Storia & Storie.

Nolan Ryan : Il piu' grande di tutti ( prima parte )

Gilberto Pierdicca

Nolan Ryan(prima parte) - Ho sempre sognato di scrivere un articolo su Nolan Ryan, da quando il 17 settembre 1993 lo vidi lanciare (dal vivo) l'ultima partita della sua leggendaria carriera. Rimane per molti il più grande lanciatore nella storia del baseball: senza dubbio il più veloce, capace di toccare le 100 miglia nei suoi anni migliori ma costantemente sopra le 95 anche dopo i 40 anni (sic !). Per quasi trenta stagioni sulla scena del baseball professionistico americano, Ryan entra nel libro dei record come il pitcher con il più alto numero di strikeout in carriera, e soprattutto per il maggior numero di no-hit... forse la sua vera specialità.
In questo viaggio in quattro puntate cercheremo di ripercorrere le tappe principali della lunga avventura di Nolan, con il parallelo della sua ultima storica esibizione nella magica notte al "Big A" di Annheim contro quei California Angels di cui era stato il beniamino.

New York Mets: parte il lungo viaggio

Red Murff, lo scout dei Mets nello stato del Texas, aveva visto il talentuoso "bambino" di Alvin (Texas) lanciare 3 o 4 volte al liceo. Gli piaceva, certo, ma come molti altri credeva che fosse troppo grezzo, oltre che troppo magro, per avere una reale possibilità di diventare un pitcher degno delle major. Mentre il "draft" del 1965 (il lungo giro delle scelte) si stava ormai avvicinando, lo stesso Murff non aveva la più pallida idea su cosa dire ai suoi boss di New York a proposito di Ryan. Nolan tirava delle tali "bombe", che Murff pensò valesse la pena scommetterci sopra qualche cosa: Ryan fu la scelta numero 295 in quell'estate del 1965 e fu assegnato alla squadra di Marion (Virginia) nella "rookie league". Nolan spese complessivamente 7 stagioni con l'organizzazione dei Mets, fra segni di incoraggiante "grandezza" e ricadute di enorme frustrazione. I suoi numeri nelle Minor furono comunque sufficienti per garantirgli un viaggetto al massimo livello, allo Shea Stadium di New York: i suoi 115 K in 78 inning a Marion, ed il record di 17-2 con 272 K a Greenville (Singolo A) convinsero i Mets che Ryan fosse ormai pronto. Salì sul monte per la primissima volta in Major l'11 settembre 1966: mancavano ancora esattamente 27 anni alla magica notte del "Big A"; il suo primissimo K fu su Pat Jarvis, un giocatore dei Braves che entrerà solo per questo nella storia. Persino dopo aver trovato un impiego in pianta stabile coi Mets nel '68, Ryan non si sentì mai pienamente a suo agio a New York: Tom Seaver e Jerry Koosman dominavano la rotazione dei partenti, e Nolan fu spesso relegato al ruolo di rilievo lungo. Una situazione che portò spesso il giovane texano a stati d'animo di vera depressione: qualche compagno disse ai tempi che Ryan sembrava odiare persino la quotidiana "aria" del grande stadio dei Mets, a Flushing nel quartiere di Queens... arrivare allo stadio ogni giorno per poi non lanciare mai come partente, era la cosa che odiava di più. Nolan e la sua ragazza Ruth, compaesana, si sposarono il 26 giugno 1967; si sistemarono in un piccolo appartamento a Queens, circa un miglio dallo Shea Stadium. Così come Nolan, anche la moglie non sembrò mai a suo agio sotto i riflettori della "grande mela"; durante le lunghe trasferte, Ryan pareva costantemente distratto dal pensiero di Ruth e della sua sicurezza... si raccontò che arrivava a chiamarla sino a 10 volte al giorno. Finalmente, durante i play-off della stagione 1969 (anno magico che portò i Mets al 1° trionfo nelle World Series) Nolan ebbe qualche opportunità di mettere in mostra il suo valore: fu una sua splendida apparizione come rilievo lungo (7 inning nella decisiva gara 5) a regalare ai Mets il titolo della National League contro i favoritissimi Braves. Il titolo mondiale fu l'ultimo sussulto: persistenti problemi di controllo (troppe basi ball), allenamenti insufficienti e week-end spesi parzialmente per il servizio militare, persino problemi economici (salario minimo ed affitti da pagare sia a Queens che ad Alvin in Texas), tutto pareva congiurare contro Nolan Ryan. Poi la svolta, "the trade", lo scambio: due settimane dopo la nascita del primo figlio Reid, ad inizio dicembre 1971, Ryan e l'esterno Lee Stanton furono "girati" ai California Angels in cambio del veterano terza base Jim Fregosi. Sarà per sempre ricordato come l'affare più sciagurato nella storia del baseball ; i tifosi dei Mets, invece, benedissero lo scambio come molto positivo per la loro squadra... avevano visto nascere la più grande delle leggende e non se ne erano accorti

