Interviste

Marina Centrone: "Gioco aggressivo per la mia nazionale"

di Flavio Semprini

Marina Centrone è il nuovo manager della nazionale maggiore di softball. La notizia girava nell'ambiente da qualche tempo e l'investitura ufficiale è arrivata con il consiglio federale di sabato 5 marzo. Centrone non potrà prendersela comoda: già dal 15 al 20 marzo, a Tirrenia, è in previsione un raduno della nazionale.

"Parteciperanno soprattutto delle giocatrici giovani, juniores o appena uscite da questa nazionale - afferma il neo manager delle azzurre e aggiunge - non ho bisogno di valutare atlete che fanno parte del gruppo storico della nazionale e che già sono conosciute sia da me che dal resto dello staff. In linea di massima posso dire che nei giorni del ritiro lavoreremo sulla battuta e sulla difesa, senza stravolgere le caratteristiche proprie di ogni giocatrice".

La federazione le chiede di mantenere la nostra nazionale ad alti livelli: si deve fare una bella figura ai prossimi europei. Sembra che quest'anno le società di A1 abbiano chiamato, nel complesso, meno giocatrici oriunde rispetto agli anni scorsi. Dunque è possibile che lei debba scegliere in maniera diversa rispetto ai suoi predecessori, privilegiando le atlete di scuola italiana. E' un bene? E' un'opportunità? E' un problema?

"Siamo all'inizio di un quadriennio olimpico, il periodo giusto per provare nuove giocatrici di scuola italiana. Il risultato agli europei è importante: arrivare fra le prime tre squadre consente di disputare i prossimi mondiali, un appuntamento che non vorremmo mancare. Posso dire che, fin dove sarà possibile, giocheremo con giocatrici di scuola italiana, poi si vedrà. Sulle lanciatrici, in particolare, stiamo già lavorando da qualche tempo. Ci aspettiamo buone cose da Moretto, Turazzi (che è infortunata e non risponderà a questa prima chiamata) e Balloni. Contiamo anche sulle giocatrici che andranno a ricoprire gli altri ruoli chiave del diamante. Uno per tutti, il ruolo di interbase. Marta Gambella, infatti, è in stato interessante e dunque dovremo fare a meno anche di lei".

Come vorrebbe far giocare la sua nazionale?

"Vorrei una squadra aggressiva, con tanti bei corridori sulle basi. Una squadra di contatto, che metta le avversarie sotto pressione in ogni momento. Che cerchi il line drive e non solo la soluzione di potenza. Sulla corsa e sul comportamento sulle basi lavoreremo molto. Su quest'aspetto il softball italiano è un po' carente".

Ai suoi predecessori, Judy Garman e Barry Blanchard, fu rimproverato di affidarsi troppo alla soluzione di potenza nei momenti topici. Scelta che, col senno di poi, non ha portato frutti. E' per questo che vuole un cambiamento tattico?

"Non credo che Garman e Blanchard abbiano commesso degli errori veri e propri. Direi piuttosto che hanno scelto di far giocare la nazionale secondo la loro cultura e impostazione tecnica. In questo momento l'Italia non ha tante giocatrici 'grosse e potenti' come possono averle Stati Uniti, Australia o altri. Dunque credo sia bene affidarci a caratteristiche di gioco che oggi ci sono proprie: agilità, velocità, fantasia".

Lo staff della nazionale in parte è cambiato. Non c'è più Giacomo Livi ed entra Paola Marfoglia.

"La filosofia seguita è stata quella del ringiovanimento.Anche Giacomo, col quale abbiamo tranquillamente parlato, condivide questa impostazione ed ha trovato giusto farsi da parte. Paola Marfoglia si occuperà degli interni, Monica Corvino sarà il pitching coach e curerà le batterie. Integreremo lo staff con un altro tecnico, del quale per ora non posso fare il nome, che si occuperà degli esterni".

La nomina di Tonino Micheli a coordinatore delle nazionali ha suscitato qualche sorpresa.

"Con Micheli abbiamo parlato a fondo prima di iniziare questa avventura. E' un tecnico di grande esperienza: darà dei consigli a tutti gli staff ma non interverrà nel lavoro pratico sul campo. Le faccio un esempio: ho preparato il programma per il raduno del 15 marzo e poi ne parlato con Micheli per vedere, assieme, di miglioralo prima di andare in campo. Così farà per le altre nazionali chiedendo a tutti i tecnici di lavorare in sintonia tecnica fra loro".

 

Flavio Semprini

7 marzo 2005

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