Interviste

Marco Mazzieri: "Tutti dobbiamo fare un salto di qualita'"

di Flavio Semprini

Marco Mazzieri e' stato eletto in Consiglio federale. E' l'unico degli atleti eletti ad essere stato presente nel precedente gruppo dirigente del baseball italiano (ma senza diritto di voto e con solo parere consultivo). Questo prevedevano le vecchie regole. Con Marco, fresco di 'divorzio' dal baseball giocato, abbiamo fatto una chiacchierata sul passato e sul futuro di questa esperienza da rappresentante dei giocatori in Consiglio.

Il nuovo Consiglio nazionale della Fibs e' stato eletto. Tu ne hai gia' fatto parte. Che tipo di esperienza e' stata? Piu' soddisfacente o piu' frustrante?

Entrambe le cose. Soddisfacente perche' la mia presenza e' servita a far conoscere ed apprezzare in ambito federale la trasparenza e il rispetto per gli altri che noi atleti ci sentiamo di dimostrare giornalmente, sul campo, ogni partita. Frustrante perche' ho avuto la sensazione che spesso si sia guardato piu' all'interesse del proprio orticello piuttosto che all'orizzonte totale del baseball. Oltre a questo poi, il fatto che la mia presenza sia stata senza diritto di voto, come previsto dal vecchio statuto, rendeva il mio compito molto limitato. Anche se quando ho voluto dire la mia, ad onor del vero, me ne e' stata data la possibilita'.

In questo periodo passato nel "governo" del baseball italiano, c'e' stato un risultato, un progetto, una realizzazione che ti abbiano particolarmente soddisfatto o colpito? E, al contrario, c'e' stato qualcosa che avresti voluto fare o veder realizzato e invece...

Tra le cose che mi hanno soddisfatto, senza dubbio l'introduzione delle mazze di legno, del cui uso in campionato ci sentiamo di avere avuto una buona responsabilita'. Poi la sempre maggiore importanza a livello mondiale che ha acquistato il movimento del softball.
Mi sarebbe piaciuto che i tesseramenti potessero essere riaperti a meta' stagione, perlomeno per la A1 e la A2 in modo da permettere ai giocatori che se lo meritavano di salire di categoria. Questo avrebbe portato, per le societa', la possibilita' di avere rose piu' corte, per gli atleti un maggior impegno nel far bene e nel non "vivacchiare" sugli allori. Se ci deve essere un miglioramento questo deve passare anche e soprattutto attraverso un maggior impegno e una maggiore professionalita' degli atleti.

Con il nuovo statuto e le nuove regole, veramente i giocatori potranno contare di piu' ?

Il fatto di avere diritto di voto senza dubbio dara' una buona spinta. Ma quello che, secondo me, risultera' piu' importante sara' il contributo di conoscenza dei problemi del campo.

Quali sono gli obiettivi minimi ai quali la categoria dei giocatori deve puntare nel prossimo quadriennio ?

E' presto detto: assicurazione obbligatoria; creazione e riconoscimento dell'Associazione Giocatori; eventuali parametri di svincolo.

Data la tua esperienza, credi che gli atleti faranno "corpo unico" nel chiedere quel che loro spetta, oppure temi ci saranno divisioni? E se lo temi, perche' ?

I giocatori faranno sicuramente corpo unico, e sara' importante non perdere di vista quello che e' il valore in piu' che noi possiamo dare: l'esperienza diretta del campo. Non vogliamo essere dei sindacalisti.

Domanda credo difficilina: cosi', al volo, dammi qualche idea che vorresti portare in Consiglio per rivitalizzare il baseball sul campo, sugli spalti e sui media.

In America c'e' un "detto": i grandi vengono pagati per fare il gioco dei bambini. Il baseball e' un "gioco" e come tale va considerato. Piu' bambini lo giocano, piu' genitori sono coinvolti, piu' famiglie andranno allo stadio di baseball (che si presta bene) a passare una giornata.
Facciamo giocare di piu' e meglio i bambini per creare, o meglio, ricreare un certo tipo di entusiasmo che esisteva negli anni '80. Rendiamo il baseball un "passatempo"! In questo, pero', devono fare un salto di qualita' anche le societa', che dovrebbero organizzarsi in questa direzione. Non e' questione di spendere tanti soldi, ma di organizzarsi meglio. Anche gli atleti devono, pero', fare la loro parte. Basta atteggiamenti nevrotici, basta fumare nei dug-out, basta cellulari in panchina, rimbocchiamoci le maniche tutti insieme. Gli olandesi, che dal punto di vista organizzativo sono molto piu' avanti di noi, sono alla nostra portata, tecnicamente parlando.

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