Storia & Storie.

Cosi' nacque il baseball : La storia, il mito, le origini. Seconda parte

Stefano Quaino

(seconda parte). Tra i giocatori principali degli anni ’80, vanno ricordati due pitcher, Larry Corcoran di Chicago e Charlie Sweeney di Providence: Corcoran fu il primo lanciatore in grado di realizzare tre no-hitter (contro Boston nel 1880, contro Worchester nel 1882 e Providence nel 1884), mentre Sweeney, grazie a 19 K in una partita di nove inning, stabilì un record che sarebbe stato cancellato dopo oltre un secolo.

Nel 1886, invece, comparve sui campi di gioco William Ellsworth Hoy, atleta sordomuto che, pur non essendo un fuoriclasse, diventò famoso per due consuetudini: urlava e alzava la mano per “chiamare” una palla al volo (comportamento utilizzato in seguito anche dagli altri giocatori), ma soprattutto chiedeva agli arbitri di utilizzare dei segnali per giudicare i ball e gli strike.

Nel 1887 i dirigenti del Baseball proposero una regola sicuramente interessante per quanto riguarda le statistiche: in quell’unica stagione, le basi su ball furono considerate alla stregua delle battute valide, provocando ovviamente un vertiginoso aumento delle medie, come dimostrato da Tip O’Neill dei St. Louis Browns, che totalizzò una hitting average astronomica (.492). Tuttavia nel 1968, lo Special Baseball Records Committee decise di modificare il risultato, cancellando le 50 basi su ball considerate valide, portando il risultato a .435; ad ogni modo nel 2000, gli editori di Total Baseball (l’enciclopedia ufficiale del Baseball), condannarono questa decisione, riportando il primato a .485 (fu necessario eseguire una piccola correzione alla media originale), che è ancora oggi la migliore prestazione stagionale di tutti i tempi.

Il gioco, ormai, era in perenne ascesa, raggiungendo picchi di popolarità mai raggiunti in precedenza: nel 1888 il musicista Ernest Lawrence Thayer compose la canzone “Casey at the bat”, che diventò ben presto uno dei primi inni del baseball. Sempre nel 1888 Albert Spalding guidò un gruppo di giocatori in un tour mondiale che presentò il baseball in paesi come le Hawaii, l’Inghilterra, l’Australia, l’Egitto e anche l’Italia. L’anno dopo a New York, durante un banchetto per festeggiare il ritorno a casa di quegli atleti, lo scrittore Mark Twain affermò:

‘Baseball is the very symbol, the outward and visible expression of the drive and push and rush and struggle of the raging, tearing, booming nineteenth century’.

Lo stesso Spalding scrisse:

‘I claim that Base Ball owes its prestige as Our National Game to the fact that as no other form of sport it is the exponent of American Courage, Confidence, Combativeness; American Dash, Discipline, Determination, American Energy, Eagerness, Enthusiasm; American Pluck, Persistency, Performance; American Spirit, Sagacity, Success; American Vim, Vigor, Virility.’

Negli anni ’80 il regolamento subì delle modifiche sicuramente interessanti, tra cui possiamo ricordare:

  • Distanza del lanciatore a 50 piedi dal battitore (1881)
  • Legalizzazione del lancio overhand (1884)
  • Uniformità della zona dello strike (1887)
  • Piena accettazione della regola dei tre strike (1888)
  • Piena accettazione della regola dei quattro ball (1889)

Per facilitare la presa della pallina, i giocatori iniziarono ad indossare dei guantoni, che inizialmente coprivano solo i palmi delle mani e successivamente anche le dita; inoltre il numero di incontri stagionali saliva progressivamente stagione dopo stagione.

Purtroppo, anche sui diamanti occorsero episodi di razzismo, che portarono al graduale divieto per i giocatori di colore di partecipare alle partite di baseball professionistico: fin dalla fondazione, i dirigenti della NL erano contrari ai neri, che vennero ben presto emarginati; in verità non esisteva una regola scritta a riguardo, tuttavia un “accordo tra gentiluomini” precludeva agli atleti afro-americani di giocare a baseball ai massimi livelli.

