Interviste

Nello Rega: "Perche' sto con Cesare Vita"

di Flavio Semprini

Perche' anche lei ha deciso di lasciare il Gruppo Aperto come Cesare Vita? Qual e' stato il 'punto di rottura'?

Innanzitutto grazie per la possibilita' di poter chiarire ogni dubbio e rispondere ai mille interrogativi. Non credo di aver abbandonato il Gruppo Aperto. Ho solo seguito, come avevo fatto il 21 gennaio scorso, la vera filosofia di questo sport. Credo fermamente in quello che ho detto a Milano, il giorno della 'liberazione'. Al nostro movimento servono democrazia, rappresentativita', visibilita' e comunicazione.
Prima di quella fatidica elezione avevamo costruito il cosiddetto gruppo del 'Pulmino'. Qualcuno era salito all'inizio, come Pier Paolo Vita, altri si sono aggiunti. Insieme abbiamo portato ovunque il nostro messaggio di cambiamento. Gli elettori ci hanno dato ragione. Ed e' subito partito il nuovo corso. Poi, ma non voglio entrare nel merito perche' i protagonisti dell'inceppamento non possono replicare, qualcosa si e' fermato. Ed ora eccoci di nuovo qui. Ebbene io sono sempre dell'idea di quel "pulmino" e di quel cambiamento. C'e' stato solo, purtroppo, uno stop inatteso. Per questo ho deciso di farlo ripartire e in questo ho trovato un alleato di tutto rispetto che e' Pier Paolo Vita. Non c'e' stata rottura con il Gruppo Aperto ma solo divergenze di opinione. Credo che il candidato espresso dal Gruppo Aperto non sia quello salito sul nostro "pulmino" e l'uomo che abbia sposato le idee di cambiamento, comunicazione e visibilità di baseball e softball.

Lei si e' candidato al Consiglio federale. Perche'? Data la sua professionalita', non sarebbe stato piu' logico che si impegnasse in qualita' di comunicatore?

Ho deciso di candidarmi al Consiglio federale proprio perche' voglio mettere ancora di piu' al servizio del movimento la mia professionalita'. Sono giornalista professionista dal 1993. Ho lavorato sempre in grandi strutture della comunicazione e ora sono pronte a darle alla Federazione così come avevo iniziato a fare il 22 gennaio scorso. Forse, dall'interno, questa volta la visibilita' del movimento sara' ancora piu' evidente e marcata. Chi decidera' di votarmi puo' stare tranquillo: amo troppo questo sport per non volerlo vedere al posto che merita, inserito tra gli sport più fortunati e piu' gettonati. Spero di portare avanti, con il contributo degli elettori, questo progetto.

Quali sono i punti centrali del programma elettorale suo e di Cesare Vita?

I punti fondamenti del programma di "Vita Presidente" sono quelli del 21 gennaio scorso: dare voce a chi non l'ha mai avuta e non l'avra' mai, difendere le piccole societa', dare visibilita' a questo sport, ridare fiducia a chi l'ha persa da tempo, ascoltare tutti e rilanciare questo sport. Non sono parole ma realta'. Immagini che gia' dal 22 gennaio molti punti erano già partiti. In oltre 30 giorni di mia attivita' come responsabile dell'Ufficio stampa Fibs sono apparsi una media di 3,65 articoli, interviste e servizi radio-tv al giorno. Una media che sfido a replicare a chi si spaccia per addetto stampa provetto.

Cosa pensa delle candidature alla presidenza federale espresse finora?

Grazie alla 'rivoluzione del 21 gennaio scorso' sono fioccate questa volta tante candidatura. E' un'altra testimonianza che qualcosa e' cambiato, e questo grazie anche al nostro progetto. Prima d'ora nessuno aveva osato candidarsi senza il placet dei grandi capi. Ora è possibile che lo sia anche in futuro.

Visto che si candida in Consiglio federale, e visto che ha potuto vedere da vicino il mondo del baseball negli ultimi mesi, cosa ne pensa delle qualita' manageriali dei dirigenti delle societa' che ha incontrato e sta incontrando in questo periodo?

Il mondo del baseball e del softball e' un mondo affascinante. Ovunque ti giri vedi voglia di fare e grandi sacrifici. Servono, forse, stimoli nuovi e metodo innovativo. Per esempio: uno dei miei progetti quando guidavo l'Ufficio stampa e' stato di offrire la possibilita' a ogni società di dotarsi di un addetto stampa. Avrei insegnato personalmente e regalato le mie conoscenze. Un'occasione per far parlare di baseball e softball e migliorare la visibilita'. Come queste di idee ne abbiamo molte altre. A cominciare da sponsorizzazioni e pubblicita'. Non sono parole le nostre, abbiamo in tasca contatti e qualche contratto subito da firmare. Tutto dipendera' dai numeri. Speriamo che anche questa volta possa trionfare la voglia di ridare speranza al movimento e far ripartire la macchina. Credo che sia l'unica strada giusta per chi ama davvero questo sport.

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