Interviste
Flavia Ciliberto: "La fantasia al potere"
di Flavio Semprini
"Ero stanca d’avere problemi nel trovare giocatori per le giovanili
e per il softball, cosi' ho cercato di pensare a qualcosa di pratico e facilmente
attuabile: un gioco che potesse coinvolgere direttamente le maestre delle elementari
e delle materne".
E’ questa l’idea di base dalla quale e' partita Flavia Ciliberto per dare vita
al "battiecorri" e al "battirispondiecorri". Due "pratiche" che hanno permesso
al baseball giovanile di entrare nelle scuole di Sanremo, e non solo, sotto
forma di gioco. Il tutto senza entrare in concorrenza con gli altri sport. Assumendo,
anzi, una connotazione formativa piuttosto interessante. Cosa che non e' per
niente dispiaciuta alle stesse maestre.
La Ciliberto e' di Sanremo, allena dal ’92 e prima ha giocato a softball come
lanciatrice e prima base a vari livelli (dalla quarta alla seconda serie nazionale).
Un pozzo di esperienza.
Dunque: lei e' andata nelle scuole e...
No. Quando, nel 2000, ho pensato al "battiecorri", l’ho pensato in rapporto
alla citta', oltre che alle scuole. Ho selezionato sei negozi per bambini, ci
sono andata e ho detto loro: "Ehi! Guardate che c’e' in piedi questa grossa iniziativa
in citta'! Il vostro negozio puo' apparire su 5.000 pieghevoli (che ho realizzato
in casa); su un sito internet creato per l’occasione (costruito da mio fratello);
su centinaia di palloncini colorati (ci ho pensato io); come sponsor di un gioco
radiofonico (che ho messo in piedi grazie ai buoni rapporti con una radio locale).
Tutto questo a voi costa poco, appena 500mila lire! E, in piu', se volete, potete
anche mettere un vostro striscione al campo da baseball".
Insomma, ha tirato fuori un bel talento commerciale.
Beh! Diciamo pure che ho riscosso molto successo. I negozi hanno dato vita a
squadre formate da bambini, clienti degli esercizi stessi. Solo dopo sono andata
in alcune scuole elementari e materne e li' ho detto: "Ehi! C’e' un grosso evento
in citta' organizzato dai commercianti! Volete partecipare con vostre squadre?".
Assieme alle maestre, abbiamo fatto giocare gli alunni a "battiecorri" nelle
scuole. Poi tutte le squadre si sono presentate al campo per la giornata finale,
che si e' rivelata un successo notevole.
Il "battiecorri" non e' vero e proprio minibaseball.
No, si tratta di battere una pallina di gomma leggera posta su un cono, con
una mazza di spugna. Battuta la palla, si deve correre verso un panno spugna
posto ad una distanza che varia secondo l’eta' dei bambini. Volutamente non uso,
durante il gioco, terminologie come "base", "salvo", ecc. Voglio che resti il
piu' possibile la dimensione del divertimento. Non ci sono vincitori, ne' partite
in senso classico.
Risultati numerici?
Il risultato fu che entrarono nelle nostre giovanili cinque bambini e due bambine.
Le ragazzine, quest’anno, hanno portato altre loro nove amiche. Nel 2003 ripeteremo
l’esperienza e credo entreranno in societa' altri bambini e bambine. Continuando,
penso che la crescita nelle iscrizioni sara' sempre maggiore.
E poi ha "inventato" anche il "battirispondiecorri". Che cos’e'?
C’e' una sola variante rispetto al "battiecorri". Per correre si deve rispondere
ad una domanda posta da una maestra, altrimenti si resta al piatto anche se
si e' colpita la pallina. In questo modo, oltre alle maestre di educazione motoria,
si coinvolgono anche le altre docenti. Le squadre si possono cosi' sfidare a
correre su domande di storia, matematica, italiano, geografia, ecc. Il gioco
diventa quindi un modo divertente di apprendere. Una scuola materna mi ha fatto
sapere di aver organizzato un campionato di "battirispondiecorri" di ben 17
giornate. In questo modo il baseball entra nelle scuole come fatto "di costume".
Tra qualche anno sara' dunque piu' facile avere dei giocatori. Inoltre una scuola
elementare mi ha chiesto di andare ad insegnare softball.
Lei aveva anche il problema di rimpinguare la squadra di softball.
E’ vero. Percio' mi sono inventata una selezione in spiaggia. Il motto era "Cerchiamo
ragazze per la serie A". Poi mi sono chiesta: "Come faccio ad avere tante ragazze
alla selezione? Cosa attira le ragazze?" Risposta: "I ragazzi". Allora ho fatto
fare volantinaggio in spiaggia ai giocatori piu' carini della juniores. Il giorno
della selezione c’erano diverse "aspiranti". Dopo la "selezione" un paio sono
venute al campo per giocare. Una gioca tutt’ora. Finita l’estate, sono andata
nelle scuole superiori. Anche in questo caso ho pensato ad un meccanismo tipo
"selezione". Il risultato e' stato buono: ho recuperato tre giocatrici che avevano
smesso ed ho acquistato due nuove ragazze.
Flavio Semprini
11 febbraio 2003
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