Storia & Storie.

Lou Gherig, "The Iron Horse" : La storia del "cavallo di ferro"

dalla redazione

Le qualita' dimostrate da Lou Gehrig sui campi da baseball fecero di lui un’icona dell’America, anche se alla fine e' stata la sua morte tragica e prematura a renderlo una vera e propria leggenda.

Lou Gehrig e' stato tutto cio' che un giocatore di baseball professionista doveva o non doveva essere. Ha collezionato risultati e statistiche che sono fra i piu' grandiosi nella storia del baseball. La sua dedizione al baseball e ai suoi fan era indiscutibile. Tuttavia la sua vita non e' stata segnata da alcun evento eccezionale, nulla di eclatante. Secondo quanto dichiarato dalla vedova di Lou, Eleanor Gehrig, "Lou era un uomo onesto e vecchia maniera". Lou Gehrig era semplicemente un giocatore di baseball, un gran giocatore di baseball. A differenza dei giocatori di oggi, la sua carriera professionale si e' svolta all’interno della stessa squadra, con addosso la divisa degli Yankees. Non vi era dubbio che fosse uno Yankee dal momento che incarnava perfettamente lo spirito dell’America del tempo.

Le imprese dell’Iron Horse, il "cavallo di ferro" com’era soprannominato, hanno contribuito a rendere il passatempo preferito dagli americani ancora piu' spettacolare. La sua media battuta in carriera e' stata di .340, la quindicesima piu' alta di tutti i tempi, con 400 basi totali battute in cinque campionati. Gehrig e' uno dei sette giocatori che hanno realizzato piu' di 100 battute extra base in una stagione. Durante la sua carriera, ha totalizzato in media 147 RBI a stagione. Nel 1931 ha totalizzato 184 RBI che, nella storia dell’American League, rappresentano il secondo punteggio finale piu' alto realizzato in una sola stagione.

Nel 1934, Gehrig vinse la Tripla Corona con una media battuta di .363, 49 homer e 165 RBI e venne nominato Most Valuable Player sia nel 1927 che nel 1936. Risultato alquanto sorprendente per un uomo della sua stazza, Gehrig rubo' base per 15 volte e batte' .361 in 34 partite delle World Series con 10 homer, otto doppi e 35 RBI. Inoltre detiene anche il record di grand slam ottenuti in carriera (23), ha battuto 73 fuori campo da tre punti e 166 fuori campo da due, cosa che gli ha permesso di raggiungere il piu' alto RBI per homer rispetto a qualsiasi giocatore con piu' di 300 fuoricampo. e' l’unico giocatore della storia ad aver totalizzato 500 punti in tre anni. Inoltre ha realizzato 493 fuoricampo (mentre giocava in prima), il numero piu' elevato mai realizzato da un prima base nella storia.

Il 3 giugno del 1932, Gehrig divenne il primo giocatore dell’American League a totalizzare 4 fuori campo in una partita e nel 1939 fu il primo giocatore al quale venne ritirato il numero di maglia. Giocatore instancabile, venne soprannominato Iron Horse, e il suo record di 2130 partite consecutive giocate venne battuto solo nel 1998 da Cal Ripken Jr. Per tredici anni ha giocato tutte le partite in qualsiasi condizione fisica, con il pollice della mano e le dita del piede fratturati e con la schiena a pezzi. Quando poi le sue mani furono sottoposte a controlli e radiografate i medici gli diagnosticarono 17 fratture che si erano "saldate" da sole malgrado Gehrig avesse continuato a giocare per tutto il tempo. Questa sua tenacia probabilmente derivo' dal fatto che egli era l’unico sopravvissuto di quattro fratelli e figlio di immigrati tedeschi, che avevano lavorato sodo per tutta la loro vita.