Uno degli eventi più spiacevoli accadde il 1° maggio 1884, quando Cap Anson (prima base e manager dei Chicago White Stockings e primo uomo a battere 3000 valide), vedendo nella squadra avversaria Moses Walker, gridò "Get that nigger off the field". Tre anni dopo tutti gli afro-americani furono banditi dalle Majors e successivamente anche dalle leghe minori, di conseguenza nacquero le Negro Leagues, organizzazioni in cui furono relegati tutti gli atleti di colore; la terribile segregazione razziale continuò fino al 1947, quando Jackie Robinson debuttò con la maglia dei Brooklyn Dodgers.

Il 1890 testimoniò il debutto di una delle più grandi leggende della storia del baseball, Denton True Young, soprannominato Ciclone o più semplicemente Cy, per la potenza dei suoi lanci: fin dalla partita inaugurale con la maglia dei Cleveland Spiders, il giovane pitcher mostrò il suo valore, subendo solo tre valide; nel 1891, la sua prima piena stagione, Young vinse ben 27 partite, iniziando una striscia di nove campionati consecutivi con almeno venti vittorie!

In seguito al fallimento della American Association, la National League, che presentava dodici formazioni, era l’unica major league presente sul territorio nazionale; il sistema proposto per il 1892 fu quello di dividere il campionato in due parti, che furono vinte dai Boston Beaneaters (il nome Red Stockings fu tralasciato) e dai Cleveland Spiders (in cui Cy Young totalizzò 36 vittorie): per determinare la squadra campione, fu organizzata una Championship Series, che vide il successo di Boston per 5-0 (con 1 pareggio).

In quel campionato furono lanciati tre no-hitter, ma due di questi meritano di essere ricordati: quello di Alex Sanders di Chicago contro Baltimore (primo caso di no-hit senza shutout, giacché gli avversari segnarono due punti) e quello di Bumpus Jones, alla prima apparizione nelle majors, di Cincinnati contro Pittsburgh.

Il 1893 si chiuse senza post-season, ma l’anno seguente William C. Temple (sportivo di Pittsburgh) istituì la Temple Cup Series, sfida tra le squadre piazzatesi in prima e in seconda posizione; ad ogni modo questo incontro fu soppresso alla fine del 1897, anno in cui Willie Keeler dei Baltimore Orioles realizzò una striscia di 44 partite consecutive con almeno una battuta valida e Bobby Lowe di Boston mise a segno quattro HR in una stessa partita: quest’ultima prestazione, sebbene uguagliata altre tredici volte, non sarebbe mai stata migliorata.

Anche l’ultimo decennio del XIX fu ricco di novità e cambiamenti, come ad esempio:

  • Divieto di utilizzare una mazza piatta (1893)
  • Il box del lanciatore fu sostituito dal monte, che fu posto a 60,6 piedi dal piatto (1893).

I pitcher incontrarono delle difficoltà per adattarsi alla nuova distanza, tuttavia, con curve, cambi di velocità, oltre che di sostanze di ogni genere da applicare alla pallina, riuscirono a risolvere i loro problemi; di lì a poco, furono poste le basi del cosiddetto gioco scientifico, tipico del primo ventennio del XX secolo, in cui le pochissime segnature erano realizzate tramite bunt, rubate e sacrifici. Inoltre, nel 1898 il calendario fu allungato a 154 partite per squadra, rimanendo invariato fino al 1961.

Le principali formazioni degli anni ’90 furono senza dubbio i Boston Beaneaters (campioni della NL nel 1891, 1892, 1893, 1897, 1898) e i Baltimore Orioles (campioni della NL nel 1894, 1895, 1896), artefici di innovazioni tecniche molto interessanti: la formazione del Massachussetts, ad esempio, “ideò” la doppia rubata, una giocata che richiede velocità, nervi e perfetta intesa tra i compagni; uno dei migliori interpreti di questa spettacolare azione era Billy Hamilton, che in tutta la propria carriera avrebbe rubato 914 basi, un record migliorato da Lou Brock molti anni dopo.

