Interviste

Beppe Massellucci: "Alla ricerca di nuovi talenti"

di Flavio Semprini

Beppe Massellucci, con i tecnici cubani Manuel Cortina e Pedro Rodriguez, ha il compito di gestire la nazionale dei P.O., i probabili olimpici. Un compito di grande responsabilità. Si tratta di "scovare" i giovani talenti italiani nati fra il '78 e l'84, e di portarli ad un competitivo livello internazionale, sfruttando anche il lavoro dei club. L'obiettivo sono le Olimpiadi del 2008. Anche se, come ha scritto Riccardo Schiroli su Baseball.it basandosi su fonti definite attendibili, "qualcuno" starebbe pensando di togliere il baseball dal programma olimpico.

"Spero che questo non accada - attacca Massellucci - il lavoro di 'scouting' che stiamo facendo non ne verrebbe inficiato, anche perché esistono altre manifestazioni alle quali può partecipare una P.O. Però tutto il movimento, italiano e mondiale, perderebbe una vetrina importante".

A proposito di scouting, come state lavorando per farvi un'idea di quanto esprime il movimento?

 

Per quest'anno ci siamo dedicati alla A2. Finora abbiamo visionato 11 incontri per un totale di 22 partite. Questo fine settimana saremo a Piacenza per Piacenza - Novara ed a Parma per Junior Parma - Palermo. Il 7 settembre sarà la volta di Collecchio - Messina, Milano - Piacenza e Alpina - Poviglio. Il 14 vedremo Reggiana - Messina, Imola - Verona e Sanremo - Milano. Il 21, ultima giornata di campionato, Nettuno2 - Poviglio, Viterbo - Godo e Redipuglia - San Marino. Il prossimo anno andremo anche a curiosare in serie B. La A1 ci dà meno problemi: conosciamo tutti i giovani che ci giocano e dati e statistiche di ognuno sono facilmente reperibili. E' nostra intenzione setacciare il movimento cercando di non tralasciare nessun atleta che potrebbe essere interessante in chiave P.O. Certo, potremo commettere degli errori, ma stiamo cercando di lavorare con molta attenzione. Ogni fine settimana, ognuno di noi tre va a vedere un incontro diverso; cerchiamo di dividerci in maniera tale che un giocatore sia giudicato da almeno due di noi in quattro partite diverse. Questo dovrebbe limitare i nostri errori di giudizio.

Abbiamo deciso di agire in questo modo perché così possiamo vedere i giocatori in una situazione in cui prevale la tensione agonistica. Ci pare un metro di giudizio più veritiero rispetto ad uno o più raduni in collegiale. Poi, ho notato che i ragazzi, quando sanno che siamo sul campo a visionarli, si impegnano ancor più del solito. E' una buona cosa: se si gioca sempre ai propri massimi livelli, si migliora per forza.

Quali criteri seguirete nello stilare i vostri giudizi?

Ovviamente sia quelli "misurabili": velocità dei lanciatori, del tiro in seconda del ricevitore, della corsa sulle basi; sia quelli che provengono dall'osservazione sul campo: capacità della lettura della battuta, tecnica di presa e di tiro, tecnica del lancio e della battuta, ecc. Poi cercheremo di raccordarci con gli allenatori dei club perché i ragazzi lavorino sempre al meglio. Il tutto sarà completato da una scheda tecnica valutativa finale. Personalmente mi sto orientando verso giocatori di grande stazza fisica, diciamo sul metro e 90 centimetri. Questo perché sono convinto che se si ha una buona "base", poi si può lavorare con più profitto sulla tecnica. Naturalmente il discorso vale soprattutto per i lanciatori ed i battitori di potenza. In ruoli quali interbase o terza e seconda base, sono richieste doti di velocità ed agilità che sono più facilmente riscontrabili in atlleti normolinei o brevilinei.

C'è qualche giocatore che l'ha colpita?

Naturalmente: giovani interessanti, ce ne sono. Se pemette, però, preferirei non fare nomi. Sarebbe prematuro. Inoltre debbo ancora confrontarmi con Cortina e Rodriguez, che sicuramente avranno altri nomi ed attente osservazioni da mettere in luce.

Il problema più grande sarà creare delle batterie competitive.

Si, sarà così. Ci sarà da lavorare moltissimo. In passato siamo stati abituati fin troppo bene con grandi ricevitori, abili sia nella gestione del lanciatore che in battuta. Mi riferisco ai vari Bianchi, Gambuti, Castelli. Oggi ricevitori di questo livello non ci sono. Per quel che riguarda i lanciatori, vale lo stesso discorso: dovremo lavorare sodo per trovare nuovi buoni pitcher.

Quale sarà l'attività della nazionale P.O.?

Giocherà almeno un paio di volte all'anno, preferibilmente prima e dopo il campionato, tornei o serie di partite contro squadre leggermente più forti. Questo perché vogliamo evitare i raduni: sono noiosi e poco utili. E poi perché pensiamo che dal confronto con atleti un po' più bravi i nostri possano migliorare. Saranno infatti sempre costretti a giocare al limite massimo. Dal punto di vista dell'impegno, mi piacerebbe andasse come in Florida all'inizio dell'anno: mi ricordo che, tra le altre, giocammo contro un'Università americana, 24esima nel ranking nazionale. Tenemmo per quasi tutta la partita, nonostante loro battessero con l'alluminio e noi col legno.

 

Flavio Semprini

29 agosto 2002

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