Interviste

Giampiero Faraone: "Rispetto per tutti, paura di nessuno"

di Flavio Semprini

Come sappiamo, le nazionali maggiori di baseball e softball affrontano quest'anno un grosso impegno: la qualificazione alle Olimpiadi. Come sappiamo, questa è importante perché dà modo alla Federazione di accedere ai fondi Coni per la preparazione olimpica, che rappresentano una parte essenziale del bilancio federale.

Come sappiamo, ciò non sarebbe stato vissuto come un problema, se agli ultimi europei di baseball non fossimo usciti, in malo modo, contro la Russia. Adesso, un qualche brivido di paura corre lungo la schiena. Perché i russi presenteranno una squadra competitiva. Perche' la Repubblica Ceca comincia ad avere giocatori interessanti. Perché non si sa mai che qualche sgradita sorpresa...

Tra i due manager azzurri, insomma, quello che rischia di più è Giampiero Faraone. Ma il condottiero di tante battaglie guidate con saggezza e furbizia dal dug-out del Nettuno, non è troppo preoccupato. Lo abbiamo incontrato durante la recente Coach Convention di Spoleto.

"Preoccupato? Sinceramente no. - attacca Faraone - Ho qualche timore per il poco tempo che abbiamo a disposizione per preparare l'impegno delle qualificazioni. Ho chiesto alla Federazione di organizzare una settimana di allenamenti nel periodo in cui si gioca la Coppa Campioni, dal 16 al 22 giugno. Con noi non ci saranno i nazionali riminesi impegnati in Coppa, ma cercheremo di fare base in una località vicina a Rimini, in modo da poter essere vicini sia a loro, sia agli olandesi, ai quali non mancheremo di dare un'occhiata molto attenta". Il 30 giugno radunerò la squadra per la doppia trasferta olandese. L'11 luglio iniziano gli Europei, il 23 le qualificazioni olimpiche. Come vede, non abbiamo molto tempo per prepararci. Però nel 2002 abbiamo svolto un buon lavoro: abbiamo creato la base della nazionale. Un lavoro che ci tornerà utile quest'anno.

Dunque il gruppo azzurro è già formato.

Diciamo pure che si è già formato un gruppo.Non sarebbe male aggiungere qualcosa, in special modo sul monte.

Un problema ormai "classico".

Quello del pitcher è il ruolo più difficile. E' per questo che ce ne sono pochi.

Ricardo De Santis potrà essere della partita?

Sembra proprio di sì. Pare che nel contratto che lo lega ai professionisti americani, abbia fatto mettere una clausola che gli permetterà di partecipare a Europei e qualificazioni olimpiche. La presenza di Riccardo è importante. Lui è uno dei nostri punti di forza, non è più solo un buon prospetto. Durante l'Intercontinentale ha costretto Cuba al bunt già al secondo inning. Questo dimostra che i cubani, in quel momento, temevano lui e la squadra.

A proposito della squadra. Secondo lei la nazionale non tende un po' a "sedersi", dopo aver svolto il "compitino"? Mi spiego, dopo aver battuto Panama all'Intercontinentale, gli azzurri è sembrato s'accontentassero.

Sinceramente, credo si siano sentiti "appagati" nella partita con il Messico, e l'ho anche detto ai giocatori: "se abbiamo la possibilità di fare di più, perché non farlo?" Altrettanto sinceramente, devo dire che nella seconda fase dell'Intercontinentale il divario era netto ed i nostri lanciatori erano molto stanchi.

Un giudizio generale sui giocatori che hanno vestito l'azzurro sotto il suo comando?

Positivo. Nei tre momenti azzurri del 2002 Florida, Messina e Cuba, hanno giocato 46 atleti. Posso dire che c'è materiale sul quale lavorare. Forse ci manca qualche leader in campo, qualcuno che guidi la squadra dal punto di vista psicologico. Liverziani può essere uno di questi leader soprattutto per come si esprime attraverso il gioco. Altri tra i più anziani possono esserlo per l'esperienza.

Obiettivo principale di questa stagione, la qualificazione olimpica.

Naturalmente. Credo che la formula ci possa dare una mano: le sei squadre si affronteranno in un round robin "tutti contro tutti". Questo dovrebbe favorire i più forti, cioé noi e gli olandesi. Puntare alla qualificazione olimpica non significa che giocheremo l'Europeo in tono minore: proveremo a vincere. Non sarà facile: gli "orange" sono fortissimi in casa. Li abbiamo sconfitti pochissime volte con la nazionale, però qualche volta ci siamo riusciti.

Dell'Olanda sappiamo molto. Ha notizie della Russia e della Repubblica Ceca?

Negli ultimi sei mesi i russi si sono allenati con coach cubani. Un gruppo di allenatori caraibici partiva dall'Isola proprio nel periodo in cui noi abbiamo affrontato l'Intercontinentale. Ho molto rispetto anche dei giocatori Cechi. In Coppa Campioni li ho incontrati col Nettuno e ci hanno battuto. Non sarà più facile come un tempo. Dunque dobbiamo avere rispetto per tutti, e paura di nessuno.

Un'ultima domanda. Si aspettava che fosse esattamente così, fare il manager della nazionale?

Si, mi aspettavo quel che ho trovato. Per tanti anni ho fatto da coach ad Ambrosioni, dunque sapevo quel che mi aspettava nel ruolo di allenatore capo. E' un impegno diverso rispetto a quello di manager di un club. Più difficile dal punto di vista psicologico.

Flavio Semprini

28 gennaio 2003

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