Gli Orioles, invece, presentarono un’interessante azione, chiamata non a caso Baltimore Chop: approfittando della durezza del proprio campo di gioco, i giocatori battevano la pallina verso il basso con l’intenzione di ottenere un rimbalzo molto alto; mentre i difensori avversari attendevano che la pallina scendesse, il battitore raggiungeva comodamente la prima base. Non va dimenticato il bunt, che, seppure utilizzato da diverso tempo, fu trasformato dagli Orioles in un efficace sistema per conquistare la prima base.

Purtroppo Baltimore diventò famosa anche per i suoi comportamenti non propriamente sportivi e leali: gli interni Dirty Jack Doyle, Hugh Jennings, John McGraw molto spesso ostruivano con spinte e trattenute illegali i corridori avversari, mentre gli esterni nascondevano nella propria divisa delle palline, da utilizzare in situazioni critiche; si racconta che il ricevitore Wilbert Robinson conservasse nelle proprie tasche dei sassolini da far cadere sui piedi dei battitori, mentre in attacco, i corridori deliberatamente saltavano le basi. Tutte queste scorrettezze erano possibili perché in campo era presente un solo arbitro, che ovviamente non poteva controllare ogni azione; per mettere freno alle irregolarità, i dirigenti della lega si resero conto della necessità di aumentare il numero di direttori di gara, che alla fine fu portato a quattro.

Nonostante fosse l’unica major presente in territorio nazionale, la National League stava attraversando un momento di estrema difficoltà: nel 1899, per ovviare ai numerosi debiti che preoccupavano l’organizzazione, i proprietari decisero di tagliare quattro formazioni, Baltimore Orioles, Cleveland Spiders (che avevano perso addirittura 134 incontri in quella stagione), Louisville Colonels e Washington Senators..

La National League, che dal 1876 aveva visto addirittura 23 franchigie provenienti da altrettante città, fu ri-determinata con la presenza di otto squadre che sarebbero rimaste le stesse per 53 anni.

Per facilità ho utilizzato i nomi attuali delle squadre, anche se questi comparvero ufficialmente qualche anno dopo. Spesso una squadra era chiamata anche con più nomi. Inoltre, è necessario distinguere squadre diverse ma con nome simile.

1) Boston Braves

Anno di nascita:1871

Debutto nella NL: 1876

Altri nomi:Red Stockings1871 - 1882

Red Caps1876 - 1882

Beaneaters1883 - 1912

Doves 1907 - 1908

Pilgrims1909 - 1911

Bees1936 - 1940

Comparsa del nome attuale:1913

2) Brooklyn Dodgers

Anno di nascita:1883 (debutto ufficiale nella AA: 1884)

Debutto nella NL:1890

Altri nomi: Bridegrooms1883 - 1889

Superbas1890 - 1904

Robins1914 - 1931

Comparsa del nome attuale:1905*

*Il nome Dodgers era stato comunque utilizzato anche nelle stagioni precedenti

3) Chicago Cubs

Anno di nascita:1871

Debutto nella NL:1876

Altri nomi:White Stockings1871 - 1893

Colts1894 - 1897

Orphans1898

Comparsa del nome attuale: 1899

4) Cincinnati Reds*

Anno di nascita: 1882

Debutto nella NL:1890

Altri nomi:Red Stockings 1882 - 1889

Red Legs1953 - 1958

Comparsa del nome attuale:1890

* I Cincinnati Red Stockings partecipanti al primo campionato NL del 1876 furono espulsi dalla lega nel 1880.