San Diego (California), Giovedì 16 settembre 1993

Laggiù, verso Coronado, il cielo si incendiava col rosso di un promettente tramonto. La lussuosa Mercedes del mio amico Gar Millay sfrecciava sicura sul grande ponte ricurvo, dandomi modo di ammirare forse il più bel panorama della mia vita: alle spalle Coronado, Point Loma e la parte meridionale della grande città; a sinistra "downtown" con i pochi grattacieli del centro commerciale, sullo sfondo la verde baia di Mission Bay, appena annunciata dalle luci nascenti del grande parco acquatico di Sea World. E a perdita di vista il promontorio roccioso di La Jolla, una specie di Covignano riminese con sfumatura diretta sull'oceano : mi trovavo in Paradiso e facevo fatica a crederci. Già, Sea World : non fosse stato per questa grande invenzione tutta americana, forse non mi sarei trovato lì. Gar Millay era appena reduce da una trionfale stagione nel baseball Rimini (scudetto con la Telemarket del 1992) e per ringraziarmi dei favori che gli avevo fatto l'anno prima, mi invitò a casa sua senza farmi spendere un dollaro: tutto offerto, dal biglietto aereo a quelli delle partite dei San Diego Padres, che mi ero già "sciroppato" al Jack Murphy Stadium con cadenza quotidiana. La famiglia di Millay navigava e naviga nell'oro: suo padre nei primi anni '60 fu uno dei pochi soci fondatori del grande parco acquatico, sì proprio Sea World. Uscì dalla società una ventina d'anni più tardi, con in tasca una bella rendita da far campare allegramente i nipoti sino alla quarta generazione. In macchina la mia mente era però rivolta altrove : alla partita della sera seguente, che avrebbe visto i Texas Rangers impegnati al Big A di Anneheim contro i California Angels.
"Gar, lo sai chi lancia domani a California ?" - "No, sicuramente un lanciatore..."- "No, lancia IL lanciatore, Nolan Ryan contro gli Angels, la sua ex squadra." - "Ma non ti è bastato vedere 10 partite in 10 giorni, vorresti fare 150 miglia nel traffico infernale del week-end per ritornare dalle parti di Disneyland? Non ti ricordi l'altro giorno che casino per arrivarci?"-
Accusai il colpo e me ne stetti zitto per un bel po', giusto il tempo per preparare le parole giuste. Senza di lui sapevo che non se ne farebbe fatto nulla, non conoscevo la strada, non avevo il minimo aggancio per rimediare i biglietti, già dati per introvabili.
Tre ore dopo, eravamo seduti ad un tavolo di un tipico locale di San Diego, nella famosa La Jolla. Ai tempi era l'unico posto (così mi disse Gar) in cui si potesse mangiare il famoso "sushi", una specie di pesce crudo arrotolato, tipico piatto giapponese. Il problema era che si poteva mangiare SOLO quel maledetto "sushi": davanti a quell'autentica schifezza condita da una salsa abominevole, in un locale che pareva stranamente frequentato da soli uomini (forse le donne non hanno abbastanza stomaco), dovetti fare buon viso a cattivo piatto e ne approfittai per tornare alla carica.
"Lo sai che Nolan Ryan lancia da quasi 27 anni? Una media di circa 30 partite a stagione, fanno oltre 600 incontri in carriera, e quello di domani sarà forse il terzultimo o il penultimo. Fra due settimane finisce la regular-season e lui ha già annunciato il suo ritiro... ce lo vogliamo davvero perdere?"
Avevo trovato le parole giuste : senza dir nulla tirò fuori il telefonino e chiamò un suo amico dirigente dei Texas Rangers, squadra per la quale aveva giocato in Triplo sino al 1991. Bene, ogni squadra in trasferta ha diritto ad un certo numero di biglietti per amici e parenti di giocatori e dirigenti : tre sarebbero stati per noi... io, lui e sua moglie (che si rivelerà poi una palla al piede). Sprecammo oltre 25 dollari a testa per quella robaccia, ma almeno ero riuscito a convincerlo: domani sarebbe stato un gran giorno... alla faccia del venerdì 17! (1) continua.

Inizio Indice Storia & Storie

Indietro

 

Dati Anteprima.net