Interviste

Ilaria Pino: Un'italiana a New York

di Flavio Semprini

Ilaria Pino si trova negli Usa a insegnare softball. La cosa potrebbe sembrare paradossale (una italiana che "insegna" softball alle americane? Impossibile!) se non fosse che Ilaria, da un paio d’anni a questa parte, si e' affermata come una delle giovani giocatrici italiane di maggiore talento. E queste sue doti le ha potute sfoggiare in campo internazionale, olimpiadi comprese. Quello di "insegnare softball" negli Usa e', dunque, un fatto meno paradossale di quel che sembri e, certamente, una bella notizia per tutto il nostro softball.

Allora Ilaria, come e' nata l'opportunita' di andare a New York e cosa stai facendo li', esattamente? Come si svolge la tua "giornata" sportiva?
L’opportunita' di venire qui a New York e' nata qualche mese fa quando Lisa Iancin, giocatrice della lega professionistica americana per la squadra di New York e mia amica, mi ha proposto di darle una mano nel suo lavoro all’accademia Jack Cust, nel New Jersey, dando lezioni private ai catchers. Il mio lavoro consiste nel dare lezioni private a ragazze che vanno, piu' meno, dai 12 anni ai 18 anni e che sono intaressate a lavorare privatamente con me sui vari fondamentali del ruolo in questione.
La mia "giornata" sportiva inizia appena dopo pranzo quando arrivo all’accademia. Prima dell’arrivo delle ragazze ho il tempo di lavorare su me stessa andando in palestra o battendo con la macchina lancia palle piu' tecnologica di tutto il Paese. Solo qui hanno la Pro Batter Fast Pitch Softball Hitting, in pratica una macchina lancia palle con mega schermo che proietta l’immagine del lanciatore, il tutto collegato ad un computer. Ovvero, tutto quello che un battitore puo' desiderare.

Quali sono i tuoi obiettivi "finali" riguardo a questa esperienza?
Sapere quali sono i miei obiettivi finali e' una domanda importante... Per adesso posso dire che a livello personale sara', sia nel bene che nel male, un`esperienza che mi arricchira'. A livello sportivo ho la fortuna di lavorare con professionisti e giocatrici di massimo livello, e di avere contatti che in Italia sono impensabili, quindi sicuramente e', per me, un importante passo in avanti.

E il resto del tempo come lo passi? C’e' qualcosa di curioso o particolare che ti ha colpito?
Questa domanda mi piace... Dunque: devo fare anche un po’ la turista e quindi, da buona turista, visito la citta' durante il weekend. Ma e' da poco che sono qui e devo ancora capire come fare a non perdermi! La cosa che piu` mi ha colpito e' la mescolanza di culture che incontri camminando per strada e, nonostante la apparente vita frenetica di Manhattan, la tranquillita' e spensieratezza interiore delle persone. Un contrasto a dir poco inquietante.

Domanda banale e complessa allo stesso tempo: quali sono le differenze piu' evidenti nel vivere il softball negli Usa e in Italia? Cosa c'e di differentemente organizzato?
La vera differenza tra il softball italiano e quello americano e' la quantita' di gente che pratica questo sport. Da noi e solo passione portata avanti da qualche famiglia, qui e' passione trasformata in business, che diventa dollaro a piu' zeri.
Qui ci sono a disposizione spazi (come l`accademia) per venire (a pagamento), a fare due battute dopo la scuola. C’e' da ricordare che in America niente e' gratis! Quindi tutti sono disposti a prendere lezioni private per coltivare la propria passione. E` come se tutti di softball ne sappiano un po’. Quanto basta per scendere in campo e giocare una partitella tra amiche.

Cosa pensi ti porterai a casa da questa esperienza?
Sicuramente portero' con me la differente mentalita' per quanto riguarda l’ambito lavorativo. E’ quello che mi colpisce di piu' ultimamente. E’ come se nella loro mente passasse costantemente questo pensiero: "questa mattina alzati e vai a guadagnare piu' soldi possibili perche' domani non sai dove sarai!".

Che bilancio puoi tracciare della passata stagione, sia per quel che riguarda la nazionale che la tua squadra di club, il Caronno? Che tipo di emozione e' stata l'olimpiade?
Sono assolutamente contenta per quanto riguarda la passata stagione. Prima di tutto perche' ho raggiunto il mio sogno, partecipare alle olimpiadi, l’emozione piu' grande della mia vita. A sua volta l’olimpiade e' stata un’esperienza bellissima e unica, ma anche una delusione perche' non abbiamo saputo centrare il nostro obiettivo che, negli ultimi anni, era costato duro lavoro da parte di tutti: staff e giocatrici. Comunque per me il bilancio e' positivo, perche' l`olimpiade e' qualcosa da togliere il fiato!
Per quanto riguarda il mio club, sono contenta: ho giocato un bel campionato, soprattutto per quello che riguarda la battuta, e tutta la squadra ha giocato una bella season, raggiungendo ancora una volta i playoff.

Quali sono i tuoi obiettivi per il 2005?
Il mio obiettivo rimane sempre lo stesso: giocare una stagione ad alto livello e migliorare per quanto mi e' possibile, cercando di dare un contributo importante sia alla mia squadra sia alla nazionale italiana.

Flavio Semprini

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