Interviste

Totoni Sanna: "far giocare di piu' le atlete"

di Flavio Semprini

Totoni Sanna è il responsabile del gruppo di lavoro sul softball che il consiglio federale ha costituito assieme ad altri (giovanili, nazionali, campionati). La situazione del softball italiano è critica e su questa il "gruppo Sanna" deve intervenire. Cosa farà?

"Abbiamo un compito complesso da portare avanti - dice Sanna che, lo ricordiamo, è anche presidente del Nuoro softball e vicepresidente della federazione europea del softball - dovremo ripensare i campionati; incrementare il numero delle atlete; aumentare la promozione nelle scuole ottimizzando il lavoro che la stragrande maggioranza dei club già fa. Ci metteremo in ascolto delle società e cercheremo di trovare soluzioni. La crisi del movimento femminile è evidente, soprattutto nelle giovanili, e credo si possa dire che va di pari passo con la crisi di tutto lo sport femminile italiano. Naturalmente questa situazione generalizzata non ci esime dall'impegnarci al massimo".

Cosa significa, in concreto, ripensare i campionati?

"Come noto, c'è l'idea di portare la serie A1 a otto squadre. Si tratta di un'ipotesi che deve essere valutata a fondo con le società. Ovvio che non pensiamo di far giocare un minor numero di partite alle giocatrici, cosa che sarebbe controproducente. Anzi, già quest'anno, con la disputa della Coppa Italia e di altre manifestazioni, si giocherà di più. Vorremmo solo diminuire la durata nel tempo del campionato, in modo da far disputare più incontri alle nazionali e alle rappresentative giovanili. Come nel baseball è partito il progetto verdeazzurro, così partirà il progetto verderosa nel softball che darà modo alle giovani di misurarsi in ambiti più competitivi. Il nostro obiettivo finale è far giocare tutte le giocatrici, di tutti i livelli ed età, il più possibile".

Perchè la federazione ritiene così importante avere una nazionale forte?

"Una nazionale competitiva dà più visibilità a tutto il movimento e, se arriva alla qualificazione per le olimpiadi, gode dei contributi Coni in chiave di preparazione olimpica. Questo libera delle risorse che possono essere investite a vario modo nel movimento".

Campionato di A2. Ventiquattro squadre non sono troppe? Massimo rispetto per tutti, ma per completare la "griglia di partenza" si è arrivati a ripescare anche chi era retrocesso dalla B alla C.

"Nel creare la nuova A2, siamo partiti dalle esigenze delle società. Molte squadre avevano scritto in federazione lamentando la lunghezza delle trasferte e gli alti costi. E prima dell'inizio del campionato si registrava sempre un certo numero di ritiri. L'anno scorso, di contro, la serie B contava su 21 club iscritti sui 32 posti a disposizione. Con la nuova A2 si è cercato di fare un po' d'ordine. Certo, siamo consapevoli che in questo primo anno ci possono essere dei dislivelli notevoli fra una squadra e l'altra, però tutto dovrebbe livellarsi già dal prossimo anno".

La serie B da quest'anno è organizzata dai comitati regionali. Cosa cambia?

"E' importante che le Regioni si rendano conto che diventano delle piccole "federazioni" sul territorio. Hanno grandi responsabilità nell'organizzare e devono aiutare il movimento ad incrementare l'attività".

Flavio Semprini

19 febbraio 2005

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