Vista dall'"ESTERNO"
Gli esterni: tre "sperduti" che danno spettacolo.
di Claudio Liverziani
Il ruolo dell'esterno è forse meno considerato
rispetto ad altri: il fatto di dover restare gran parte della partita
in "disparte", non permette all'esterno di mettersi in
evidenza come gli interni, interbase e seconda base soprattutto.
Per intenderci, i tifosi del Rimini hanno la fortuna di ammirare
Andrea Evangelisti e Dave Sheldon nei ruoli chiave della parte sinistra
del diamante. Devo ammettere che spesso rimango esterrefatto dalla
capacità di questi due giocatori di far sembrare facili le
cose difficili, finezze che solo il vero appassionato e attento
osservatore può cogliere.
Allo stesso tempo i raffinati palati dei tifosi riminesi possono
soddisfare le loro voglie di spettacolo con, a mio parere, il miglior
difensore del campionato
Jim Vatcher.
Jim possiede tutte quelle qualità che un buon esterno deve
avere: tempismo, anticipazione, velocità, intelligenza tattica
e precisione.
Avere tempismo significa leggere la mazza del battitore,
concentrarsi non su quest'ultimo ma sull'area di strike, in modo
da "scorgere" l'inclinazione della mazza al momento del
contatto con la palla. Anticipare significa conoscere il battitore,
le sue caratteristiche ed il suo modo di girare la mazza. Di solito
bastano un paio di turni per capire il "tipo" di battitore,
se batte bene in campo opposto, oppure se "tira" tutto
in anticipo. A seconda delle caratteristiche di quest'ultimo, l'esterno
sarà propenso a muoversi in una certa direzione, visualizzando
nella sua testa la possibile traiettoria della palla, sempre stando
attento a non farsi sorprendere.
L'intelligenza è la capacità di non farsi cogliere
mai impreparati. Un esterno gioca, in media, quattro o cinque palle
a partita, tra volate e rimbalzanti: veramente poche. Quindi è
difficile rimanere concentrati per tutto l'arco del match. E' per
questo che e' facile farsi cogliere impreparati: magari si sta pensando
al proprio turno in battuta, oppure si sta osservando chi è
salito dalle scale della tribuna
in ogni caso un esterno disciplinato
deve sempre sapere quanti out ci sono; chi è alla battuta
e le sue caratteristiche; ma soprattutto deve chiedersi: "gli
uomini in base, dove sono? Sono veloci? Se mi arrivasse la palla
dove la tirerei?
E in caso di doppio?".
Tutto questo prima che arrivi la pallina. Ma, una volta che arriva,
di cosa ci si deve preoccupare? La frase piu' comune che si rivolge
ad un esterno è sicuramente "tira al taglio". Parole
sante: non importa quanto uno abbia il braccio forte o debole, perche'
in ogni caso la possibilità di cogliere un uomo in base corre
sul filo dei decimi di secondo. Tempo prezioso che si può
guadagnare preparandosi in maniera adeguata a ricevere la palla,
avere un rilascio veloce ma soprattutto essere precisi cercando
sempre di "mirare" il nostro punto di riferimento e cioe'
l'interno più vicino a noi.
Molto spesso si sente dire che gli esterni dovrebbero
"pagare il biglietto per vedere la partita". I giovani
alle prime armi, a volte snobbano questo ruolo che in apparenza
può sembrare noioso e fuori dal gioco. Posso assicurare che
la maggior parte dello spettacolo su un campo da baseball è
garantito soprattutto da questi tre "sperduti" nel campo
esterno al diamante. Corse, tuffi, tiri potenti e precisi: la gente
paga il biglietto per vedere questo tipo di gioco (oltre ai fuoricampo,
naturalmente). Sono sicuro che i riminesi vengono allo stadio per
vedere anche un Jim Vatcher in veste difensiva, pur sapendo ciò
che riesce a fare con la mazza
E penso che siano fortunati!
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