Interviste

Claudio Corradi: "Primo: rispetto per il gioco"

di Flavio Semprini

Intervisto Claudio Corradi dopo gara 1 contro San Marino. La partita disputata sul campo di Serravalle mi sembra emblematica della stagione del Parma. All'esterno, Danny Di Pace sta gareggiando in bravura con il nuovo americano della T&A, Juan Rocha: tuffi, prese spettacolari, corse a perdifiato per evitare che la pallina tocchi il terreno. Bellissimo, tutti e due fenomenali. Solo che, dopo un tuffo in scivolata, l'italoamericano si infortuna (gli esce una spalla) e abbandona la partita. Tonkin, il pitcher americano dei ducali, tira bene finche' non si fa male all'avambraccio durante un pitch. Continua a lanciare delle dritte per un paio di inning, i Titani lo toccanno e mettono la freccia del sorpasso. Intanto, in panchina, uno sconsolato Paolo Ceccaroli un po' guarda il campo e un po' il dito steccato. Wilmer Montoya, a causa dell'infortunio mai recuperato ad una gamba, ha lasciato la compagnia da un po'... Al di la' degli infortuni, la squadra appare poco reattiva, quasi rassegnata. Alla fine del match battera' solo quattro valide. Davvero poche.


Corradi, se la aspettava un'annata cosi'?

Sinceramente no. Tutti abbiamo fatto molto meno rispetto a quanto nelle nostre possibilita'. Sono nel Parma da 25 anni e un anno cosi' difficile proprio non riesco a ricordarmelo. Letteralmente, non giochiamo a baseball ed io, come allenatore, mi sento il primo dei colpevoli.

Che spiegazioni si sente di poter dare?

Credo che molti di noi abbiano trovato, per strada, molte scuse. Nessuno di quelli che potevano dare un 10% in piu' l'ha dato. In tanti si sono preoccupati di fattori esterni senza preoccuparsi di giocare a baseball, che e' diverso dal semplice 'girare la mazza'. Giocare vuol dire avere la giusta attitudine in battuta ed in difesa; andare sul piatto sapendo cosa si deve fare e cosa no. Ti faccio un esempio: nelle ultime due settimane abbiamo avuto una media di 0 su 5 sul batti e corri. Secondo te, non si tratta di completa mancanza di attenzione? Ed il baseball e' uno sport che, invece, esige attenzione e, oserei dire, rispetto: altrimenti ti schiaccia. E' uno sport intelligente, per cui o sei una persona intelligente, o hai intelligenza di gioco, oppure vai in gravi difficolta'. La mia filosofia di gioco richiederebbe, tra le altre cose, grande aggressivita' in attacco ed in difesa: attaccare la pallina, mai subirla. Ma se non si e' mentalmente pronti ed allenati, questo gioco non si puo' fare. E noi, adesso, abbiamo paura.

Queste cose le ha dette alla squadra...

Ho cercato di spiegarle ai ragazzi ma, evidentemente, non sono riuscito a farmi capire. Peccato. Come dicevo prima, in quanto allenatore debbo prendermi la colpa di questo. Sinceramente soffro molto. La squadra del Parma e' una parte importante della mia vita. Mi ha dato tante gioie; ho vinto di tutto. Vederla cosi' in basso mi fa star male.

Il discorso play off e' da considare chiuso...

La matematica non ci condanna, ma come si fa a credere in queste cose se si gioca cosi'? Tra l'altro, mancano davvero troppo poche partite.

La si puo' trovare una nota positiva in questa stagione?

La nota positiva sta nell'avere la capacita' di imparare anche dalle annate negative come questa. Per un allenatore e' un'esperienza triste, ma comunque puo' essere molto formativa ed importante. A livello societario puo' essere un'annata di stimolo per cercare nuove strade: magari per puntare sui giovani, per lavorare in prospettiva...

Sta gia' pensando al prossimo anno?

Veramente no. Ci terrei a finire bene il campionato; vorrei 'giocare a baseball' e vincere delle partite. Il futuro e' un problema che riguarda, in primis, la societa'. Io ci terrei proprio a chiudere in bellezza.

Quali saranno le quattro squadre che si giocheranno lo scudetto? E chi vede favorita per la vittoria finale?

Le quattro attualmente in testa arriveranno ai play off. Caserta mi sembra troppo discontinua e non penso abbia la forza per recuperare. Nettuno mettera' in campo una forte componente caratteriale, che e' un po' la caratteristica principale della squadra di Faraone: non molla mai. Grosseto sta lavorando benissimo, ha tanti giovani forti, e bisogna fare i complimenti a Marco Mazzieri, al primo anno da coach, che sta portando la squadra a livelli altissimi. Rimini e' ricca di giocatori con grandissima personalita'. Gente che difficilmente sbaglia l'obiettivo finale. Bologna e' molto completa ed omogenea: forte sul monte, batte, e corre sulle basi. A parita' di condizioni tecniche, vincera' chi avra' piu' carattere.

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