5) New York Giants

Anno di nascita:1883

Debutto nella NL:1883

Altri nomi:Gothams1883 - 1885

Comparsa del nome attuale: 1886

6) Philadelphia Phillies

Debutto nella NL:1883

Altri nomi:Blue Jays1944 - 1945

7) Pittsburgh Pirates

Anno di nascita:1882

Debutto nella NL:1887

Altri nomi:Allegheny1887 - 1889

Innocents1890

Comparsa nome attuale:1891

8) St. Louis Cardinals

Anno di nascita:1881 (debutto ufficiale AA: 1882)

Debutto nella NL:1892

Altri nomi:Browns Stockings1881 - 1899

Perfectos1892 – 1899

Comparsa nome attuale:1900

Nel 1900 i Brooklyn Superbas vinsero il pennant, superando nella classifica Pittsburgh di quattro lunghezze e mezza; nonostante il secondo posto, i Pirates si ritenevano superiori ai rivali, di conseguenza un giornale della Pennsylvania, il Chronicle Telegraph, organizzò una serie al meglio delle cinque partite, mettendo in palio un trofeo d’argento: pur giocando tutte le partite in trasferta, Brooklyn si aggiudicò la contesa per 3-1, confermando ulteriormente la legittimità del pennant.

Nel frattempo, però, all’orizzonte si stava materializzando una vera minaccia per la National League, molto più pericolosa della American Association o della Players League: Ban Johnson, leader incontrastato della Western League (forte lega minore presente nel Midwest dal 1894), decise di sfidare apertamente la National League, quando nel 1900 fondò la American League, per poi concederle lo status di major league l’anno successivo.

Otto furono le squadre presenti nella American League per la stagione 1901, anche se Ban Johnson (almeno inizialmente) non pareva interessato ad una compagine bostoniana, che fu creata solo grazie ai finanziamenti del magnate Charlie Somers,

1) Baltimore Orioles*

Anno di nascita:1901

Debutto nella AL:1901

* Questa squadra non va confusa con i diversi Baltimore Orioles del passato.

2) Boston Red Sox*

Anno di nascita:1901

Debutto nella AL:1901

Altri nomi:Americans1901 - 1902

Somersets1901 - 1902

Pilgrims1903 - 1904

Puritans1905 - 1906

Plymouth Rocks1906 - 1907

Comparsa del nome attuale:1907

* Questa squadra non va confusa con i Boston Red Stockings della National Association e della National League .

3) Chicago White Sox*

Anno di nascita:1900

Debutto nella AL:1901

Altri nomi:White Stockings1900 - 1901

Comparsa del nome attuale:1902

* Questa squadra non va confusa con i Chicago White Stockings della National Association e della National League .

4) Cleveland Indians

Anno di nascita:1900

Debutto nella AL:1901

Altri nomi:Blues 1901

Bronchos 1902

Naps 1903 - 1914

Comparsa del nome attuale:1915

5) Detroit Tigers

Anno di nascita:1900

Debutto nella AL:1901

6) Milwaukee Brewers

Anno di nascita:1901

Debutto nella AL:1901

7) Philadelphia Athletics*

Anno di nascita:1901

Debutto nella AL:1901

* Questa squadra non va confusa con i Philadelphia Athletics del XIX secolo

8) Washington Senators

Anno di nascita:1901

Debutto nella AL:1901

Altri nomi:Washington Nationals (1901-1955)

Comparsa del nome attuale:1956*

* Nonostante il nome ufficiale della squadra fosse Nationals, i tifosi preferivano utilizzare lo storico Senators, già utilizzato da altre squadre di Washington, ormai estinte . Soltanto nel 1956, la formazione fu ufficialmente ribattezzata Senators.

Tra coloro che aiutarono Ban Johnson nella formazione della American League, va segnalato Cornelius Alexander McGillicuddy, più noto come Connie Mack, che in seguito fu nominato manager degli Athletics: Mack, che mantenne la guida tecnica degli A’s per oltre cinquant’anni, aveva l’abitudine di indossare sempre (anche durante le partite) la giacca e la cravatta, evitando le classiche divise, sebbene ciò gli impedisse di entrare sul terreno di gioco.

Nel 1902 i Brewers lasciarono Milwaukee e diventarono i nuovi St. Louis Browns, mentre nel 1903 gli Orioles si trasferirono a New York (spostamento molto controverso), formando gli Highlanders, squadra il cui nome qualche anno più tardi sarebbe diventato Yankees.

Lo scontro tra National League (the Senior Circuit) e American League (the Junior Circuit) fu molto aspro e fu sicuramente favorevole alla neonata lega: potendo offrire degli stipendi maggiori, numerosi giocatori lasciarono la National League per trasferirsi nella American League, creando malumori tra i proprietari, che si vedevano privati delle proprie stelle.

