Editoriale

Tanti saluti 2005
Buongiorno 2006

4 gennaio 2006 - Che anno e' stato il 2005 per il baseball e il softball italiani? Un anno postivo per il softball, capace di rivincere l'Europeo con una formazione ringiovanita e rimaneggiata; pessima per il baseball che ha confermato quanto di brutto visto alle olimpiadi del 2004. La sconfitta con l'Olanda per 15 a 0 in finale al quinto inning, e' stata la ciliegia amara su una torta amarissima da mandare giu'.

Ero tra quelli convinti che la nazionale di baseball avrebbe potuto rappresentare un traino per il movimento se fosse risultata vincente non tanto in Europa (dove, sia chiaro, o giochiamo per vincere o si deve sempre, e dico sempre, parlare di fallimento), ma anche in qualche torneo, magari non di primissimo piano, e se avesse fatto una buona figura alle olimpiadi dove, per inciso, si andava con grandi speranze.

Gli azzurri hanno, finora, largamente fallito. Qualcuno se n'e' accorto? Pare di no. Difatti la Federazione continua ad investire sulla nazionale che, spero di sbagliare, non ha possibilita' di crescere nell'immediato: una serie di vittorie a livello europeo o anche un cappotto rifilato all'Olanda nella sfida a due della prossima estate non aumenteranno di una virgola l'attenzione degli italiani. Ne', del resto, stiamo parlando di un baseball a livelli Mlb, l'unico, assieme a quello delle Leghe Caraibiche e del Giappone, che possa garantire grande spettacolo.

La mia opinione e' che i soldi spesi per le nazionali vadano diminuiti, se non sono legati a capitoli di spesa obbligati. Nel contempo si dovrebbero diminuire anche gli impegni di alcune rappresentative (a che serve la nazionale universitaria?). E questi soldi dovrebbero essere spesi, se possibile, a favore delle societa' che lavorano sulle giovanili. In una nota federale dei primi di dicembre 2005, si leggeva che il 53% delle risorse Fibs va alle nazionali e alla organizzazione di eventi. Credo si possa "lavorare" per diminuire una percentuale del genere.

Il 2005 e' stato anche l'anno della normativa sullo svincolo, e della differenziazione fra giocatori di scuola italiana e non. Su queste due novita' sara' possibile dare un giudizio calibrato fra un paio di stagioni. Anche se fa un po' sorridere pensare ad un uomo gia' fatto, probabilmente padre di famiglia e coi primi capelli bianchi, che all'eta' di 37 anni e' ancora vincolato al club dove, il piu' delle volte, e' entrato a 9/10 anni. Ma quando finisce mai l'investimento delle societa' "sui giovani"?

Il 2006 sara' l'anno del World Baseball Classic. L'Italia ci va con una squadra che, a scanso di rifiuti sempre possibili, sara' formata da giocatori professionisti americani di ascendenza italiana. E' giusto cosi'. L'avvenimento sulla carta e' eccezionale e puo' essere, se ben seguito a livello di comunicazione una grande promozione per il baseball in Italia e nel mondo. Si dovrebbe vedere baseball spettacolo: l'unico che possa avvicinare fasce di pubblico distanti da un gioco consideratodai piu' "lento" e "incomprensibile". Non ci si puo' andare con una nazionale di italiani doc che, inevitabilmente, farebbe una figuraccia. Dall'avvenimento la Federazione incassera' soldi. Si spera vengano poi reinvestiti con buon senso.

E, sempre a proposito di visibilita': visto che la collaborazione con la Mlb funziona sia per l'Accademia, sia per il Wbc, perche' non comperare "This Week-end in baseball", un prodotto televisivo di grandissimo livello, estremamente spettacolare da far trasmettere "in chiaro" su un network nazionale? Attirerebbe l'attenzione dei telespettatori molto di piu' delle partite del campionato italiano trasmesse sulle piccole reti private regionali.

 

Flavio Semprini

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