diverso, come dimostrato dalle ottime statistiche: 18-13, 3.52 di ERA, ma soprattutto 269 K, record MLB (il primato apparteneva a Christy Mathewson dei New York Giants del 1903 con 267).
Nel 1962, Sandy confermo' i progressi, migliorando ancora le ottime prestazioni della stagione precedente: avendo acquisito un eccellente controllo (fatto piuttosto insolito per un pitcher di potenza), il numero di basi su ball diminui' vertiginosamente, tanto che Koufax pote' compilare una ERA di 2.54, la migliore della National League. Purtroppo alcuni problemi circolatori e diversi dolori all'indice sinistro obbligarono Sandy a terminare la stagione a luglio, precludendogli la corsa al Cy Young Award*: il bilancio finale di 14-7 non fu sufficiente per ricevere l'ambito trofeo, ciononostante Sandy raccolse due capolavori, come una nuova partita da 18 K e il primo no-hitter della carriera.

*Fino al 1966, il Cy Young Award premiava il miglior lanciatore delle intere majors, indipendentemente dalla lega di appartenenza. Soltanto dal 1967, il riconoscimento fu suddiviso tra National e American League.

Nel 1963 Koufax raggiunse l'apice della propria maturita', diventando il lanciatore piu' dominante delle majors: 25-5, 306 K, 1.88 di ERA e il secondo no-hitter della carriera, che furono preludio non solo al Cy Young Award, ma anche all'MVP della NL. Sotto la guida del proprio fantastico lanciatore, i Dodgers si aggiudicarono il pennant, qualificandosi per le World Series, dove avrebbero affrontato i possenti New York Yankees: l'attacco dei Bronx Bombers fu praticamente annullato da Koufax, che, grazie a due prestazioni maiuscole in gara 1 (in cui totalizzo' 15 K) e in gara 4, condusse i suoi Dodgers al titolo mondiale. Strabiliato dall'eccezionale performance di Koufax (ovviamente premiato con l'MVP della serie), Yogi Berra, celebre catcher degli Yankees, affermo' sconsolato "I can see how he won 25 games! What I don't understand is how he lost 5!".

I lanci preferiti da Koufax erano la fastball, ma soprattutto la spettacolare palla curva, con cui riusciva ad ingannare ogni battitore avversario: "it drops like a chair whose legs collapse", queste sono le parole di Roseboro, che confermano l'eccezionalita' della curve ball di Koufax.

Koufax domino' anche nel 1964 (19-5, 1.74 di ERA, 223 K), ma ad agosto comparvero i primi sintomi dell'artrite, che obbligarono il campione dei Dodgers a terminare la stagione anzitempo; probabilmente, se Koufax avesse lanciato anche negli ultimi due mesi, si sarebbe aggiudicato il Cy Young Award, che invece fu assegnato a Dean Chance dei Los Angeles Angels.

Nonostante l'anno complesso, Sandy effettuo' alcune imprese assolutamente rimarchevoli: ad aprile chiuse un inning con tre strikeout in nove lanci (diventando l'unico pitcher ad ottenere questo risultato due volte in carriera), mentre a giugno colleziono' il terzo no-hitter personale.

Nel 1965 Koufax non fu perseguitato da problemi fisici e pote' continuare il proprio dominio sulla National League: con un bilancio di 26-8, 2.04 di ERA e 382 K (prestazione seconda soltanto a quella di Nolan Ryan nel 1973 - 383), Sandy ricevette il Cy Young Award all'unanimita'.

Il momento piu' spettacolare della stagione avvenne il 9 settembre al Wrigley Field di Chicago, quando Koufax realizzo' il proprio capolavoro: il perfect game! Nessun battitore dei Cubs riusci' a raggiungere il cuscino di prima base e cosi' Sandy divento' l'ottavo pitcher a compiere tale impresa; tuttavia, quella partita si rivelo' splendida anche per merito del lanciatore dei Cubs, Bob Hendley, che in nove inning concesse una sola valida.
Per la quarta stagione di fila, Koufax aveva lanciato un no-hitter, stabilendo un record mai piu' eguagliato in seguito: neanche Nolan Ryan (che detiene il primato di no-hitter in carriera con 7) sarebbe riuscito a completare una striscia di quattro anni consecutivi con almeno una partita senza subire valide.
Tuttavia, i Dodgers non erano soltanto Koufax, ma una squadra completa in ogni reparto, che seppe imprimere il proprio marchio sulla National League negli anni '60: la rotazione dei partenti, ad esempio, presentava un altro lanciatore fenomenale, Don Drysdale, che assieme a Koufax formo' il Dynamic Duo, una delle piu' letali combinazioni di lanciatori della storia. Al termine di una dura battaglia contro i San Francisco, Los Angeles si guadagno' il secondo pennant della decade, qualificandosi per le World Series, dove ad attenderli c'erano i Minnesota Twins di Harmon Killebrew (573 HR in carriera); Koufax era il logico lanciatore partente per gara 1, ma per celebrare lo Yom Kippur, importante festivita' ebraica, preferi' rinunciare alla partita e recarsi alla sinagoga, diventando un esempio per le comunita' ebraiche.
Dopo la sconfitta nella prima partita, i Dodgers speravano che Koufax li avrebbe condotti al pareggio, ma i Twins si ripeterono anche in gara 2, tanto che ormai per tutti gli osservatori Los Angeles sembrava spacciata; i Californiani, invece, rientrarono nella serie e, grazie a due meravigliosi shutout di Koufax nella quinta e nella settima partita, riconquistarono il titolo mondiale: l'incontro piu' memorabile fu sicuramente quello conclusivo, in cui Sandy subi' appena 3 valide con 10 strikeout, nonostante 2 misere giornate di riposo.

