Editoriale

A proposito del caso Francia

30 settembre 2004 – Nell'editoriale del 26 agosto scorso scrivevamo, del caso di doping che ha visto protagonista David Francia. Lo facevamo in questi termini:

"Certo, siamo anche un po' sfigati. Tra gli sponsor/fornitori federali c'e' Ethicsport, azienda produttrice di integratori alimentari che sul suo sito scrive: "siamo un gruppo di professionisti nel settore dell'integrazione nutrizionale e del farmaco, con l'impegno di diffondere una cultura dell'integrazione sportiva assolutamente scientifica ed estranea a pratiche illecite e dannose per l'organismo, che sempre piu' stanno inquinando il mondo dello sport agonistico ed amatoriale". Bene, per ora, l'unico positivo all'antidoping fra gli italiani e' proprio un giocatore di baseball. Chissa' come ci sono rimasti alla Ethicsport".

Dal dottor Franco Donati, della Ethicsport, ci e' arrivata questa lettera che riportiamo integralmente.

"Ebbene si, ci siamo rimasti male perche' eravamo convinti che il doping non entrasse prepotentemente in uno sport tecnico come il baseball.
Nell'intervista apparsa sulla Gazzetta dello sport del 29 Luglio scorso si diceva:
"Il mondo del baseball e del softball ci piace, perche' questi sport hanno l'immagine di discipline nelle quali conta l'etica sportiva" dichiara il Dottor Franco Donati, Manager di EthicSport "Quindi abbinare i nostri prodotti a queste due nazionali olimpiche e alle rappresentative juniores e' per noi un onore". L'onore di poter fornire prodotti ad alto profilo scientifico alle nazionali italiane rimane forte e vivo, e rimane anche tutta la stima nei confronti delle persone con cui e' stata condotta l'operazione.
Crediamo fortemente nella buona fede della federazione e riteniamo che la colpa sia quasi esclusivamente di David Anthony Francia, che forse e' stato consigliato male, oppure ha pensato di poter accorciare la faticosa strada del recupero dall'intervento alla spalla.
Cio' che invece ci disorienta e' l'editoriale di Flavio Semprini che pur non conoscendo nulla del percorso di qualita' fatto in EthicSport, della dura lotta al doping da sempre alla base della nostra politica aziendale, si permette di diffamare il marchio EthicSport con una associazione tra doping ed i nostri prodotti. La Divisione EthicSport dell'industria Farmaceutica Difass ha concepito i prodotti seguendo le indicazioni delle piu' moderne acquisizioni della alimentazione dello sportivo. E' inoltre la linea di integrazione scelta da olimpionici e da numerose societa' professionistiche nel basket, nel calcio, nella pallavolo, nel ciclismo, nel nuoto, ecc.
I prodotti della Linea di Integrazione Scientifica EthicSport sono reperibili esclusivamente in farmacia, a tutela del consumatore finale. Ogni prodotto della linea EthicSport e' supportato da una documentazione scientifica idonea che ne avvalora le caratteristiche e le indicazioni, le modalita' ed i tempi di utilizzo ed e' il frutto di un lungo ed attento lavoro di ricerca e sviluppo durato oltre tre anni.

Dr. Franco Donati
Resp. Divisione EthicSport


Ovviamente non c'e' alcun intento diffamatorio. Ne' alcuna volonta' di collegare i prodotti Ethicsport al doping. E', piuttosto, il contrario: proprio con l'intento di far capire ai lettori la distanza fra i prodotti Ethicsport e il doping, abbiamo riportato un testo presente sul sito aziendale che spiega bene la filosofia dell'azienda.

Il sottinteso della frase "chissa' come ci sono rimasti alla Ethicsport" e' esattamente quello che il dottor Donati riporta all'inizio della sua lettera: siamo assolutamente convinti che ci siate rimasti male. Cosi' come siamo convinti che non ci siano ne' colpe ne' connivenze da parte di Ethicsport. Ci mancherebbe.

Quello che intendevamo era invece questo: quando un marchio di una certa portata e con una determinata metodologia di lavoro come Ethicsport si avvicina al movimento (cosa non di tutti i giorni), "noi" (intendendo per noi tutto il movimento del baseball) siamo cosi' "sfortunati" da vedere beccato per un precedente doping l'unico atleta italiano di tutta l'olimpiade.
L'affermazione non vuole, ovviamente, essere lesiva ne' nei confronti di Francia, ne' nei confronti della federazione (casomai parte 'lesa'). Si tratta di una semplice ed inconfutabile constatazione.

Questi concetti a noi sembrano limpidi fin dalla lettura dell'editoriale. E crediamo appaiano chiari anche ai lettori. Cosi' non fosse, crediamo che queste poche righe abbiano dissipato qualsiasi dubbio.

Flavio Semprini

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