Per la American League, invece, tutto stava procedendo a gonfie vele, poiché i primi due campionati si erano rivelati dei successi sotto ogni punto di vista: il titolo del 1901 fu assegnato ai Chicago White Sox, che con un bilancio di 83-53, superarono di quattro lunghezze i Boston Red Sox di Cy Young.

Per frenare lo scontro, i massimi dirigenti di National League e American League decisero di firmare un nuovo National Agreement (una vera e propria tregua), in cui furono sanciti dei punti importantissimi:

  • NL e AL sarebbero state due major leagues separate, ma di eguale importanza, con regole e leggi comuni e un calendario omogeneo.
  • Furono stabiliti i criteri di scelta dei migliori giocatori
  • Furono ri-determinate le minor leagues

In verità, il National Agreement non prevedeva un’eventuale sfida tra le due squadre campioni, tuttavia, Barney Dreyfuss (proprietario dei Pittsburgh Pirates) e Henry Killea (presidente dei Boston Pilgrims – Red Sox), notando il grande vantaggio delle proprie formazioni nelle rispettive classifiche, si accordarono per la disputa di una serie al meglio delle nove partite, inaugurando la tradizione delle World Series.

Boston si aggiudicò la sfida per 5-3, ma pur conquistando il pennant della American League anche nel 1904, non poté difendere il titolo di campione del mondo, poiché John T. Brush e John McGraw, proprietario e manager dei New York Giants campioni NL, rifiutarono la sfida contro la compagine del Massachussetts.

Fortunatamente, dal 1905 le World Series ricominciarono ad essere disputate e neanche le due guerre mondiali sarebbero riuscite a fermarle: l’era moderna del Major League Baseball era ufficialmente iniziata!



Stefano Quaino




Bibliografia


John Thorn, Pete Palmer, Michael Gershman, Total Baseball. The Official Encyclopedia of Major League Baseball. Seventh Edition, Kingston, New York, Total Sports Publishing, 2001, 2502 pp.

Thomas G. Aylesworth, Baseball‚s Great Dynasties. The Cubs, New York, New York, Gallery Books, 1990, 80 pp.

Milton Cole, Baseball‚s Great Dynasties. The Red Sox. New York, New York, Gallery Books, 1990, 80 pp.

Peter C. Bjarkman, Baseball‚s Great Dynasties. The Dodgers. New York, New York, Gallery Books, 1990, 80 pp.

Lawrence S. Ritter, The Glory of Their Times. The Story of the Early Days of Baseball Told by the Men Who Played It, New York, New York, Quill William Morrow, 1984, 360 pp.

< Donald Honig, Baseball When the Grass Was Real, Baseball from the Twenties to the Forties Told by the Men Who Played it. Lincoln, Nebraska, Bison Books, 1993, 320 pp.

Donald Honig, Classic Baseball Photographs 1869-1947. New York, New York, Smithmark Publishers, 1994, 182 pp.

Bruce Chadwick, Henry Spindell, The Boston Red Sox. Memories and Memorabilia of New England‚s Team. New York, New York, Abbeville Press, 1992, 132 pp.

Bruce Chadwick, Henry Spindell, The Dodgers. Memories and Memorabilia from Brooklyn to L.A., New York, New York, Abbeville Press, 1993, 156 pp.

Bruce Chadwick, Henry Spindell, The Cincinnati Reds. Memories and Memorabilia of the Big Red Machine, New York, New York, Abbeville Press, 1994, 156 pp.

Bruce Chadwick, When the Game Was Black and White. The Illustrated History of Baseball‚s Negro Leagues, New York, New York, Abbeville Press, 1992, 191 pp.

James Tackach, Joshua B. Stein, The Fields of Summer. America‚s Great Ballparks and the Players Who Triumphed in Them, New York, New York, Crescent Books, 1992, 160 pp.

Inizio Indice Storia & Storie

Indietro

 

Dati Anteprima.net