Eletto per la seconda volta MVP delle World Series, Koufax era entrato di diritto nell'Olimpo del baseball, eppure questo non cambio' il suo modo di vivere: pur essendo diventato una celebrita', Sandy preferi' rimanere in disparte, evitando di partecipare ad eventi pubblici, a differenza delle altre stelle dello sport professionistico; Koufax era talmente estraneo alle luci della ribalta che intorno a lui si formo' addirittura un'aura di mistero.

Il 1966 si apri' con una diatriba nei confronti della dirigenza dei Dodgers, poiche' Koufax e Don Drysdale chiesero un contratto da 100.000 dollari: non esistendo il concetto di free-agency, un giocatore restava legato ad una franchigia di appartenenza praticamente per sempre, quindi con quella protesta, i due pitcher rischiavano di essere esclusi dalla squadra per l'intera stagione.
Alla fine, Koufax e Drysdale vinsero la loro battaglia, ma dimostrarono con i fatti di meritare un contratto cosi' remunerativo: Sandy totalizzo' 27 vittorie (con 9 sconfitte), 317 K, 1.73 di ERA, ricevendo per il secondo anno consecutivo il Cy Young Award all'unanimita'; mai in passato si era visto un lanciatore cosi' intoccabile, cosi' dominante, cosi' superiore al resto della lega. Eppure, nonostante le spettacolari prestazioni sul monte, la situazione fisica di Koufax non era certamente delle migliori: al termine di ogni partita, Koufax era costretto a porre sul proprio braccio del ghiaccio per alleviare i dolori al gomito, provocati dall'artrite.

Ad ogni modo, Los Angeles rivinse il pennant, superando ancora i Giants al termine di una stagione entusiasmante; purtroppo le World Series si rivelarono molto deludenti per i Dodgers, che furono umiliati 4-0 dai Baltimore Orioles, subendo tre shutout consecutivi.

L'annata si chiuse amaramente per Los Angeles, ma poco dopo sarebbe arrivata la notizia shock: a soli 31 anni e dopo aver dominato la National League nelle ultime cinque stagioni, Sandy Koufax annuncio' il proprio ritiro, a causa dei terribili dolori al gomito provocati dall'artrite. La decisione non fu certamente facile, ma se Koufax avesse continuato a lanciare, avrebbe potuto rischiare danni permanenti al braccio sinistro; indubbiamente si erano notati dei segnali preoccupanti durante la stagione, ma nessuno avrebbe mai immaginato un simile evento.

"I don't regret for one minute the 12 years I've spent in baseball, but I could regret one season too many."

Complessivamente Koufax totalizzo' 165 vittorie, 87 sconfitte, 2396 K, 2.76 di ERA, ma considerando solo gli ultimi 4 anni, il bilancio presenta 97 vittorie, appena 27 sconfitte, e un'ERA di 1.73; per 5 volte consecutive ottenne la migliore ERA della lega (record assoluto), per 3 volte lancio' piu' di 300 K, aggiudicandosi 3 Cy Young Award, 2 MVP delle World Series e 1 MVP della National League.

Sul finire degli anni '60, Koufax fu nominato dai Baseball Writers of America sportivo della decade, mentre nel 1972, appena 36enne, fu eletto nella Hall of Fame, diventando il piu' giovane giocatore ad entrare nel prestigioso museo; ovviamente, il suo numero 32 e' stato ritirato dai Los Angeles Dodgers. Anche dopo il ritiro da giocatore, Koufax non cambio' il proprio stile di vita e resto' sempre lontano dalle luci della pubblicita', limitando il piu' possibile le proprie apparizioni pubbliche.

Finita la carriera, Koufax firmo' un contratto con la NBC, l'importante emittente televisiva americana, per cui lavoro' fino al 1973; sei anni dopo, Koufax fu nominato pitching coach per le minor leagues dei Dodgers, offrendo i propri servigi alla franchigia californiana fino al 1990. Tuttavia, Koufax mantenne anche in seguito ottimi rapporti con la sua ex squadra, presenziando agli spring training dei Dodgers, dispensando consigli ed insegnamenti ai giovani lanciatori.

Nel febbraio 2003, Koufax ruppe improvvisamente le relazioni con la franchigia californiana, quando sul New York Post, giornale controllato dalla News Corp (che detiene anche i Dodgers), apparve un articolo in cui si alludeva ad una possibile omosessualita' del celeberrimo campione: soltanto un anno dopo, i rapporti tra Koufax e i Dodgers si sono rappacificati.

In conclusione di articolo, e' giusto ritornare sul Koufax lanciatore: dopo gli inizi difficili, Koufax raggiunse un tale livello, da essere giustamente inserito nell'Olimpo dei grandissimi pitcher delle majors, assieme a Cy Young, Walter Johnson e Warren Spahn; sebbene abbia usufruito del Dodger Stadium (un vero e proprio paradiso per i lanciatori) e disputato gran parte della propria carriera negli anni'60 (la decade dei pitcher per eccellenza), per molti critici il campione dei Dodgers deve essere considerato il miglior mancino nella storia del Major Leauge Baseball: non sorprende, quindi, che il lanciatore mancino titolare nella formazione ideale del XX secolo sia proprio Sandy Koufax, "the man with the golden arm".

"If there was ever a better pitcher, it was before my time!" - Walter Alston, manager dei Brooklyn - Los Angeles Dodgers 1954 - 1976

"Hitting against Koufax is like eating a soup (coffee) with a fork!" - Willie Stargell, Pittsburgh Pirates

"You could see his ball so well, but you just didn't hit it!" - Dick Groat, St. Louis Cardinals

"When Koufax got ahead of you on the count, your at-bat was over. If his pitch was strike one, you might return to the dugout!" - Tim McCarver, St. Louis Cardinals.

Stefano Quaino

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