Editoriale

La Mlb in Italia, treno da non perdere

4 marzo 2004 – Periodo di buone notizie. La prima arriva dal possibile "sbarco" della Mlb nel 2005. Nell'ultino editoriale, dopo lo schiaffone rimediato dai cubani, chiedevamo alla Fibs di "spingere l'acceleratore" sul rapporto con le leghe professionistiche americane. Evidentemente era proseguito e gia' in essere il discorso appena accennato l'anno passato (arrivo di Mike Piazza e proposta di giocare una partita di Ml all'Olimpico di Roma). Le intenzioni della Mlb sono molto serie. Vince Naimoli, presidente dei Devil Rays, e' uno dei sei proprietari che formano il Comitato internazionale della Mlb. Vale a dire che e' uno di quelli che decidono dove le Majors dovranno investire nei prossimi anni. Il fatto che lui fosse l'interlocutore della Fibs durante gli incontri romani, e' una garanzia. Adesso la palla passa alla nostra Federazione che deve individuare un campo ad hoc dove disputare l'incontro (Roma? Firenze?); creare una strategia di organizzazione e di comunicazione dell'evento; preparare un gruppo di lavoro che porti a casa un ottimo risultato.

Perche' tutto questo sia necessario e' presto detto. La Mlb e' forse un po' lenta a muoversi ma, siatene certi, se viene a giocare tre partite in Italia (tre, non una), non viene per fare una gita. I manager di questa che e', a tutti gli effetti, un'azienda multinazionale, vogliono lavorare in Europa perche' sanno perfettamente che il nostro e' il mercato economico piu' ricco del mondo. Dunque c'e' la possibilita' di vendere il prodotto baseball a buoni prezzi (oltre che di avere tante piccole farm dove far crescere talenti europei e "oriundi" di varia estrazione). In questa chiave va letta l'idea di creare un campionato professionistico (diciamo una sorta di "singolo A" italiano?), in accordo fra i due enti. Con prevedibile arrivo in Italia di tecnici e dirigenti di scuola americana.

L'Italia ha un paio di vantaggi rispetto ad altre nazioni europee: il clima ed impianti migliori. Una posizione di privilegio che va sfruttata a fondo perche' consentirebbe al movimento un futuro sviluppo anche in caso di scomparsa del baseball dalle olimpiadi. Cosa che, oggi come oggi, sarebbe una iattura. Se poi, e andiamo nel futuribile, partisse il "Campionato Mondiale Professionisti" pensato dalle Majors in alternativa alle competizioni internazionali organizzate dalla Ibaf... Beh! Sarebbe molto strano se la nostra nazionale non venisse invitata, no? Ecco perche' da oggi in poi la Federazione deve impegnarsi al massimo per la riuscita di questo progetto: puo' essere un primo passo verso qualcosa di piu'.

In quest'ottica di collaborazione con gli Usa, Paese-fulcro del baseball mondiale, ci pare intelligentissima l'iniziativa messa in atto dai Dynos Merlini di Verona che portera' in Italia, nella prossima estate, gli istruttori della Frozen Ropes. La Frozen Ropes e' un'organizzazione newyorkese specializzata in baseball giovanile che conta 16 centri dislocati fra Usa e Canada. Dal 14 giugno al 23 luglio sara' possibile allenarsi con i coach americani della Frozen Ropes, ospitati dal Club Dynos di Verona (la settecentesca e splendida Villa Buri). Una cosa "fresca", di grande dignita' tecnica, che smuove le acque un po' troppo ferme dei soliti "camp" estivi. L'iniziativa consta anche di aspetti culturali e sociali. Per questo, invitiamo chi fosse interessato ad avere piu' informazioni a scrivere ai Dynos (info@dynos.it).

Flavio Semprini

Inizio Indice Editoriale

Indietro

 

Dati Anteprima.net