Nel 1938 Gehrig scese al di sotto di .300. Era la prima volta che succedeva dal 1925 ed era palese che qualcosa stava andando storto. Il suo swing, solido e inconfondibile, non era piu' quello di un tempo e molti lanci che in passato avrebbe battuto fuori dal campo di gioco erano deboli flyout. I medici gli diagnosticarono un problema alla cistifellea e gli fu prescritta una dieta molto ferrea che lo rese ancora piu' debole. Nel 1939, riusci' a giocare le prime otto partite della stagione ma batte' solo 4 valide. La sua battuta non era piu' quella di un tempo. Quando i suoi compagni di squadra si congratularono con lui per una presa mediocre, Gehrig capi' che era arrivato il momento di abbandonare il campo. Decise di non giocare piu' quella partita e il giorno successivo, quando vennero annunciate le formazioni, lo shock fu immenso: "Signore e Signori, con 2130 partite giocate ininterrottamente si conclude la fortunata carriera di Lou Gehrig".

I medici della Mayo Clinic gli diagnosticarono una rara forma di malattia degenerativa, la sclerosi laterale amiotrofica. Le possibilita' di tornare a giocare baseball erano davvero minime. Un giornalista sportivo di New York, Paul Gallico, propose alla squadra di organizzare una festa di commiato in onore di Lou Gehrig. Il 4 luglio del 1939 dinnanzi a oltre 62.000 tifosi, Gehrig ringrazio' i suoi fan con uno dei discorsi piu' emozionanti e intensi mai pronunciati:

"Amici, nelle due ultime settimane sarete sicuramente venuti a conoscenza del difficile momento che sto attraversando, ma voglio dirvi che oggi mi sento l’uomo piu' fortunato della terra. Sono stato presente sul campo da baseball per diciassette anni e ho sempre ricevuto affetto e incoraggiamenti da voi che siete i miei fan. Guardate questi grandi uomini. Chi di voi non vorrebbe essere al punto culminante della propria carriera solo per paragonarsi a loro almeno un giorno nella vita? Certo che sono fortunato. Chi non considererebbe un onore il fatto di aver conosciuto Jacob Ruppert? E anche Ed Barrow, la persona piu' importante nel baseball? O il fatto di aver trascorso sei indimenticabili anni con Miller Huggins, il mio grande amico? Oppure di aver trascorso i successivi nove anni con quel fantastico leader, brillante studente di psicologia e miglior manager che il baseball abbia mai avuto, Joe McCarthy? Certo che sono fortunato. Quando la squadra dei New York Giants, una squadra che per batterla daresti anche il tuo braccio destro, e viceversa, ti fa un regalo, questo e' fantastico. Quando tutti fino agli addetti del campo o quei giovani vestiti di bianco si ricordano di te perche' hai vinto tanti premi, questo e' fantastico. Quando avete una suocera meravigliosa che si schiera a vostro favore nei battibecchi con sua figlia, questo e' fantastico. Quando vostro padre o vostra madre lavorano sodo per tutta la vita per darvi un’educazione o per far si' che voi possiate allenarvi in qualche sport, e' una benedizione. Quando al vostro fianco avete una moglie forte che vi sostiene e che dimostra molto piu' coraggio di quello che abbiate mai potuto immaginarvi, e' la cosa piu' bella che si possa desiderare. Quindi concludo dicendo che forse sto attraversando un brutto periodo, ma ho tantissimo per cui continuare a vivere".

Come giusto riconoscimento, nel dicembre di quello stesso anno, Gehrig entro' a far parte della Hall of Fame. Durante gli ultimi mesi di vita, e fino a quando fu in grado di camminare, Gehrig si dedico' a progetti per i giovani organizzati dalla citta' di New York. Mori' nel 1941 all’eta' di 37 anni. La sua morte cosi' improvvisa desto' l’attenzione dell’opinione pubblica per questa malattia quasi sconosciuta, la sclerosi laterale amiotrofica, da allora conosciuta come il morbo di Lou Gehrig. La fama di Gehrig e l’interesse nei suoi confronti sono stati determinanti nel sostenere la ricerca per sconfiggere questa malattia e oggi si e' piu' vicini nel trovare un rimedio.

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